13/11/2022 22:24:09

Stella Michelin per Salvatore Pacifico

Che la tradizione gastronomica lucerina sia sempre stata di buonissimo livello è cosa risaputa, attraverso alcuni ristoranti e soprattutto determinati chef che hanno saputo cogliere la ricchezza e il valore del patrimonio locale, in termini di prodotti e di conoscenza delle materie prime.
Ma da qualche giorno si è passati a un grado decisamente maggiore, peraltro con un esponente giovanissimo della nuova generazione di ragazzi locali che negli ultimi anni hanno fatto strada e hanno mostrato capacità e talento, partendo da Domenico Grasso, passando per Mirko Esposito e finendo a Marco Zoppicante.
Salvatore Pacifico ha ottenuto qualche giorno fa la sua prima Stella Michelin, come guida principale della cucina de “Il Faro di Capo d’Orso”, ristorante di Maiori, sulla costiera amalfitana, con la direzione di Andrea Aprea (a destra nella foto) che da questo 2022 firma il menu del locale della famiglia Ferrara. 
Per Pacifico, che si fa chiamare Totò, è stata la prima esperienza “in prima persona” e la conferma della Stella Michelin per il ristorante è una grande soddisfazione per un cuoco di soli 31 anni che ha avviato la sua formazione all’Ipssar di Lucera dove ha iniziato subito a lavorare.
E negli ultimi dieci anni della sua carriera, ha operato solo in ristoranti stellati e di grande prestigio internazionale, basterebbe citare “Da Vittorio” di Bergamo (uno dei 12 “tre stelle” italiani), ma anche "Il Piccolo Principe" (due stelle) a Viareggio, “I Portici Hotel” di Bologna, e poi più recentemente il suo approdo a Milano con Osteria Arbustico e Unico.
Infine, ma non definitivamente, il mare, dal quale arrivano materie prime e ingredienti di primissimo ordine, anche indirettamente, grazie alle sue influenze nel territorio circostante che esprime l’essenza campana nei frutti, nelle verdure e negli ortaggi. La cucina, quindi, è campana e italiana, e non a caso, uno dei prodotti più utilizzati è il limone sfusato amalfitano, assolutamente tipico del posto, ma non mancano pesci, crostacei e molluschi con i quali trovare infinite soluzioni di gusto e gradimento.
“In futuro ho in mente di portare in tavola il pomodoro foggiano – ha annunciato - ma bisogna trovare il filo conduttore anche in funzione alla stagionalità”.

Linguine in estratto di peperone, mozzarella, alici e portulaca

E lui è uno a cui piace muoversi, dal punto di vista professionale e anche personale, infatti non è raro trovarlo in bici chissà dove, quando non è dietro ai fornelli: “Se non si fa attività fisica, in cucina si rischia solo di ingrassare - è la sua tesi per mantenere lo stato di forma – e per quanto mi riguarda la strada da fare, anche in cucina, è ancora tanta”.
Ma se questo è l’inizio, è già molto ben avviata, così come per gli altri due giovanissimi colleghi di Capitanata premiati con la stella: Michele Cobuzzi di 33 anni di Panni all'"Anima" di Milano e Michele Minchillo di 29 anni Foggia al "Vitium" di Crema.

Riccardo Zingaro 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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