22/11/2022 18:34:36

Il Consiglio regionale sulla Capitanata

Oggi è stato celebrato a Bari il Consiglio regionale straordinario sullo sviluppo della Capitanata, invocato dal consigliere Antonio Tutolo e con la partecipazione di un espoente de Governo Meloni (il vice ministro Francesco Paolo Sisto), diversi sindaci del territorio, alcuni parlamentari e i prefetti e procuratore della Repubblica di Bari e Foggia, oltre a rappresentanti istituzionali e delle associazioni di categoria. 
Al termine dei lavori, è iniziata la processione delle dichiarazioni.

Antonio Tutolo: “Almeno si è posta la questione, dopo due anni di richieste. Se da un lato mi ha fatto piacere ascoltare che la Capitanata fa (ancora) parte della Puglia e deve crescere con essa, dall'altro ho avuto conferma che il lavoro da fare per recuperare lo squilibrio territoriale di cui è vittima il Foggiano ci vorranno impegno e tempo. Due fattori a me favorevoli, perché non ho alcuna intenzione di rinunciare alla battaglia per la provincia che rappresento. Turismo, agricoltura, industria hanno bisogno di interventi urgenti e straordinari che vadano di pari passo al contrasto alla ‘Quarta Mafia’ e alla criminalità diffusa, concause del mancato sviluppo. Costringere Governo nazionale e regionale a ‘ragionare’ insieme sulle prospettive di investimento è un merito che mi attribuisco oggi, dopo le tante difficoltà che ho dovuto affrontare per portare problemi e prospettive della Capitanata alla massima Assise regionale. Ma sono consapevole che è solo l'inizio di un percorso che impiegherà molti anni. Ma è il compito che mi hanno affidato 600 mila cittadini e che porterò avanti. Provo rabbia se penso a che cosa ho dovuto sopportare e fare per parlare di una parte della Regione Puglia che ha dei problemi che vanno risolti. Ci sono le soluzioni, perché questa non è una terra arida dove non è possibile creare sviluppo, ma manca la volontà. La verità è che pochi hanno questa voglia e anche oggi ho percepito che sono pochi ad averla. Io continuerò a battermi, perché questa battaglia la sento dentro, io vivo in quell’area, che mi ha dato tanto e sento di dover ricambiare con il mio impegno serio. Poi, se c'è qualcuno, come ho visto e sentito, che si è appuntato la medaglietta... beh, sono certo che quando si tratterà di andare avanti non lo vedrò al mio fianco. Mi è piaciuto l’intervento di Sisto su più punti, per esempio, quello sulla autonomia differenziata, ma non il passaggio sulla revisione della geografia giudiziaria, in particolare quando ha detto che quello è un intervento che bisogna fare a livello nazionale; la Capitanata non ha gli stessi problemi delle altre zone ed è qualcosa di eccezionale, lo sanno tutti. Posso capire che lui non se la sentiva di impegnarsi e questo è un fatto di serietà, però va affrontato quel tema, perché quella è stata una riforma sciagurata. E ne sono talmente convinto che l'eco delle nostre rimostranze inascoltate si sentirà di nuovo, in forme diverse dal passato. Dopo di che, ho sentito da altri cose poco interessanti, ma soprattutto non vedo voglia di incidere, non vedo quell’ardore determinante per cambiare le cose. La dimostrazione è che non è stato deliberato alcun ordine del giorno. Purtroppo, bisogna lavorare ancora per convincere le persone che esiste un problema e questo non va bene. Il problema c’è e va affrontato, non bisogna nasconderlo. Infine, il non aver concesso la parola ai parlamentari pugliesi e ai sindaci presenti è stato un grave errore, frutto di un’organizzazione di questo Consiglio particolarmente lacunosa, perché quando uno non vuol fare qualcosa ed è costretto a farlo questi sono i risultati. La verità è che la seduta di oggi non interessava a tutti e, anzi, a qualcuno non fregava proprio”.   

Michele Emiliano: “La Capitanata combatte bene, abbiamo effettuato grandi sforzi per metterla in sicurezza dal dissesto idrogeologico, poi per collegarla aprendo l’aeroporto; stiamo cercando di utilizzare al meglio l’acqua delle sue dighe, ma il governo che ne è ancora titolare attraverso alcune società deve darci una mano almeno ad aprirle. C’è bisogno di un impegno comune. Dobbiamo realizzare le nuove strade del Gargano e dei Monti Dauni anch’esse di competenza del governo e dobbiamo avere più medici e più soldi per la sanità: la provincia di Foggia è immensa e con diversi problemi dal punto di vista montuoso, e dunque serve un finanziamento del Governo che tenga conto di queste difficoltà. In ogni caso, la Regione Puglia ha collaborato con tutti. A Foggia bisogna far crescere l’economia e avere maggiore sicurezza per dare a questa provincia fondamentale quella fiducia che fino ad oggi forse non si è ancora sviluppata totalmente. Continuo a pensare che la Capitanata sia un punto di forza della Puglia. Foggia ha soprattutto un problema: una pressione criminale molto forte, collegata allo scioglimento per mafia del Comune capoluogo. Questa pressione ha creato una sensazione nell’economia e nella comunità di grave insicurezza che accentua il disagio e le difficoltà. Negli anni passati a seguito di gravissimi fatti di sangue, siamo riusciti ad avere dai governi precedenti l’apertura di un ufficio della Direzione Investigativa Antimafia, abbiamo avuto la costituzione del gruppo Cacciatori di Puglia che sul Gargano ha offerto un grande contributo. E poi la Regione (che non ha tra le sue competenze né l’ordine pubblico né la giustizia) con fondi propri ha messo a disposizione della DIA di Bari un ufficio a Foggia: le forze di polizia anziché andare tutte le volte a Bari per riferire possono lavorare tranquillamente a Foggia. Tutta questa situazione può migliorare se il Governo deciderà di raddoppiare l’organico della magistratura foggiana, di aprire le sedi giudiziarie, soprattutto sul Gargano e nei Monti Dauni. Bisogna collaborare”.

Rosa Barone: “E’ stato un momento di confronto importante sulle tante problematiche di questa terra, che per troppo tempo si è sentita abbandonata. Lo ripetiamo ancora una volta: viviamo un momento difficilissimo, dal punto di vista sociale ed economico e non dobbiamo essere lasciati soli. Ognuno deve fare la sua parte: i Comuni, la Regione e lo Stato per far sì che la parte sana della nostra provincia, che è costituita dalla grande maggioranza dei cittadini, non perda la fiducia, ma reagisca  e abbia un moto di orgoglio nel riscoprire chi siamo e chi vogliamo essere, cercando di ricreare un nuovo senso di appartenenza. Servono soluzioni concrete e questa è una battaglia che il consiglio regionale deve portare avanti: continuare a chiedere al Governo un intervento serio, maggiori uomini e mezzi perché abbiamo bisogno di sicurezza. Lo dicono i 13 omicidi che ci sono stati dall’inizio dell'anno e i dati sulla criminalità emersi anche oggi. In Abruzzo ci sono 8 Procure. In Capitanata con un territorio vastissimo, con una mafia conclamata, con almeno 9 ghetti che sono una fucina per la criminalità, e con connessioni fortissime con la mafia albanese, campana e calabrese, abbiamo una sola Procura: è un paradosso, e lo Stato deve intervenire in modo serio e immediato. Sisto ha parlato della necessità di garantire sui luoghi la presenza dei presidi giudiziari, una questione che va risolta in maniera organica e non con interventi spot. E questo e quello che chiediamo. Con i miei uffici, per quanto di competenza dell’assessorato al Welfare,  stiamo portando avanti progetti importanti per la legalità, basati su due linee di intervento, l’educazione da un lato e i progetti a sostegno delle vittime di violenza dall’altro. Abbiamo presentato un progetto regionale intitolato “Ripartiamo insieme 2. Azioni in favore delle vittime di reato e qualificazione dei servizi”, rivolto alle vittime di reato, che ha come scenario i cinque Reali Siti. Dei 255 mila euro stanziati, 15 mila euro sono destinati agli orfani speciali dell'ambito di Troia, ragazzi le cui mamme sono state uccise dai mariti ed oggi, grazie a questo progetto, avranno un'occasione di rinascita e di ripartenza. Abbiamo attuato, inoltre, su tutto il territorio regionale grazie all'impegno dei sei Ordini degli Avvocati, che hanno la responsabilità gestionale degli sportelli, in collaborazione con i 5 Ambiti territoriali sociali e l’Ordine degli Psicologi di Puglia, il progetto “Dalla Loro Parte” per assistere lle vittime di reato, ad integrazione con le reti di servizi già specializzati attivi sul territorio, in particolare con la rete antiviolenza. Le potenzialità e le bellezze del nostro territorio sono conclamate a livello internazionale, basti pensare che il cosiddetto granaio di Puglia mette insieme ben 24.216 imprese del settore primario agricolo e silvicoltura registrate di cui 23967 attive, abbiamo il più grande lago salato, un mare stupendo, il Gargano, i Monti Dauni, i due santuari, il Parco Nazionale del Gargano, l’unico della Regione. Tutte queste risorse e bellezze possono rappresentare  un volano perfetto per la nostra economia ma, finché ci sarà criminalità, anche la valorizzazione della parte positiva risulterà vana perché impossibile”.

Pierluigi Lopalco: “Oggi è stata l’occasione per evidenziare le criticità di un territorio, quello foggiano, che da tempo sta lanciando un grido di allarme. I dati parlano chiaro: Foggia è l’ultima provincia della Puglia in termini di occupazione e sviluppo, la prima per permeabilità della criminalità organizzata, crisi sociale e penuria. Alla luce di tutto ciò, e di fronte alla richiesta di sicurezza che ci arriva da tanti cittadini, non possiamo rimanere immobili mentre la malavita colpisce, impoverisce e strappa il futuro a un territorio e ai suoi abitanti, ma dobbiamo lavorare soprattutto sulla prevenzione attraverso politiche attive che coinvolgano, non solo i tribunali e le forze dell’ordine, ma anche il mondo dell’istruzione e del lavoro. Confrontarci è stato importante ma ora c’è bisogno di fare fronte comune, senza distinzione di colore politico, affinché insieme si possa intervenire con azioni concrete e adeguate e impedire che Foggia resti sola in questa battaglia”.

Paolo Campo: “La Capitanata e la Puglia vogliono essere messi nelle condizioni di recuperare la distanza dalle aree più sviluppate e sicure del Paese. In sintesi, è la richiesta che ho avanzato al vice ministro nel mio intervento nel Consiglio regionale dedicato alle emergenze territoriali. Aggressione criminale, debolezza del ‘sistema giustizia’, carenza di infrastrutture, ritardo economico e occupazionale sono temi che s’inseriscono in un contesto di generale debolezza che impongono al Governo di intervenire per rilanciare la Capitanata, la Puglia e l’intero Mezzogiorno. Questo non è il momento di avventuristici progetti di autonomia regionale differenziata; questo è il momento in cui ci vuole una strategia forte e dagli esiti immediati per rafforzare ed espandere gli effetti delle politiche di sviluppo messe in campo dalla Regione Puglia”.

Giannicola De Leonardis: “La provincia di Foggia è attanagliata dal fenomeno criminale della ‘Quarta Mafia’. L’emergenza sicurezza e quella legata all’efficace funzionamento della macchina della giustizia vanno affrontate simultaneamente per restituire fiducia alla Comunità di Capitanata. Risolvere le ormai annose questioni legate alle carenze di uomini e mezzi utili al controllo capillare del territorio e quella dell’assenza di presidi di legalità, ad eccezione del Tribunale di Foggia, deve essere uno degli obiettivi in agenda del nuovo Governo. A gennaio il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mia mozione con la quale si invitava il presidente Emiliano e l’intero esecutivo regionale a portare all’attenzione del Governo nazionale l’emergenza criminalità, esplosa ormai da anni in maniera deflagrante in Capitanata, perorando la richiesta, pressante anche da parte degli addetti ai lavori, di rivedere lo scellerato accorpamento dei tribunali che ha particolarmente penalizzato un territorio vasto e ad altissima densità criminale. All’emergenza giudiziaria si aggiunge quella legata alla carenza di uomini e mezzi della Forze dell’Ordine operanti sul territorio per un contrasto alla criminalità organizzata e alla illegalità che deve essere asfissiante. In Capitanata, attualmente, operano circa 500 unità. Un numero simile a quello di interi territori regionali di estensione minore rispetto a quello della provincia di Foggia e che non sono caratterizzati da una presenza mafiosa organizzata e aggressiva come quella operante in Capitanata. L’emergenza sicurezza e giustizia in Capitanata comporta gravi ripercussioni sullo sviluppo economico del territorio poiché scoraggia possibili investitori ad operare in provincia di Foggia e non invoglia nemmeno le banche a finanziare imprese che volessero investire a causa degli elevati rischi derivanti dalla presenza mafiosa e delle azioni criminose che questa è capace di mettere in atto. I mancati investimenti comportano la cosiddetta ‘fuga di cervelli’ e il conseguente spopolamento dei territori della provincia di Foggia: dal capoluogo dauno al Gargano, dai Monti Dauni fino all’Alto e al Basso Tavoliere che perdono costantemente giovani i quali, una volta formatisi nella nostra Università, emigrano in altre zone d’Italia o all’estero. La Capitanata ha il più alto tasso di disoccupazione della Puglia. La provincia di Foggia sconta un gap non indifferente rispetto agli altri territori pugliesi e nazionali rispetto alle infrastrutture. Necessarie anche queste per attrarre investimenti che possano generare posti di lavoro. E non basta la riattivazione del Gino Lisa se, ad esempio, non si affronta il tema del raddoppio della Statale 16 Foggia-San Severo o se non si ribadisce la centralità della seconda stazione di Foggia per evitare di restare fuori dall’Alta Velocità. Questi ed altri temi, come quelli legati all’energia o alle risorse idriche, sono stati portati all’attenzione del vice ministro Sisto, il quale ha saputo cogliere ciò che è necessario fare per risollevare le sorti della Capitanata. Confidiamo nelle azioni che questo Governo vorrà intraprendere per recuperare il troppo terreno che si è perduto, almeno nell’ultimo decennio, a causa del disinteresse e delle sottovalutazioni da parte dei governi precedenti e di cui, purtroppo, siamo stati costretti a prendere atto sistematicamente”. 

Red. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0469s.