05/01/2023 23:10:36

Andata e ritorno

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 2,1-12)
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

 

I Magi, uomini di scienza ma sopratutto di fede, si mettono in viaggio per adorare un re. Come uomini di scienza chiaramente vanno al palazzo del re. Non trovando nessun neonato si mettono di nuovo in viaggio verso Betlemme questa volta come uomini di fede. Seguono una stella. Seguirla vuol dire avere fiducia, mettersi in viaggio senza avere una pianificazione del percorso, senza avere un navigatore GPS con indicazioni esatte perché non si conosce esattamente la destinazione. 
Arrivati a destinazione i Magi provano una gioia grandissima. Provano gioia non tanto per il luogo ma piuttosto per chi ci vive! Trovano una mamma, un papà ed un neonato, il re che stavano cercando. Lo adorano, gli donano oro, incenso e mirra. Sono tre doni dal significato simbolico: oro per la regalità del Bambino nato; incenso a ricordare la sua divinità; mirra usata per la mummificazione e per parlarci del sacrificio e della morte dell’uomo Gesù. 
Ancora una volta come uomini di fede ascoltano il messaggio di Dio e scelgono una strada diversa per il loro ritorno a casa.

di Animatori Salesiani

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0322s.