21/01/2023 08:52:34

Nuovi caschi oncologici per le donne

La Regione Puglia ha fatto partire la procedura di gara per acquistare i caschi refrigeranti contro la caduta dei capelli, da mettere a disposizione di tutte le Breast Unit, a beneficio delle pazienti in trattamento chemioterapico per tumore alla mammella. Sono stati stanziati 500 mila euro, e la Asi di Bari è l’ente capofila che poi distribuirà i dispositivi alle Oncologie ospedaliere, secondo criteri di volume di pazienti o di assenza assoluta di caschi. 
La nuova fornitura, infatti, permetterà di raddoppiare la dotazione attuale, passando da 18 a 40, aggiungendo elementi di umanizzazione delle cure, in particolare per la prevenzione dell’alopecia. 

“A seguito di diversi incontri con i vertici dell’Asl di Bari – ha commentato l’assessora al Welfare della Regione Puglia, Rosa Barone - siamo riusciti in breve tempo a definire dopo un’attenta valutazione le modalità organizzative per partire il prima possibile con questa procedura. Questo è il frutto di un lavoro di grande sinergia tra l’assessorato e l’Asl di Bari, di grande attenzione e sensibilità dimostrate nei confronti delle pazienti, con l’obiettivo di migliorare la loro vita rendendola molto più dignitosa. Crediamo fortemente in questo progetto attraverso cui vogliamo mettere ancora una volta al centro delle nostre priorità chi soffre, chi è, seppur per un determinato periodo, in una situazione di grande difficoltà fisica e psicologica”.

Sono previsti anche corsi di formazione per il personale infermieristico, per il corretto utilizzo di un dispositivo riutilizzabile costituito da due parti: una unità di raffreddamento termoelettrico con controllo della temperatura del liquido refrigerante e il casco, composto, a sua volta, da una calotta che aderisce al cuoio capelluto. La perdita dei capelli è un effetto collaterale molto comune della chemioterapia, e ha un forte impatto psicologico, specialmente per le donne. L’entità della perdita dei capelli dipende da tipo, dose e modi di somministrazione dei farmaci. Diversi studi hanno dimostrato che inducendo ipotermia a livello del cuoio capelluto si riduce l’alopecia indotta dal trattamento, in quanto il freddo riduce il flusso sanguigno diretto ai follicoli piliferi, ostacolandone l’arrivo, così come favorisce il blocco dei processi biochimici, rendendo il capello meno sensibile ai danni della chemioterapia. Il successo del trattamento è influenzato da diversi fattori. Perché l’ipotermia sia efficace, è necessario indurla almeno mezz’ora prima dell’inizio della somministrazione del farmaco, per tutto il tempo dell’infusione e anche 1-2 ore dopo la fine della terapia, è necessario il corretto posizionamento del dispositivo e contano il tipo di capello e le condizioni della capigliatura all’inizio del trattamento.

Red.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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