24/11/2022 09:10:09

Pitta in procura su Palazzo Sant’Anna

La nuova proprietà di Palazzo Sant’Anna, la EuTech di Pescara, ha presentato al Comune di Lucera una “Segnalazione certificata di inizio attività” relativa a interventi che intenderebbe effettuare sulla staccionata che separa la zona privata dell’edificio dall’area circostante. Si tratta del primo passo ufficiale della ditta per la quale finora non risultano altri passi concreti, specie in relazione alla recinzione che è stata violata più volte, soprattutto da ragazzini che si sono introdotti all’interno, generando pericoli per loro stessi e per gli altri. 
L’annuncio è stato del sindaco Giuseppe Pitta durante l’ultimo Consiglio comunale, definendo l’iniziativa “l’atto più basso di una classifica che prevede ben altre priorità”.
Come e cosa sarà fatto per migliorare la sicurezza del luogo non è ancora noto, mentre ci sarebbero novità importanti dal punto di vista legale su una vicenda che pochi giorni fa ha superato i venti anni di esistenza.

“So per certo che è già pronta – ha rivelato Pitta, rispondendo al consigliere Simone Codirenzi - l’istanza di revocatoria del rogito notarile che ha sancito la compravendita dell’immobile avvenuta a luglio scorso, guarda caso proprio qualche giorno prima della concordata consegna delle chiavi da parte della proprietà, così da consentire al Comune di intervenire per la messa in sicurezza in danno. Secondo noi ci sono illegittimità”. 
Insomma, a Corso Garibaldi vogliono andare fino in fondo e chiarire i misteri di un’operazione spuntata quasi dal nulla, per la quale Pitta ha riferito anche di aver informato la procura della Repubblica. A Foggia, per esempio, potrebbero cominciare dalla verifica su quanto sia vera la voce che indica la consigliera di amministrazione della nuova proprietà, Armida Giardini, come persona in qualche modo legata all’ormai vecchio titolare Luciano Gallucci.

L’azienda abruzzese è una srl che nella sua attività principale figura commercio e realizzazione di software e prodotti informatici. Ha acquistato dalla Società Costruzioni Generali di San Severo (che a sua volta l’aveva rilevato a ottobre 2002 dall’ex Ipab “Margherita di Savoia”) e risulta abbia pagato subito 800 mila euro pur avendo un capitale sociale di 2.500 e con un bilancio in perdita, quindi capace di versare in un solo colpo 16 assegni circolari da 50 mila euro ciascuno (emessi dalla sede pescarese della Banca Popolare di Bari) e accollarsi un mutuo di altri 180 mila che la parte venditrice aveva con Bancapulia. 
In realtà quell’atto, realizzato dal notaio Michele Augelli di Foggia, contiene altri elementi apparentemente inspiegabili, come la data riportata del precedente acquisto fissata al 2004, oppure che la parte venditrice ha dichiarato di essere in regola con qualsiasi pagamento di imposte e tasse. In effetti nel documento non figurano le ipoteche poste dal Comune negli anni per centinaia di migliaia di euro per il mancato pagamento del suolo pubblico su cui poggiano le impalcature poste a sostegno dell’immobile diroccato.
A tutto questo, si aggiunge pure la curiosità insolita della registrazione dell’atto all’Agenzia delle Entrate avvenuta lo stesso giorno della sua redazione, circostanza che i tecnici del settore ritengono una circostanza mai vista in precedenza.   

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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