12/11/2022 20:52:16

Senza paura e senza mode

Vangelo (Lc 21,5-19)
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Il commento di Michele Cuttano, diacono
Guerre, terremoti, fatti terrificanti, persecuzioni e testimonianza.
Un Vangelo così “odierno” e direi anche sgradito, ma può aiutarci a capire il nostro oggi.
Una traccia per interpretare nel senso giusto questo stupendo Vangelo: Gesù non ci parla della fine del mondo, da una lettura poco spirituale così ci potrebbe sembrare.
Gesù, bensì, ci parla del “fine” di questo mondo, la meta finale del nostro cammino! 
C’è un dialogo che avviene fra Gesù e degli uomini, senza nome (potremmo essere noi) indicati con l’aggettivo “alcuni”.
Alcuni uomini, con un sottile orgoglio, vantavano la bellezza del tempio e dei doni votivi che lo adornavano. E Gesù che fa?
Invece di unirsi al coro di ammirazione dà loro una brutta notizia: 

“Non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta”
Dopo questa affermazione di Gesù tutte le domande che gli vengono rivolte vertono sul quando e sul come avverranno questi eventi tragici. Gesù, con la sua risposta, delude i presenti.
A Gesù, infatti, non interessa fare previsioni sul futuro o fare astrologia, a Cristo interessa far capire ai suoi ascoltatori l’atteggiamento di vita del suo discepolo!
Il Vangelo odierno vuole scuotere le nostre coscienze e non metterci paura e terrore.
Il cristianesimo è qualcosa di terribilmente serio e concreto, è meglio non correre o perdere tempo dietro ai vari annunciatori di sventure, compresi quelli che se ne vanno in giro, di porta in porta, con giornaletti alla mano. 
Non è importante sapere la data della nostra dipartita, come avverrà e tutto il resto….
E’ fondamentale l’atteggiamento in cui questo momento ci coglierà.
Il Vangelo di questa Domenica ci indica due strade con molta chiarezza:
la prima è la testimonianza, pratica, coraggiosa ma pacifica; uso il termine “testimonianza pratica” perché oggi il mondo non ha bisogno di maestri ma di uomini che siano testimoni coerenti che attualizzino praticamente l’amore di Gesù; uso il termine “testimonianza pacifica” perché il cristianesimo è il “Lieto Annuncio”, non esiste una testimonianza cristiana che, anche se rifiutata e perseguitata, diventi cruenta.
La perseveranza è la seconda virtù, Gesù ci dice che la perseveranza salverà le nostre anime. Non è facile ai tempi di oggi essere perseverante, il male che ci circonda è amico dello scoraggiamento. Ed è un male tanto più insidioso e permeante nei nostri cuori quanto più questo ci viene mostrato da chi dovrebbe darci l’esempio a livello morale e spirituale!
Chi di noi può affermare che, nel fare il bene, non gli sono mai “cadute le braccia” o abbia pensato per un attimo ma chi me lo fa fare in questo “magna magna” generale?
E’ difficile non adeguarsi alla mentalità corrente, penso ai nostri giovani e di come sia difficile per loro non adeguarsi allo stile di vita della massa e di chi ha posti di responsabilità pubblica!
Mi rendo conto che oggi parlare di Cristo, vivere Cristo, in certi contesti non è facile!

E il Vangelo, infatti, ci annuncia a riguardo che “sarete odiati da tutti per causa del mio nome”.
Ditemi la verità, vi va di essere “odiati da tutti a causa del mio nome”?
La presenza di un cristiano vero, coerente, è scomoda.
Abbiamo qualche esempio fresco, di questi ultimi tempi, di come esprimere il pensiero di Cristo in certi “consessi” porti derisione ed emarginazione.    
Lo so che questi sono argomenti delicati, che sconfinano nel sociale, ma non ci si può indossare il cristianesimo come un abito e cambiarlo secondo gli ambienti frequentati.
Se sei cristiano lo sei sempre, in ufficio, a casa, al mercato, al Governo, in Italia, in Europa!
Gesù ci insegna che non si può sempre far parte del coro e cantare gli stessi stornelli degli altri perché sono di moda: CRISTO NON E’ MAI DI MODA!  
Certe volte il cristiano deve essere coraggioso, impavido dei giudizi di questo mondo.
Gesù stesso nel Vangelo odierno ci incoraggia dicendoci che neanche un capello del nostro capo perirà! 
Altro che sapere una data che ci indichi un “quando” avverranno questi fatti, è un Vangelo di CONVERSIONE.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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