13/11/2022 19:51:29

Lucera 'rassicurante' per le istituzioni

Mercoledì scorso si è riunito al Comune di Lucera il Comitato per la Sicurezza e l'Ordine Pubblico, presieduto dal prefetto Maurizio Valiante che sta dando una natura “itinerante” a questi incontri di particolare importanza e delicatezza per il territorio di Capitanata. Hanno preso parte anche il procuratore aggiunto di Foggia Antonio Laronga, il questore Ferdinando Rossi, il comandante provinciale dei carabinieri Michele Miulli, quello della Guardia di Finanza Leonardo Ricci e il comandante della Direzione Investigativa Antimafia di Foggia Maurizio Vallone, oltre al sindaco Giuseppe Pitta. 
La circostanza di carattere eccezionale ha portato ad analizzare svariati temi legati alla sicurezza ed alla lotta alla criminalità, e nell’occasione sono state gettate le basi per la firma del patto per la sicurezza urbana, ed è stato approfondito il tema del potenziamento della videosorveglianza anche nelle zone rurali. 

“Per la nostra città questo appuntamento ha rappresentato un valore aggiunto – ha commentato Pitta – in relaziona alla tutela della legalità, anche se rispetto a qualche altro Comune vicino viviamo una situazione certamente migliore. I dati sui reati che mi sono stati mostrati sono molti volte inferiori rispetto al circondario e questo ci rende fiduciosi per una maggiore convivenza civile”.

Ma è evidente che non possono essere solo i “dati” a restituire la fotografia di un contesto, tanto più se questi sono più che altro legati alla effettiva azione degli operatori di polizia e degli organismi investigativi, perché poi bisognerebbe anche misurare e raffrontare la percezione di sicurezza e protezione avvertita dalla popolazione, anche per quello che riguarda situazioni che sfuggono alle statistiche e ai documenti ufficiali, senza contare che incendi, furti e anarchia sociale e stradale sono tutt’altro che in diminuzione.
Per di più, dalle rassicurazioni che arrivano dagli ambienti istituzionali, possono emergere due pericoli piuttosto inquietanti ma di natura diversa: la sempre possibile “colonizzazione” della città da parte di altre criminalità di “importazione” e il rischio di soppressione di qualche presidio di forze dell’ordine, ritenuto meno necessario rispetto ad altre realtà che, secondo i dati, ne avrebbero più bisogno. 

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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