08/01/2023 21:33:25

Le criticità dei pronto soccorso

Il nuovo anno è iniziato possibilmente anche peggio sul fronte delle prestazioni di pronto soccorso degli ospedali pugliesi. Lo denunciano i sei presidenti degli Ordini provinciali che esprimono timori sulla tenuta del servizio sanitario regionale, con il rischio che crolli l’intera struttura. 
La criticità maggiore di questi giorni si sta registrando all’ospedale Perrino di Brindisi, ma è la punta di un contesto generale molto difficile, anche per i carichi di lavoro del personale ormai ritenuti insostenibili.

“Le carenze di medici sono ormai drammatiche – hanno scritto in una nota - e investono tutto il sistema sanitario regionale. Le prime conseguenze ovviamente si notano nell’emergenza urgenza, ma il problema è generalizzato: abbiamo a che fare con una fragilità strutturale che investe tutto il servizio sanitario e mette a rischio proprio la capacità della sanità pubblica di offrire assistenza ai cittadini. Gli errori del sistema di programmazione commessi in passato non possono continuare a penalizzare il personale in servizio. L’unico effetto sarà quello di accelerare le dimissioni dei medici attualmente in servizio ed aggravare ulteriormente la crisi del sistema. Ammesso che si trovino i medici non specialisti disposti ad assumere un incarico al pronto soccorso nelle condizioni attuali, non è chiaro come e chi si farà carico della loro formazione. Il ricorso a professionisti privi dei requisiti previsti per legge per il reclutamento di medici nei servizi di pronto soccorso mette infatti a rischio la qualità e sicurezza delle cure offerte ai cittadini. In quanto enti sussidiari dello Stato che vigilano sulla qualità e sicurezza della prestazioni erogate ai cittadini, gli Ordini non possono assistere in silenzio al degrado odierno. Finora si è infatti andati avanti con soluzioni tampone, che aggravano la situazione ritardando semplicemente l’emergere dei sintomi. Occorre invece intervenire con la massima urgenza adottando tutte le soluzioni che possono servire nell’immediato a rispondere alle carenze di personale, ma soprattutto programmando il futuro del servizio sanitario nazionale che poggia innanzitutto sui medici che ci lavorano quotidianamente. Per questo chiediamo che parte delle risorse regionali della Sanità siano vincolate al personale”.

Sul fronte strettamente locale, la questione è stata sollevata durante l’ultimo Consiglio comunale da parte di Franco Ventrella che ha sollecitato direttamente il sindaco Giuseppe Pitta a intervenire sui vertici di Asl e Policlinico. Ha chiesto l’implementazione dei servizi di emergenza urgenza che piuttosto raramente recano il medico a bordo dell'ambulanza (modalità Mike) mentre molto spesso sono in grado di assicurare solo la presenza dell'infermiere (modalità India), senza contare la presenza di un solo mezzo a disposizione dell’ospedale Lastaria che conta un bacino di utenza cittadino di almeno 30 mila abitanti, assieme alle postazioni disseminate sui presidi attivi in alcuni centri dei Monti dauni che in alcuni casi si muovono direttamente con i soli soccorritori (modalità Victor).
Pitta ha rilanciato chiedendo l’approvazione unanime di una mozione del Consiglio comunale da presentare agli organi proposti, così da far sentire in maniera più evidente la voce della città comunità rappresentata dalla massima assemblea cittadina.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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