25/01/2023 09:58:48

Il ruolo del Lastaria dal 2023

A intervalli ormai periodici, l’ospedale Lastaria di Lucera finisce nel tritacarne delle previsioni più nefaste, nell’ambito di un trend sanitario attualmente non proprio positivo, tra voci di riduzioni di personale e servizi per l’utenza che è sempre di decine di migliaia di persone.
E allora i lavoratori del nosocomio hanno cercato chiarezza direttamente alla fonte, incontrando una ventina di giorni fa il commissario straordinario (in attesa di nomina formale a direttore generale) del Policlinico di Foggia, Giuseppe Pasqualone. L’iniziativa è stata di Simone Codirenzi, consigliere comunale, sindacalista e infermiere del nosocomio che si è fatto affiancare dal sindaco Giuseppe Pitta, il quale si è detto soddisfatto dell’interlocuzione. “Perché è servita a tranquillizzare e a smentire i profeti di sventura – ha commentato – visto che al nostro ospedale teniamo tutti e ovviamente vogliamo sempre il meglio possibile”. 
L’obiettivo era quello di comprendere meglio quali siano le intenzioni e i programmi per lo stabilimento accorpato da tre anni, e Pasqualone non si è nascosto, precisando subito: “Io parlo con tutti e ascolto – ha detto – ma non accetto minimamente pressioni, altrimenti chiudo le comunicazioni”. 
Il riferimento era alla politica in generale che in questi casi deve pur svolgere un ruolo di sorveglianza attiva in rappresentanza della comunità, anche se proprio a Pitta ha riconosciuto un corretto rapporto istituzionale tra le parti.

Il dirigente salentino, come ormai molti hanno registrato da circa un anno nel quale è nel capoluogo, ha parlato senza molti giri di parole, descrivendo quali siano gli obiettivi per una struttura che ha mostrato di apprezzare per la sua estetica e funzionalità.
“Io per il Lastaria ho in mente un ruolo preciso di sanità sul territorio – ha spiegato a medici e infermieri che lo hanno pure sollecitato su diversi aspetti tecnici e organizzativi  - creando un modello specifico, in stretta correlazione con la sede centrale, tra mondo ospedaliero e pure universitario. Per entrare nella fase più concreta, ritengo però sia corretto attendere l’elezione del nuovo rettore, con il quale concordare la maggior parte degli aspetti operativi”.
In buona sostanza, Pasqualone ha ribadito chiaramente quanto già annunciato oltre sei mesi fa, in occasione del suo intervento al Consiglio comunale che lo aveva ospitato per una seduta monotematica, senza contare che si era capito anche meglio dalle aperte rimostranze dell’ex direttore del Dipartimento di Medicina, Geriatria e Lungodegenza, Massimo Zanasi, sul nuovo corso del Policlinico dopo l’uscita tumultuosa di Vitangelo Dattoli. Quel maxi reparto, nella sua attuale configurazione, sarà smantellato, e le singole specialità verranno collegate direttamente alle direzioni operanti a Foggia, con un’attenzione particolare per il settore della Lungodegenza per la quale è stata appena bandita la ricerca interna per la direzione medica della struttura. 
“Secondo me una sezione del genere non deve stare in un ospedale – ha detto - ma comunque si può gestire la cosa in un più ampio discorso di riabilitazione che Lucera potrebbe benissimo ospitare, magari in stretta collaborazione con la Asl, nella quale ci sono ottime professionalità che possono anche prendere in carico l’intero settore, gettando le basi per un polo pubblico piuttosto raro in Puglia”.
Nell’occasione Pasqualone ha pure riferito di voler insediare un responsabile della struttura con competenze in Igiene e poi assegnare responsabilità più dirette ai medici di qualunque settore, cominciando proprio da Foggia.
“Sembra che i pazienti di Lucera siano di serie B – ha denunciato apertamente una dottoressa – perché quando chiamiamo dal pronto soccorso per una consulenza o per trovare un posto letto a Foggia, veniamo trascurati quando non direttamente ignorati. A chi ci dobbiamo rivolgere quando le condizioni di alcuni di essi si presentano gravi?”.

Ma le note dolenti per Lucera sono venute fuori da vere e proprie ammissioni di Pasqualone: “I problemi più grossi ce li abbiamo in Anestesia, Radiologia e Oncologia, oltre al Pronto soccorso per il quale tutti – ha detto rivolgendosi ai medici – state dando una mano fondamentale. Mancano gli specialisti, e questo tutti lo sappiamo bene, e quindi bisogna fare sacrifici a causa della carenza di personale che in futuro prevedo possa pure aggravarsi. So bene che dalla presenza di anestesisti dipendono tante altre situazioni operative, e ho intenzione di riorganizzazione la Radiologia che però dovrà produrre di più, altrimenti è inutile tenerla aperta anche 12 ore se poi funziona per pochissimi pazienti al giorno”.
Tuttavia la questione certamente più delicata è quella della Oncologia, il cui reparto non vedrà più l’attivazione pure annunciata della decina di posti letto per una struttura a cui affluisce un numero di pazienti maggiore anche di quelli di vanno a Foggia per le terapie chemio, vale a dire una media di quaranta al giorno.

Un momento dell'incontro tra lavoratori e dirigenza

“Il sistema oncologico della Capitanata è un disastro – ha concluso Pasqualone – ma ho intenzione di cambiare direzione, tanto più partendo da Lucera”.
E certe conferme sono arrivate direttamente dal responsabile della struttura, Maurizio Di Bisceglie, il quale ha descritto la situazione in maniera accorata: “Siamo solo due medici e praticamente non possiamo permetterci di assentarci, perché il carico di lavoro è enorme. Ma la cosa più difficile è quella dell’assenza di una prospettiva per la nostra attività, cosa che ci rende demotivati, nonostante l’evidente gradimento dei pazienti per i servizi erogati”.

Riccardo Zingaro
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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