21/11/2022 14:11:56

Comune ancora sconfitto contro De Matteis

Seppure sotto traccia, coperta da una cenere politicamente precaria, continua a rimanere caldissima la questione del contenzioso tra la famiglia De Matteis e il Comune di Lucera che il Tar Puglia ha riconosciuto soccombente a seguito delle invocazioni del soggetto privato, in relazione alla costruzione di un palazzo in Via Tributa.
Dopo il giudizio di primo grado, è partito anche il secondo attivato dalla Giunta Pitta, e subito con una nuova sconfitta per l’ente, visto che il Consiglio di Stato ha respinto la domanda di sospensione dell'efficacia di quella sentenza, condannandolo anche al pagamento delle spese legali per 1.500.  
“Non c’è alcun ‘periculum in mora’ – si legge dell’ordinanza emanata a Roma - in quanto la richiesta del privato ha lo scopo di avviare la procedura indicata dal primo giudice per arrivare alla quantificazione dell’entità del risarcimento e non vi è nessun rischio che il Comune in questa fase debba impegnarsi in un pagamento che peraltro sarebbe sempre ripetibile”.
I giudici di primo grado, infatti, non si sono espressi con una cifra precisa (gli imprenditori sono arrivati a cacolare una somma superiore ai due milioni di euro), per cui avevano invitato le parti a trovare un accordo transattivo.

“A oggi possiamo dire che dal Comune non abbiamo ricevuto alcun invito o alcuna comunicazione in merito – ha riferito a Luceraweb l’avvocato Eugenio Di Matto che difende gli interessi degli imprenditori assieme ai colleghi Oreste Michele Fasano e Pierpaolo Palatella – per cui restiamo in attesa dei passi che l’Amministrazione riterrà di fare”. 
“Nel giro di poco tempo convocheremo la controparte – ha annunciato il sindaco Giuseppe Pitta – così da conoscere quali siano gli intendimenti e le posizioni. L’auspicio è ovviamente quello di trovare una soluzione soddisfacente per tutti, cioè per loro ma anche per la collettività”. 

La storia conserva anche polemiche, veleni e sospetti anche sulla vera e propria conduzione legale del contenzioso, visto che il Comune non si è costituito nelle due occasioni in cui ha avuto la possibilità di farlo in primo grado, nonostante fossero stati adempiuti tutti gli atti politici e gestionali del caso. In pratica, l’avvocato Ignazio Lagrotta (detentore del servizio in proroga per conto di Palazzo Mozzagrugno) non si è presentato nella causa, pur essendo stato formalmente incaricato, mentre lo ha fatto nell’ultima occasione a Palazzo Spada. Visto il precedente, quest’ultima circostanza ha generato ulteriore perplessità sulla decisione (politica, dirigenziale o entrambi?) di mantenere lo stesso difensore che, peraltro, risulta essere il firmatario di un parere che è stato alla base della revoca, in autotutela, del permesso a costruire rilasciato due mesi prima dal dirigente all’Urbanistica titolare, Tommaso Piemontese, il quale a luglio 2017 dispose anche l’immediata sospensione dei lavori.
Proprio questo comportamento ondivago dell’Ufficio comunale è alla base delle doglianze dell’impresa che nel 2013 aveva avviato la sua iniziativa, oggi non ancor terminata.

A ogni modo, l'assessore al Contenzioso Claudio Venditti durante l'ultimo Consiglio comunale si è detto molto fiducioso circa un esito favorevole per l'ente in appello, e soprattutto ha preannunciato una specifica azione di recupero delle somme nei confronti di tutti coloro i quali possano aver avuto una responsabilità (negativa) nella vicenda.  

r.z.
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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