05/06/2024 09:25:53

Tradizione e storia del cinema a Lucera

Gli enti di promozione cinematografica non era ancora nati né tanto meno concepiti quando Lucera per decenni ha costituito uno dei punti di riferimento del settore, con location offerte a pellicole di varia natura che poi rappresentano un percorso di bellezza e tradizione della settima arte in città.

Ma se i luoghi hanno un loro valore e rilevanza, non molti sanno che Lucera rappresenta anche un simbolo a livello pugliese, perché ha ospitato la prima casa di produzione cinematografica in provincia, e tra le prime nella regione.
La Garganica Film ha iniziato le sue attività agli inizi del secolo scorso, coinvolgendo importanti esponenti del mondo della cultura dell’epoca, facendo da apripista nel settore.
La sede legale sarebbe stata a Foggia, ma l’impresa era finanziata dal lucerino Carlo Sorda, giovane e benestante maestro elementare che ha interrotto quasi subito la carriera a causa di un incidente automobilistico sulla Lucera-Alberona nel quale ha perso la vita. 
I film realizzati, conosciuti ma dei quali si sono perse le tracce, sono due. Il primo si intitolava “Maria... vieni a Marcello", datato 1923, mentre è dibattuta la sede delle riprese, tra chi dice proprio Lucera e che invece avrebbe individuato Napoli. Viene comunque ritenuto il primo “muto” pugliese, della durata di 30 minuti e diretto da un certo Jovine. Racconta di una storia clamorosa realmente accaduta a Napoli, con protagonista Gennaro Sebastiani, attore noto nel cinema partenopeo.
Quattro anni dopo è stata la volta de "L'intrusa (Una straniera a San Menaio)", della durata di 35 minuti e diretto da Carlo Luigi Martini, girato proprio nella località marittima e con la partecipazione di uno dei più acclamati divi della cinematografia italiana, Emilio Ghione, in arte Za la Mort.

In tempi più recenti e accertati, invece, tutto inizia con “Il soldato di ventura”, la prima pellicola girata materialmente e quasi completamente a Lucera, città che poi nei decenni successivi si è prestata alla realizzazione di altri lungometraggi, oltre a una quantità infinita di corti, documentari e trasmissioni televisive. Ma forse proprio il film del 1976 di Pasquale Festa Campanile, con Bud Spencer, Enzo Cannavale e il recente compianto Philippe Leroy, è stato quello che maggiormente ha promosso la città, con la fortezza svevo-angioina che è stata la location primaria di quasi tutte le scene, oltre alla parte finale della vera e propria “Disfida di Barletta” girata sulle spiagge di Siponto. Segue sicuramente "Le vie del Signore sono finite", di e con Massimo Troisi che nel 1987 aveva eletto Lucera come luogo del cuore "cinematografico".
In questo secolo, poi, sono arrivate altre tre produzioni importanti: risale al 2000 “Il procuratore”, film per la tv diretto da Danilo Massi (girato anche a Foggia e Alberona) che però nessuno dice di aver poi mai visto sul piccolo schermo; nel 2002 è toccato a “Il diario di un prete” di Marco Cercaci e soprattutto di “Ti voglio bene Eugenio”, per la regia di Francisco Josè Fernandez, con Giancarlo Giannini e Giuliana de Sio impegnati in una storia di amore e disabilità. Nel 2017 Alessandro Haber e Isabella Ferrari  sono stati i protagonisti del road movie “In viaggio con Adele”, diretto da Alessandro Capitani. L’ultimo in ordine di tempo, ma che non ha ancora visto la luce, è “La cornice” del 2019, con Maria Grazia Cucinotta e Lorenzo Flaherty diretti da Francesco Marino, di fatto negli stessi luoghi della pellicola di Troisi.
Per rimanere all’attualità, invece, figura anche la trilogia “Il segreto del Boss” di Pasquale Iannuzzi che poi ha anche firmato il suo primo lungometraggio dal titolo “Sarrà alluere? Ije nen ce crede”.

r.z.
 

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(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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