22/08/2023 09:10:43

Capitale della Cultura, partono le iniziative

Sono quattro i temi su cui poggerà la candidatura di Lucera a Capitale Italiana della Cultura. Due sono ancora ignoti e gli altri due sono stati rivelati giovedì scorso nel primo appuntamento pubblico in Piazza Duomo, da parte dei curatori del dossier per il quale l’Amministrazione Pitta ha incaricato con 40 mila euro la Fondazione Links di Torino che a sua volta si avvale dell’agenzia Scopro di Monte San’Angelo.
Il primo è l’innovazione digitale e il secondo è il welfare culturale, cioè un sistema di inclusione sociale e coesione territoriale predicato già da tempo da Aldo Patruno, il direttore generale del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del territorio della Regione Puglia, intervenuto alla serata assieme al coordinatore dell’iniziativa, Pasquale Gatta, e al sindaco Giuseppe Pitta.
Questa candidatura ha in effetti l’appoggio dichiarato della Regione, anche perché è l’unica pugliese, dopo il passo indietro dell’Unione dei dieci Comuni dei Monti dauni che hanno rinunciato a proseguire, per poi accodarsi a quella di Lucera che quindi si pone capofila di un progetto che prevede anche l’inclusione dei 29 Comuni dell’Area interna, comunque assenti allo start dell’iniziativa, anche perché non invitati, né tanto meno finora coinvolti.
Per ora si è vista “solo” Lucera nelle promozioni mediatiche, con il rischio di lasciar intendere una certa preminenza rispetto a un comprensorio circostante che ha elementi da far valere e punti di forza da mostrare, assieme però a risorse economiche possibilmente da offrire. Tuttavia è realistico pensare che a breve si potrà e dovrà trovare una reale connessione che sarebbe certamente molto apprezzata in sede di commissione ministeriale giudicante. 

La tappe del percorso ora prevedono la consegna della proposta entro il prossimo 27 settembre, con dentro un titolo, un responsabile, un progetto della durata di un anno con cronoprogramma e singole attività previste, l’organo incaricato dell’elaborazione e promozione del progetto, della sua attuazione e del monitoraggio dei risultati, la valutazione di sostenibilità economico-finanziaria e gli obiettivi perseguiti. Entro il 15 dicembre sarà diffusa la short list delle 10 città finaliste, e la procedura di valutazione, dopo l’audizione pubblica di metà marzo, si concluderà alla fine dello stesso mese con la proclamazione della Capitale italiana della cultura 2026, scelta quindi tra le 26 partecipanti che nel frattempo sono già diventate 24, visto che pure Maratea e Moliterno hanno unito le forze. 
Chi vincerà, avrà in premio un milione di euro, e se Lucera dovesse andare in finale, otterrà comunque dalla Regione (unica in Italia ad averlo fatto) 300 mila euro da spendere come Capitale pugliese 2025, vale a dire l’obiettivo sicuramente più alla portata e che darebbe già una decisa iniezione positiva alle attività pensate in queste settimane. E’ già accaduto con Mesagne quest’anno e con Monte Sant’Angelo l’anno prossimo. E in effetti questi sono i giorni della raccolta di informazioni e input, da condensare in incontri pubblici ai quali sono stati invitati tutti quelli che ritengono di poter dire e dare qualcosa, facendo appello al claim “Lucera secondo me”.

“Tutto è nato dalla voglia di far conoscere la nostra bellissima città e di portare alla ribalta questa parte della Puglia – ha spiegato Pitta – e siamo convinti che con il turismo e con la cultura si possa davvero cambiare il futuro di una città. Ma senza le idee di ognuno, la candidatura non potrà decollare. È necessario creare senso di comunità e di partecipazione, perché solo così avremo una marcia in più”.
“Vogliamo innescare un processo virtuoso nelle comunità – ha annunciato Gatta – per guardare tutti nella stessa direzione e al futuro pensando che una delle leve di sviluppo territoriale possa essere la cultura. Questa è già una grande vittoria di tutta la comunità. Ora parte la fase dell’ascolto, del dialogo e del confronto, perché abbiamo bisogno di tutti”. 
“E’ fondamentale per la città candidarsi con la sua specificità e con la sua identità – ha detto Patruno, sottolineando che oggi un quinto della ricchezza della Regione Puglia si produce in turismo e cultura - per questo è importantissimo il percorso per la preparazione del dossier che servirà a mettere insieme le idee, i progetti, le risorse. I progetti culturali non sono semplicemente le attività culturali e di spettacolo, ma sono innanzitutto l’idea che abbiamo di noi stessi”.

E nell’occasione ha ricordato che 6 miliardi di fondi europei pronti fino al 2027 ruoteranno attorno a questioni di grande interesse pubblico come istruzione, sanità e cultura.
“Al welfare culturale – ha concluso - abbiamo aggiunto l’idea del welfare turistico. Il turismo del futuro sarà quello in cui i cittadini che abitano stabilmente in una città vivono bene con se stessi, nelle relazioni sociali, con il proprio patrimonio culturale, cioè sono felici”. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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