21/07/2023 17:27:25

Lucera Capitale, primi sostegni ufficiali

Oltre ai sindaci che si sono espressi in maniera concorde e distensiva, verso la candidatura congiunta di Lucera e Monti dauni a Capitale Italiana della Cultura 2026, arrivano le prime dichiarazioni indicative di una carte coesione che parte dal territorio e arriva fino alla Regione Puglia, almeno stando a quanto ha detto dall’assessore al Turismo Gianfranco Lopane.
“Lucera, porta dei Monti Dauni, si apre ad una visione ambiziosa che ci coinvolge tutti come pugliesi – ha riferito Lopane al quotidiano l’Attacco – e con la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2026, unica in Puglia, puntiamo a promuovere l’arte e la cultura come prodotto turistico fondante della nostra identità regionale oltre che importante mezzo per scoprire l’immenso patrimonio naturale, l’enogastronomia e le bellezze che custodiamo. Siamo estremamente orgogliosi di questo nuovo punto di partenza per la città foggiana, merito anche della sintesi progettuale che hanno saputo fare le comunità dei Monti Dauni per portare storia, arte e tradizioni millenarie verso una più ampia visibilità. La comunità lucerina – ha aggiunto - saprà certamente farsi interprete di un modello condiviso dove le radici del passato si intrecciano con le sfide del presente tra creatività e innovazione, tra valorizzazione dei borghi e turismo lento e sostenibile. La Regione Puglia è pronta a collaborare per supportare questo percorso, come fatto con le più recenti esperienze virtuose di Mesagne e Monte Sant’Angelo, mettendo in luce sinergie utili ad incrementare l’attrattività e la competitività delle nostre destinazioni turistiche in Italia e all’estero”.

In effetti, c’è la felice concomitanza di poter rappresentare la Puglia, sgombrando subito il campo dal diffuso sospetto di dover vedere la Regione “pendere” verso qualche altra candidatura barese o salentina, senza contare che con questo scenario è quanto mai probabile che i 300 mila euro messi in palio a Bari finiranno inevitabilmente su un territorio che sta cominciando a ragionare su cosa e come fare per giocarsi questa opportunità a suo modo storica.
E quindi è evidente che, con questo scenario, un ruolo di co-protagonista dovranno svolgerlo tutti i 29 piccoli Comuni, racchiusi in un solo organismo che è l’Area Interna, in grado di abbracciare tutto l’arco territoriale che va da Rocchetta Sant’Antonio a Casalnuovo Monterotaro, con tutto il relativo patrimonio naturalistico (il bosco di Biccari con Monte Cornacchia o l’eco sistema di Occhito), gastronomico (il prosciutto di Faeto o il network ristorativo di Orsara, senza contare l’intera offerta enologica), architettonico (la Torre di Pietramontecorvino, la rete dei castelli medievali con Deliceto e Sant’Agata prima di tutti gli altri, o le cattedrali di Bovino e Troia), urbanistico (il Rione Fossi di Accadia), artistico e archeologico (i Grifoni di Ascoli Satriano con la Villa di Faragola). 
Insomma, c’è “solo” da mettere insieme una proposta che possa giocarsi le sue carte, così come asserisce anche Raimondo Giallella, coordinatore uscente dell’Area Interna, dopo aver rimesso il mandato a seguito della recente sconfitta elettorale da Sindaco di Pietra: “Questa è un’occasione unica e spero tanto che si arrivi fino in fondo – ha aggiunto - per cui bene hanno fatto i Sindaci dell’Unione dei Comuni a decidere in quella direzione, dando un ottimo segnale di intelligenza politica. Il dialogo con Lucera arriva da lontano, e proprio l’anno scorso con gli altri ex colleghi avevamo già proposto di ‘annettere’ la città maggiore in un discorso di programmazione congiunta, pur non avendo i requisiti per entrare formalmente del novero di Area Interna, così da creare sinergia nei settori del turismo e dell’agricoltura. E’ impossibile per i piccoli centri rinunciare al traino che Lucera e anche Foggia dovrebbero e potrebbero dare, perché ne beneficeremmo anche noi. Dopo le elezioni di maggio, però, registro un momento di assestamento nella rappresentanza dei territori, e anche la tendenza a ragionare più da soli che in termini di comunità allargata. Così non si va molto lontano, perché insieme si può fare ancora meglio di quanto abbiamo dimostrato tutti insieme negli ultimi anni. Sto vedendo alcuni passi indietro che spero si possano recuperare in fretta e ripartire con maggiore efficacia”.
A ogni modo, tutte le buone intenzioni al momento restano scritte solo nelle carte, sebbene ufficiali di delibere approvate, perché di azioni concrete e soprattutto di incarichi di carattere tecnico e gestionale non c’è ancora traccia. L’individuazione dei componenti del comitato promotore, per esempio, riuscirà a dare qualche risposta più chiara anche sulle influenze politiche e personali su questa iniziativa proiettata verso marzo 2024, quando il ministero della Cultura sceglierà (e premierà con un milione di euro) tra le 25 concorrenti.

Il primo a manifestare apertamente adesione e sostegno è il Sindaco di Carlantino, Graziano Coscia: “Se saremo chiamati a fare la sua parte in un progetto che coinvolge tutta la vasta area dell’Appennino Dauno, come cerniera ideale tra Puglia e Molise oltre che territorio di storia-natura e cultura, non ci sottrarremo alla sfida. Porremo il tema dell’acqua, centrale per l’umanità in questo momento storico, e la nostra area è tra le più ricche della preziosa risorsa, anche perché abbraccia natura e cultura, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale per il risparmio idrico e molto altro ancora. Sono questioni epocali che, come tali, possono trovare spazio all’interno del dossier della candidatura di Lucera che è un’opportunità per tutto il territorio”. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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