24/11/2022 09:03:59

L’andamento lento della ‘integrazione scolastica’

Soprattutto a Lucera i servizi scolastici sono una vera e propria croce addosso alle famiglie che ogni anno devono attutire i disagi legati ai ritardi delle rispettive attivazioni. E se il trasporto dalle zone rurali è partito quasi subito, per la mensa si è dovuto attendere fino a un paio di settimane fa, dopo un lungo, complesso e ancora una volta ritardato percorso di individuazione della ditta fornitrice dei pasti, peraltro nuovamente incaricata per un tempo limitato, in attesa del sospirato espletamente della gara di appalto che viene vista come una delle chimere amministrative dell’ente. 
Ma la vera nota dolente, ormai una triste e insopportabile costante che va avanti da anni, resta sempre l’integrazione scolastica, cioè quel supporto concreto fornito dal Piano sociale di Zona, in sinergia con la Regione Puglia, con personale specializzato in aiuto diretto in classe a favore di utenti con disabilità di varia natura. Si tratta di decine di bambini e ragazzi, con le rispettive famiglie che invocano un aiuto per una maggiore serenità legata alla permanenza in aula dei propri figli. 
Dal 2017 non è mai partito a settembre, e in un paio di casi addirittura nella primavera successiva. Lucera, capofila dell’Ambito che comprende altri 13 Comuni dei Monti dauni, si è sempre giustificata lamentando scarso interesse di alcuni di questi, inadempienti nel versamento della propria quota, facendo venire meno la copertura finanziaria per la gara d’appalto. E così, mentre le responsabilità hanno continuato a livello istituzionale, le famiglie sono andate in crisi, tanto più durante il periodo più duro delle restrizioni, quando i figli magari evitavano la didattica a distanza ma non ricevevano a scuola l’assistenza sperata, anzi dovuta, dalle categorie più deboli e bisognose.
Come spesso accade, in mezzo ci sono finiti anche i dirigenti scolastici, specie quelli degli istituti comprensivi che gestiscono un’utenza numericamente maggiore, impegnati da una parte a sollecitare i rispettivi Comuni, e dall’altra intenti a gestire (e parare) le proteste dei genitori compresibilmente inferociti. 
Cosa sia stato deciso per l’attuale anno scolastico lo ha rivelato il sindaco di Lucera, Giuseppe Pitta, durante l’ultima seduta di Consiglio comunale, pungolato dall’esponente della minoranza Francesca Niro.
“Anche quest’anno ci siamo trovati con alcune quote mancanti da parte dei Comuni – ha risposto anche nella sua qualifica di presidente dell’assemblea dell’Ambito – e quindi abbiamo deciso di fare diversamente. E’ stato dato specifico indirizzo al dirigente di avviare comunque le procedure, facendo prima una ricognizione del budget necessario, e comunque chiedendo alla Regione di effettuare una modifica legislativa, vincolando i Sindaci a questo tipo di adempimenti direttamente nei rispettivi bilanci. I diritti dei bambini non si devono toccare”.
Non è chiaro, però, se questa soluzione renderà più veloce l’avvio delle attività, mentre è piuttosto certo che a mettere pressione ci sono alcune recenti sentenze che prevedono la condanna degli enti per discriminazione e addirittura il risarcimento per ogni mese di ritardo. Insomma, i sindaci rischiano una denuncia, e questa eventualità è un elemento che si è rivelato decisamente convincente, e magari incentivante per qualche genitore che purtroppo non ne può più.

r.z.  
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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