21/01/2023 09:19:47

Contro l’autismo c’è la forest therapy

I dati ufficiali non sono precisi e nemmeno noti, ma da riscontri indiretti c’è da considerare che bambini e ragazzi affetti da autismo sul territorio di Lucera e Monti dauni sono alcune decine, di cui almeno una trentina solo in città. Non pochi, mentre poche sono le attività a loro sostegno che molto spesso non vengono assicurate nemmeno a scuola, con servizi integrativi che partono tardi e/o male, come accaduto invece puntualmente negli ultimi anni. E le famiglie vanno ancora più in crisi perché si sentono sole e senza riferimenti.
Una risposta di grande concretezza potrebbe arrivare da Biccari, perché quella che qualche anno fa, quando tutto è iniziato, poteva sembrare “solo” un’attrazione a carattere naturalistico, ora sta diventando molto di più e anche molto meglio: il parco Daunia Avventura sarà il fulcro di una stazione di terapia forestale, prima esperienza in Puglia riservata ad almeno otto adolescenti.
La presentazione c’è stata venerdì scorso, ma è solo una tappa pubblica di un  progetto che sta camminando da mesi, con l’intenzione di affidare al bosco speciali attività curative per ragazzi con bisogni educativi speciali, coniugando benessere e recupero della persona, tutela ambientale, l’inclusione e incremento lavorativo e servizi alla collettività.

Nessuno pensa di poter mai sostituire le capacità di un essere umano, specie se dotato di specializzazione e capacità di comprensione specifica, ma c’è pure chi pensa che anche un albero potrebbe svolgere alcune funzioni di insegnante di sostegno. Si chiama infatti Forest Care l’iniziativa che coinvolge cinque partner, a partire dalla cooperativa Ecolforest che già gestisce la struttura turistica e ora si allargherà alla realizzazione delle attività sul posto. Poi ci sono l’Associazione iFun che si occupa dell’inclusione di bambini e ragazzi autistici; la cooperativa sociale Mdm favorisce l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, l’Associazione Ghenos costituita da psicologi ed educatori e l’impresa sociale Patto Consulting che svolge attività solidali.

Ecolforest è il soggetto capofila, e vuole ricorrere alle risorse naturali come strumento pratico di cure per bambini e ragazzi fragili ma in grado di esprimere le rispettive potenzialità in un contesto di grande ispirazione emotiva, già accertata con appositi studi che proseguiranno anche in questa specifica esperienza, specie verificando l’abbassamento dell’ormone dell’eccitazione (il cortisolo che regola lo stress) attraverso la forest therapy, con evidenti benefici sul proprio stato mentale e sul rafforzamento dell’autonomia personale. La sua presenza è maggiore o minore (riscontrata nella saliva) in funzione della presenza di spazi verdi nella vita dei pazienti. E lo stesso si può dire per altri parametri fisici e fisiologici come il battito cardiaco, la tensione muscolare, la conduttività epidermica e la pressione sanguigna che risultano minori dopo un certo periodo di tempo trascorso in un’area verde o semplicemente dopo la visione di immagini legate alla natura. Non a caso esiste il Dass (Scala di Depressione Ansia Stress), un test psicometrico ideato all’University di Sidney. 
Le risultanze sono peraltro sottoposte anche alla valutazione del ministero della Salute per ricavarci un protocollo specifico. E non è un caso che si cominci a parlare del fenomeno dei “bagni di foresta”, riscontrabili già in alcune parti d’Italia, senza praticamente alcun esempio al sud. Esperienze già partite all’Oasi Zegna a Biella o al Dynamo Camp in Toscana, ma ce ne sono altre in Trentino Alto Adige, Umbria, al confine tra Lazio e Abruzzo, nella provincia di Sondrio e nel Parco regionale di Migliarino, vicino a Pisa.
Alle pendici di Monte Cornacchia saranno organizzati laboratori, saranno coltivate piante, ma sarà anche recuperato un ex edificio scolastico abbandonato, ricreando un luogo di lavoro, formazione e informazione sulla categoria destinataria del progetto che ha un orizzonte temporale di almeno due anni.
“Operare all’aria aperta da’ grandi vantaggi – ha confermato il presidente di Ecol Forest, Mario De Angelis – e allora dal nostro patrimonio vogliamo partire per creare una serie di servizi per il territorio, non solo turistici ma anche di carattere socio-sanitario”. 

Riccardo Zingaro

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(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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