12/01/2023 18:15:32

La chiusura del tribunale torna in Parlamento

La riforma della geografia giudiziaria è tornata nel dibattito parlamentare, in particolar modo alla Camera dove ieri pomeriggio è stato sollevato dalle sollecitazioni dei deputati Carla Scutellà e Federico Cafiero De Raho, entrambi pentastellati che hanno preso la parola durante il question time rivolto al ministero della Giustizia Carlo Nordio.
La prima ha presieduto l'integruppo parlamentare istituito sul tema nella passata legislatura, e il secondo è stato procuratore nazionale antimafia.
Nei rispettivi interventi hanno riconfermato l’esito fallimentare nel provvedimento attuato circa dieci anni fa, e hanno invocato ancora una volta la riapertura di uffici giudiziari soppressi senza adeguate contromisure a favore dell’utenza, soprattutto in aree difficili dal punto di vista orografico.
Il Guardasigilli, ex pubblico ministero durante la sua attività professionale, ha risposto concondando sull’analisi proposte, affermando di avere intenzione di avviare un percorso di revisione delle decisioni prese, ma senza che sia ancora stato avviato alcuna interlocuzione formale.

Sulla questione è intervenuto anche l’onorevole Giorgio Lovecchio, presente al dibattito accanto ai primi due, commentando: “Sono anni che ci battiamo per una revisione della geografia giudiziaria, soprattutto in zone dove la criminalità organizzata è più forte, come la Capitanata, in balìa della Quarta Mafia. Siamo riusciti ad ottenere l’insediamento a Foggia della Sezione della Direzione Investigativa Antimafia, ma se non si riaprono i tribunali, i nostri sforzi saranno vanificati. La razionalizzazione della geografia giudiziaria voluta dal governo Monti nel 2012 non ha ottenuto i suoi frutti perché è stata introdotta senza considerare le esigenze di giustizia dei territori più bistrattati. L’esempio più lampante è quello della soppressione del tribunale di Lucera e delle sezioni distaccate di Cerignola, Manfredonia e San Severo, luoghi in cui la criminalità organizzata è più forte. Come ha detto il collega Cafiero De Raho, le sedi giudiziarie, e di conseguenza quelle di polizia, sono istituzioni a cui i cittadini guardano con fiducia. La riforma è sempre più urgente e questo lo ha sottolineato anche in maniera perentoria la collega Scutellà, la quale che ha evidenziato che non sia stata per nulla presa in considerazione nei territori ad alta criminalità la carenza infrastrutturale e vetustà della rete viaria, che non consente un efficiente collegamento tra i presidi di giustizia, davvero troppo distanti tra loro”.

r.z. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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