17/01/2023 12:12:39

Appalti truccati al Policlinico, 4 arresti

I militari della Guardia di finanza di Bari e Foggia stamattina hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare, una in carcere e tre ai domiciliari, nei confronti di altrettante persone accusate di concussione, corruzione, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, commessi in relazione al Policlinico di Foggia nel periodo 2018-2021. 
Le indagini sono state svolte dal Gruppo Tutela Mercato Beni e Servizi del Nucleo Polizia Economica e Finanziaria di Bari - con il coordinamento della Procura di Foggia, mediante intercettazioni ambientali, telefoniche e telematiche, ascolto di persone informate sui fatti, servizi di osservazione e pedinamento, perquisizioni e analisi della copiosa documentazione, cartacea e informatica, sequestrata.
Sarebbero stati individuati gravi indizi di colpevolezza in relazione ad affidamenti diretti di lavori e forniture, e alla “manipolazione” di quattro gare: la riqualificazione e attivazione di otto sale operatorie per un impegno di spesa di 2.199.555,89 euro; la gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti elettrici per un impegno di spesa di 4.000.000 euro; il servizio di viabilità interna e accessi carrabili e pedonali per un impegno di spesa di 42.362,46 euro; gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti gas medicinali e tecnici per un impegno di spesa di 1.600.000 euro.

Secondo gli investigatori, sarebbe emerso un vero e proprio “reticolo di contatti” tra imprese e pubblici ufficiali, con lo scopo di pilotare gli appalti e ottenere illeciti guadagni, nel cui ambito un ruolo primario sarebbe stato rivestito dal dirigente dell’Area Gestione Tecnica del Policlinico, l’unico finito in cella. Si tratta di Massimo De Santis, mentre gli altri sono gli imprenditori baresi Nicola Stefanelli, Giovanni Amoruso, e Marco Labianca.
Nello specifico, per la gara delle sale operatorie, i referenti di un’azienda di Milano - uno dei quali nominato anche dirigente a contratto dalla stessa stazione appaltante - avrebbero redatto sia i documenti necessari ad avviare la procedura (studio di fattibilità, quadro economico, progetto preliminare e progetto esecutivo), sia gli atti di gara (capitolato tecnico, bando e disciplinare), tutto al fine di assicurarsi vantaggi nella fase di valutazione tecnica del progetto presentato. In più, il dirigente ospedaliero, non solo nella qualità di responsabile unico del procedimento si sarebbe attribuito la paternità di alcuni documenti (relazioni, tavole architettoniche) mai stilati, indispensabili per l’avvio della procedura, ma, come componente della commissione giudicatrice, avrebbe favorito il raggruppamento temporaneo di imprese (costituito dalla ditta lombarda assieme e un’altra con sede a Bari), poi risultato vincitore dell’appalto; per la gara degli impianti elettrici, sempre lo stesso dirigente avrebbe ricevuto dall’amministratore unico di un’impresa foggiana partecipante alla procedura, prima della scadenza del termine per la presentazione delle domande, l’offerta tecnica ed economica consigliandogli l’inserimento di migliorie. Peraltro, è lo stesso che avrebbe ricevuto dal medesimo amministratore unico, in cambio di 29 affidamenti diretti di lavori concessi nel periodo 2018-2020, varie utilità, tra cui 18 lampade da appartamento e 2 impianti di antifurto per le sue abitazioni di Troia e Foggia, per un valore complessivo di circa 9.000 euro; per la viabilità interna, la turbativa sarebbe stata attuata mediante la falsa predisposizione del computo metrico estimativo e con la preventiva condivisione dell’offerta economica tra l’imprenditore partecipante e il dirigente che poi sarebbe anche intervenuto direttamente sul rup della procedura nella fase di aggiudicazione dei
lavori; per la gara dei gas, la manipolazione della procedura sarebbe stata realizzata mediante la predisposizione degli atti a base di gara (capitolato tecnico e disciplinare) ad opera di una ditta con sede ad Altamura, poi risultata aggiudicataria dell’appalto. Inoltre, a seguito della iniziale aggiudicazione del servizio ad altro operatore economico, il rappresentante legale dell’azienda murgiana e il rup, ancora una volta lo stesso dirigente, avrebbero concordato di attivare la procedura per l’accertamento sulla congruità dell’offerta presentata, provvedendo alla sua esclusione e al definitivo affidamento dei lavori alla seconda, grazie all’elaborazione da parte del legale dell’azienda, al posto della stazione appaltante, della replica alle giustificazioni presentate dall’aggiudicatario provvisorio. Il dirigente, per favorire l’aggiudicazione, avrebbe ricevuto dall’amministratore di fatto della srl vincitrice dell’appalto un soggiorno di una settimana con la compagna in una struttura alberghiera di Sestriere, di proprietà della società, assieme a biglietti aerei di andata e ritorno, un Iphone X e un divano.

Infine, secondo quanto ritenuto dalla procura e confermato dal gip, lo stesso dirigente, abusando della sua qualità di pubblico ufficiale e dei suoi poteri, avrebbe costretto il socio di una ditta operante nel settore della falegnameria, in cambio di 26 affidamenti diretti di lavori concessi nel periodo 2019-2021, ad acquistare beni ed a eseguire lavori in suo favore, tra cui la ristrutturazione di vari mobili, la realizzazione di una scala retrattile, l’acquisto e il montaggio di zanzariere per le sue abitazioni di Troia, Foggia e Pineto, per un valore complessivo di oltre 4.000 euro. Gli investigatori hanno intercettato una sua espressione che ritengono molto significativa: “Il parroco della chiesa qui sono io e ti devi rivolgere solo a me”, oppure “O con me o contro di me”.

Red. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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