22/11/2022 18:36:22

Il Pue è stato 'adottato', Pitta gongola

Erano mesi, forse anni che non si vedeva così tanta gente a una seduta del Consiglio comunale di Lucera, nemmeno quando si è parlato di ospedale e tribunale, e solo quella dell’approvazione definitiva del Piano Urbanistico Generale ha fatto registrare più presenze. E non a caso, anche stavolta la questione era tutta economica, edilizia e commerciale, cioè i tre elementi che caratterizzano il Piano Urbanistico Esecutivo del triangolo di terreno compreso tra Via Montesanto, Viale Ferrovia e l’area mercatale di Via Montello.
E alla fine, al terzo tentativo, Giuseppe Pitta è riuscito a far passare almeno l’adozione, anche se, come era ampiamente prevedibile, non è stata una passaggiata, con tanto di brivido finale. Ci volevano almeno 13 voti favorevoli per blindare la volontà della maggioranza, e 13 sono stati, con l’assenza di Pasquale Colucci che non si è presentato alla sessione pomeridiana, dopo essere stato presente a quella mattutina, mentre Simone Codirenzi si è rivelato (da buon ultimo) il detentore del voto decisivo. 

La discussione è durata oltre due ore in cui hanno trovato spazio vaste e approfondite contestazioni alla proposta edilizia presentata dalla ditta F.M. di Lucera che ha allestito un progetto di riqualificazione di una zona oggettivamente degradata, grazie alla realizzazione di alcuni lotti abitativi per un totale di una cinquantina di appartamenti distribuiti su 31 mila metri cubi di fabbricati, assieme a una struttura commerciale di medie dimensioni (1.200 metri quadri in cui si insedierà molto probabilmente un esercizio Eurospin) e ad altri piccoli locali destinati a negozi e botteghe per un totale di 14 mila metri cubi, oltre a una serie di servizi per la collettività come parcheggi, aree verdi, uno spazio dedicato all’istruzione e nuova illuminazione che prenderanno la metà dello spazio in questione. Il giro di affari calcolato dai progettisti Saverio Sasso e Vincenzo Di Canio si aggirerebbe sui 20 milioni di euro.
Nello specifico, alcune caratteristiche tecniche: la proposta della famiglia Fortunato gode dell’assenso da parte dei proprietari del 53,29% dei suoli presi in considerazione (il Pug prevede minimo il 51 per la sua validazione), per un totale di 25.879 metri quadri di superficie, su cui sono previste urbanizzazioni primarie per circa un milione di euro a carico del proponente e l’abitabilità di 259 persone. La base territoriale poggia su una vecchia delibera della Giunta Tutolo del 2020 che disponeva la suddivisione del cosiddetto “Comparto” in tre aree distinte: oltre a quello oggetto di valutazione risultano anche un altro individuato più a ovest nel perimetro tra Viale Ferrovia, Via Podgora, Via Tagliamento, Via Istria, Via Rovereto e Via Appulo Sannitica, e un’area a nord ricompresa tra Viale Castello e Via San Rocco.
Adesso la palla è materialmente passata nella mani del dirigente comunale Pietro Savoia che è chiamato a rispondere per iscritto alle osservazioni che arriveranno nei prossimi 30 giorni, atto intermedio prima della definitiva approvazione e quindi via libera alle attivitià programmate. 

“Questo è il primo vero intervento di ricucitura urbanistica previsto dal Pug che anche io ho votato – ha detto Pitta nel suo intervento – e rappresenta una grande occasione di sviluppo per l’economia locale e per il miglioramento del tessuto urbano, senza contare gli introiti previsti per il Comune, tutti subito riutilizzabili per interventi in altre zone bisognose di attenzione. Se qualcuno ha dei dubbi, li può sottoporre nella fase della osservazioni, mentre io ritengo che la migliori garanzie arrivino dal parere di regolarità tecnica apposto dal nostro dirigente Pietro Savoia. E comunque si sarebbero potuti sollevare prima, e non solo ora. Io non ho paura dei ricorsi”.
Il riferimento è alle censure arrivate da più esponenti della minoranza. Alla fine si è astenuto il solo Davide Colucci, mentre gli altri dieci hanno votato contro, argomentando in buona sostanza la decisione con la necessità di voler prima approfondire e chiarire tante ritenute carenze di carattere tecnico, amministrativo e procedurale. “Vorremmo votarlo a favore anche noi – hanno dichiarato praticamente tutti – ma non ci è possibile su un atto che riteniamo illegittimo e che si possa prestare a contenziosi. Chiediamo un rinvio dell’accapo, così da perfezionarlo e votarlo tutti insieme”.
La proposta è stata bocciata e quindi è partito il fuoco di fila, inaugurato da Giuseppe De Sabato che ha rilevato la presunta mancanza dei titoli abilitanti dei proprietari terrieri coinvolti nel Piano, Vincenzo Checchia ha invocato maggiore attenzione sugli atti, Francesca Niro ha rilevato troppi dubbi non chiariti, Fabrizio Abate ha posto questioni strettamente urbanistiche, mentre Antonella Matera ha ipotizzato un effetto contrario alle previsioni di carattere commerciale ritenute rosee. “Gli ultimi dati sui fatturati sono legati al periodo pandemico e quindi sono falsati rispetto alla normalità. Non è vero che c’è ancora spazio economico per altri operatori. Per quanto riguarda la nostra città, è evidente che manca un piano del commercio, e quindi ogni Pue rappresenterà di fatto una variante che impone nuove strutture dove magari non servono – ha detto la rappresentante del gruppo degli Agricoltori – mentre ci sono altri quartieri periferici totalmente sprovvisti. Manca una visione di insieme”. 
Il più affilato è stato Francesco Di Battista che ha messo insieme più questioni: “Io sono tra quelli che ha votato il Pug – ha detto – e quindi non vedo l’ora che arrivino questo e altri Piani esecutuvi in grado di far esprimere il potenziale della programmazione del 2016. Tuttavia in questa occasione ci sono tante cose che non vanno: manca la delibera di Consiglio che ratifica la suddivisione del comparto originario e quindi, se preso nella sua interezza, comporta un forte abbassamento delle percentuale dei suoli aderenti; la dichiarazione di pubblica utilità di dovrebbe basare su una quota di terreni su cui sono decaduti (dopo cinque anni dall’approvazione del Pug) i vincoli preordinati all’esproprio, e ci sono particelle previste ad aree a standard in cessione al Comune ma di proprietari che non hanno aderito, e quindi vanno sottratti loro, con rischio di ricorsi, contenziosi e lievitazioni economiche. Insomma – ha concluso – io ritengo sia una procedura viziata in partenza, con profili di illegittimità che andrebbero sanati prima di proseguire e non durante e nemmeno dopo”.

Per la minoranza è stata una sconfitta, peraltro non presa bene, perché subito dopo il voto, ha abbandonato in blocco i lavori, su iniziativa presa dal consigliere Giuseppe De Sabato che ha invitato gli altri a fare altrettanto. Eppure c’erano altre quattro questioni da approvare, e la maggioranza li ha gestiti in totale autonomia con assenso unanime. La circostanza ha provocato la reazione di Antonio Dell’Aquila che ha così commentato su Facebook, accanto a una foto che ritraeva la porzione di platea vuota: “Senza parole... Dopo le battaglie, le invettive, le accuse, le allusioni, i falchi se ne sono tornati a casa con le pive nel sacco. Ecco il senso delle istituzioni di qualcuno. I fondi per il diritto allo studio, per il trasporto degli studenti, della mensa, delle scuole paritarie, la nuova sede per il centro dell'impiego, saranno disponibili perché 13 consiglieri di maggioranza hanno fatto il proprio dovere”.

Riccardo Zingaro 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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