16/05/2023 09:10:59

La memoria di Palatucci al commissariato

Il cinema e la letteratura sono strumenti straordinari per la divulgazione di personaggi che hanno fatto la storia del nostro Paese. Quando mancano certe occasioni di conoscenza, succede che determinati esempi restino nell’ombra, come nel caso di Giovanni Palatucci, un appartenente alla Polizia di Stato che durante la Seconda Guerra Mondiale si è reso protagonista del salvataggio di numerosi ebrei. Nato a Montella, in Irpinia, nel 1909, è stato l’ultimo Questore di Fiume dove ha operato per salvaguardare la vita di persone ricercate dai tedeschi sul territorio.

Il commissariato di Lucera è il primo della provincia di Foggia a fare la sua memoria concreta, perché nella struttura di Via Po, attualmente diretta dal vice questore Cristina Finizio, ieri mattina è stata scoperta e benedetta una targa che ne ricorda le gesta, su iniziativa della delegazione pugliese dell’Associazione Nazionale dedicata al poliziotto che è stato dichiarato Servo di Dio nel 2004, dopo che gli era stata già assegnata una Medaglia d’Oro al Valor Civile e annoverato come Giusto tra le Nazioni, vale a dire chi ha evitato il genocidio nazista a rischio dalla propria vita e senza interessi personali. 
“Ho la possibilità di fare un po’ di bene – viene riportato in un suo scritto dell’epoca – e i beneficiati da me sono assai riconoscenti. Nel complesso riscontro molte simpatie”. 
E’ stato calcolato che ne abbia salvati circa 5.000 durante il suo periodo di permanenza al vertice del presidio fiumano, dopo esserci entrato come addetto all’ufficio stranieri.  
E furono le stesse SS poi ad arrestare e incarcerare Palatucci nel 1944, con l’accusa di cospirazione e collaborazione con il nemico, a seguito del rinvenimento di un piano, tradotto in inglese, relativo alla proclamazione di Fiume come città indipendente, con l’obiettivo di mantenerla sul territorio italiano. Poche settimane dopo venne trasferito nel campo di concentramento di Dachau, dove morì a distanza di qualche mese, all’età di 36 anni, nell’imminenza della Liberazione. 
“L’esempio di Palatucci è per noi attuale ancora oggi – ha dichiarato il questore di Foggia, Ferdinando Rossi – e sono contento che ci sia stato fatto dono di questo simbolo, perché abbiamo ancora bisogno della memoria dei nostri caduti. E’ per noi insegnamento di come si possa spendere la propria vita in favore degli altri. Anche noi abbiamo poliziotti che magari non diventeranno Servi di Dio, non riceveranno onori pubblici, ma dedicano la propria esistenza facendo questo lavoro, a servizio della collettività e con grande generosità,  perciò la figura di Palatucci è comune a tanti appartenenti alle forze dell’ordine. Il senso del dono appartiene alla polizia di Stato”.

Durante la cerimonia, è stato consegnato anche un attestato di benemerenza al maresciallo dei carabinieri Giuseppe Padovano, “per la sua cordiale e premurosa attività di testimonianza del questore Palatucci”.
“Siamo partiti da Lucera perché è una città in cui abbiamo già riscontrato diverse attività a favore della legalità - ha commentato Riccardo Di Matteo, referente dell’Associazione che ha proposto l’iniziativa – e poi Palatucci è una figura che va promossa in tutta la Puglia, per cui la prima spinta in Capitanata da Lucera era proprio la sede ideale”.

Riccardo Zingaro

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(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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