20/11/2022 17:04:50

Il (poco) potere politico sul progetto Maia

La proposta di nuovo impianto per la produzione di biometano da parte di Maia Rigenera ha naturalmente gettato un altro sasso nello stagno già agitato della politica locale. Nel 2018 andò anche peggio, visto che ancora oggi si sentono gli echi di quella che fu una vera e propria bufera, in cui si ritrovarono coinvolti l’ex sindaco Antonio Tutolo, dichiaratamente favorevole a quella iniziativa che era stata presentata anche come la soluzione definitiva al problema della puzza, e dall’altra parte alcuni esponenti della minoranza dell’epoca assieme ad alcune associazioni locali, accomunate dalle accuse di “connivenza” con la proprietà dell’epoca in cui figurava ancora la famiglia Montagano che proprio Tutolo aveva da sempre avversato sul tema delle emissioni in atmosfera del ciclo di produzione di compost. Quel processo industriale è poi finito sotto la lente di ingrandimento di diversi enti preposti, a partire dalla Provincia di Foggia e Arpa Puglia, a seguito delle pesanti emissioni nell’aria di miasmi, tanto da disporre la parziale sospensione delle attività, durante la quale provvedere ad adeguamenti strutturali che oggi la proprietà rivendica. Non a caso, da qualche mese ha ripreso a incamerare matrice organica da clientela di vario genere, operando sempre sotto il controllo dell’Agenzia Regionale Pugliese che all’inizio di quest’anno ha inserito lo stabilimento nel ristretto elenco degli “impianti minimi”, cioè quelli ritenuti indispensabili per la gestione del ciclo di rifiuti sull’intero territorio, con relativa fissazione del presso di conferimento anche per gli altri cinque omologhi: Tersan a Modugno, Heracle a Erchie, Progeva a Laterza, Eden 94 a Manduria e Amiu a Taranto.
Da questo contesto amministrativo nasce l’obbligo di sottoporre la proposta alla Regione Puglia e non più alla Provincia di Foggia, e quindi la politica locale sta acquisendo la consapevolezza di un proprio un ruolo consultivo, per non dire marginale, visto che l’intero processo di autorizzazione viene gestito a Bari e l’eventuale rilascio prevede già al suo interno addirittura la previsione di una specifica variante urbanistica. In buona sostanza, il Consiglio comunale, pur chiamato a pronunciarsi, non avrebbe ruolo diretto nella procedura e nella quantificazione delle nuove volumetrie da realizzare. 

La presentazione di martedì sera è stata comunque caratterizzata da numerosi quesiti posti dai presenti, tuttavia solo la metà dei consiglieri comunali in carica, mentre il sindaco Giuseppe Pitta ha trattenuto tutta la documentazione lasciata dall’azienda, annunciando una valutazione tecnica degli elaborati e dati forniti, ipotizzando l’affidamento di uno studio a uno specialista del settore, passaggio ritenuto preminente in funzione di un pronunciamento di carattere politico.

A ogni modo, si tratta solo dello start del procedimento denominato "Paur" (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale), ovvero a un iter lungo e articolato, attivato per valutare l’impatto ambientale e quindi la sua fattibilità in relazione alla protezione della salute umana, contribuendo con un miglior ambiente alla qualità della vita, provvedendo al mantenimento delle specie e alla conservazione della capacità di riproduzione degli ecosistemi in quanto risorse essenziali per la vita.
L’autorità competente in sede statale è il Ministero della Transizione Ecologica, ma è in Puglia che opera la commissione tecnica di verifica che svolge l’istruttoria finalizzata all’espressione del parere sulla base del quale sarà emanato il provvedimento di verifica di assoggettabilità a Verifica di Impatto Ambientale. I passaggi principali sono cinque, tutti caratterizzati da precisi adempimenti e altrettante tempistiche che devono riguardare approfondimenti di varia natura, sia degli uffici preposti ma anche per la consultazione pubblica dell’istanza da parte della cittadinanza che può presentare osservazioni. Durante la procedura, sono chiamati a esprimere il proprio parere tutti gli enti territorialmente potenzialmente interessati, come Autorità di Bacino, Provincia, Comune e altri. 
Se tutto dovesse andare nel verso auspicato dal proponente, il parere positivo della Commissione Tecnica Regionale verrà poi trasmesso alla Regione Puglia che predisporrà l’adozione del provvedimento attraverso una determina dirigenziale, il tutto entro 45 giorni successivi alla scadenza della fase di consultazione pubblica.
Il provvedimento, in pratica, stabilisce se il progetto deve essere assoggettato a Valutazione di Impatto Ambientale. In caso contrario, può indicare comunque specifiche condizioni, prescrizioni e vincoli a carico del proponente che è tenuto a ottemperare secondo quanto disposto. 

Riccardo Zingaro 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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