19/11/2022 23:57:02

Destinazione paradiso

Vangelo (Lc 23,35-43)
In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Il commento di Michele Cuttano, diacono
E’ umanamente un assurdo, ma la Chiesa festeggia Cristo Re dell’universo presentandoceLo in Croce, deriso, sfottuto, allo stremo delle forze fisiche, dove quello che dice non viene neanche ascoltato. L’unica cosa che Lo indica come “Re” è una tavoletta di legno sopra la Croce, su cui Pilato, a sfottò degli israeliti, aveva fatto scrivere: “Questi è il re dei giudei”. 
Sono le ultime ore di Gesù su questa terra come uomo e che compagnia si va a scegliere? Due malfattori!
Sembrerebbe un atto di Cristo da cui scappare al più presto, troppo inglorioso!
Ma caro amico mio, se Gesù non avesse detto dalla Croce le parole del Vangelo di oggi, io e te e tutta l’umanità avremmo poche possibilità di entrare in Paradiso! 
Ascoltiamolo allora questo dialogo così importante per l’umanità:

“Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio. tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso”.
La scena di questo dialogo, l’evangelista Luca ce la descrive qualche versetto innanzi: è composta da tre croci messe vicino, quella di Gesù al centro e le altre due una a destra e l’altra a sinistra.
Già, tre croci vicine, pochi metri di distanza l’una dall’altra, ma una di queste cade in un abisso lontano di solitudine eterna, volontariamente si allontana dalla vita, per l’eternità.
L’altra, invece, si unisce a quella di Gesù, per sempre!    
Gesù in silenzio, sulla croce, interroga questi due uomini crocifissi che sono icona di tutta l’umanità, questi due malfattori rappresentano anche me e te!
Embè carissimo, questi poveracci sono carichi di tutte le cattiverie umane: delle guerre quotidiane, delle violenze sui bambini, delle violenze sulle donne, delle violenze sui poveri, delle violenze sui ricchi,  delle rapine, dei giudizi, dei pensieri cattivi, degli sguardi indiscreti,  delle corruzioni, delle raccomandazioni, degli sfruttamenti, del non fare il proprio dovere, dei migranti e delle lavate di mani delle nazioni europee, degli inganni verso i poveri genitori, del girare la testa dall’altra parte.
Si, la nostra è una umanità messa in Croce, cercando la felicità si è imbattuta nel brigante che l’ha depredata di tutto, lasciandola a terra, nel suo sangue, senza più dignità: è un’umanità senza più umanità!
Così spesso ci trova Cristo nei nostri peccati: senza dignità e senza più umanità.
Lui che è il buon Samaritano si china su di noi e paga il conto per noi, paga Gesù per noi!        
Cristo Re, dal suo trono di legno stagionato per duemila anni, continua ancora oggi a proporre all’umanità tutta intera di entrare in Paradiso attraverso LUI.
Lui è pronto ad addossarsi le colpe di tutti noi; lui che non aspetta altro che sentirsi dire da noi le parole del ladrone:

“Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno” 
Hai visto che RE?
Il primo decreto che ha emanato è la salvezza per l’umanità e non la Sua impunità!
Ed il primo ad usufruire di questo Regio Decreto è un malfattore.
Capisci perché prima ho detto che questa Parola di Gesù ci apre le porte della Vita Eterna? 
Desidero presentarvi come icona di questo Vangelo un famoso dipinto del Masaccio, la Trinità.
Guardalo bene perché ha a che fare con il Vangelo di oggi: Cristo sulla Croce che viene sorretta da Dio Padre; fra Dio e Cristo c’è lo Spirito Santo, in forma di colomba (anche se, per le dimensioni della foto, potrebbe sembrare un foulard bianco al collo di Dio).
Anche se non si vedono, magari a quella Croce stanno appese tutte le nostre croci e Dio le mantiene tutte. Ha la forza e la gioia per sorreggerle: le ama perché ci siamo noi sopra.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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