28/08/2023 10:54:49

Arbore e Gifuni per 'Lucera Capitale'

Dopo la presentazione all’indomani delle Feste patronali, il percorso di progettazione della candidatura di Lucera a Capitale Italiana della Cultura 2026 è entrato nel vivo, con gli incontri pubblici riservati a chi vuole dare il proprio contributo nella preparazione del dossier da sottoporre al ministero entro il 27 settembre.
Nei prossimi tre giovedì si terranno gli appuntamenti di questo tipo, mentre venerdì 1° settembre verrà allestito un vero e proprio tavolo di co-progettazione per la messa a punto di progetti specifici da inserire nella proposta curata da Pasquale Gatta, incaricato dall’Amministrazione Pitta con lo stanziamento di poco meno di 40 mila euro assegnati però alla Fondazione Links di Torino. I lavori poggeranno su quattro obiettivi strategici individuati: valorizzazione di beni e attività culturali, sostenibilità ed energie rinnovabili, welfare culturale (inclusione e coesione), innovazione digitale. 
“Siamo tutti pezzi singoli che funzionano solo se si mettono insieme”, ha detto Gatta che l’anno scorso si è cimentato con la partecipazione del suo Comune di appartenenza, Monte Sant’Angelo, arrivando nella finale a dieci da cui è uscita vincitrice Agrigento. L’immagine scelta per la prima fase è quella dei mosaici di San Giusto, ospitati all’interno della biblioteca comunale dove si tengono gli appuntamenti. “Abbiamo scelto di raffigurarli in bianco e nero perché siamo chiamati, insieme, a ‘colorare’ questo territorio”. 

Giovedì scorso è stato dato spazio ai primi interventi di carattere tecnico e istituzionale, tra cui quello di Giuseppe D’Urso, ex presidente del Teatro Pubblico Pugliese, che ha sottolineato la necessità di individuare i reali bisogni del territorio, di mettere a sistema le risorse e valorizzare le buone pratiche. “Abbiamo un grande capitale umano sul nostro territorio fatto di talenti e professionisti, esponenti del mondo della cultura e della formazione – ha detto - e va valorizzato perché è in grado di dare un grande contributo nella programmazione”.
Ad evidenziare la necessità di attrarre i giovani motivandoli a tornare sul proprio territorio, dopo le esperienze di studio e lavoro fuori, è stato Giovanni Aquilino, ideatore del distretto culturale Daunia Vetus: “Investire in cultura è indispensabile per far crescere le persone e il territorio – ha affermato – e si può valorizzare qualcosa soltanto se la si conosce a fondo, la si apprezza e la si tutela”.
Pensiero condiviso anche da Antonio Gelormini, anche lui fin dall’inizio del 2004 in Daunia Vetus, e oggi presidente della Compagnia degli Exsultanti, promotrice della candidatura Unesco dei “Rosoni di Puglia”, il quale ha sottolineato la necessità di riappropriarsi dell’identità e della storia: “Dobbiamo concentrarci sui punti di forza che abbiamo, valorizzarli e mettere in moto un processo condiviso di partecipazione”.

Il sindaco di Lucera Giuseppe Pitta da settimane va predicando di dover essere tutti dalla stessa parte, ritenendo questo il primo importante passo di un processo che tuttavia in questo momento accetta malvolentieri riflessioni diverse e distinguo procedurali.
Il suo riferimento è anche alla decisione dell’Unione dei Comuni dei Monti dauni di ritirare la propria candidatura: “Ora dobbiamo lavorare ad un progetto culturale di lunga durata - ha detto Pitta - e per farlo è necessario partire da un’analisi delle criticità e dai punti di debolezza per trasformarli in punti di forza e in opportunità”.
In realtà fino a questo momento i piccoli borghi si sono visti e sentiti pochisimo, anche perché poco coinvolti, al contrario della Regione che rappresenta un partner a tutti gli effetti, anche perché quella lucerina è l’unica candidatura pugliese che ambisce a entrare almeno in finale per ottenere i 300 mila euro promessi in “casi” come questo, già avvenuti per Mesagne e Taranto.

“Siamo pronti a lavorare insieme, superando i campanilismi, per realizzare il sogno di dare a questo meraviglioso territorio la visibilità che merita”, ha sostenuto Adriana Natale, assessore alla Cultura del Comune di Deliceto e rappresentante dei Comuni dei Monti Dauni.
Erano presenti anche i sindaci di Roseto, Lucilla Parisi, di Volturara, Vincenzo Zibisco, di Castelluccio dei Sauri, Giovanni Di Francesco, e di Pietramontecorvino, Domenico Zuppa, i quali solo giovedì scorso sono stati a presentare le proprie proposte.
 
Intanto, è in via di composizione il comitato tecnico-scientifico, uno dei tre organismi a supporto della candidatura, in questo caso composta da esperti e personaggi di rilievo culturale. Oltre alla già annunciata presenza di Fabrizio Gifuni, Pitta ha anche rivelato l’adesione di Renzo Arbore, ma altre ne dovranno arrivare, magari passando da quel Peppe Zullo, chef di livello internazionale che rappresenta il simbolo dell’eno-gastronomia del territorio. 
E poi c’è il comitato promotore, nel quale confluiranno gli enti istituzionali, come Comuni, Provincia e Regione, le agenzie PugliaPromozione, Apulia Film Commission e Teatro Pubblico Pugliese e i soggetti operanti a Foggia come Soprintendenza, Università, Accademia di Belle Arti, Conservatorio e Biblioteca provinciale, ma Pitta ha detto di voler tirare dentro anche i sindaci dei Comuni pugliesi che hanno avuto le migliori performance nel recente passato in questa competizione, vale a dire Bari, Bitonto, Taranto, Mesagne e la stessa Monte Sant'Angelo. Discorso a parte, invece, sarà quello delle aziende private, alle quali presto verrà bussato per fornire il proprio contributo economico, inserendo quelle più munifiche in una sorta di club che dovrebbe essere denominato "dei Mecenati".

Riccardo Zingaro

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(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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