01/10/2023 20:20:11

La legge di Murphy e le salsicce alla brace

Un’estate fa mio fratello era all’opera con il barbecue - si curava un pezzetto di salsiccia girandola con la forchetta per cuocerla un po’ di più delle altre – ma la sua, e solo la sua, passava fra le barrette della griglia, cadendo fra i tizzoni sottostanti. Sfortuna? No: Roberto esclamava “E’ la legge di Murhy!” (lo faceva con uno sbuffetto veloce e un sorriso, come a voler dire “che vuoi farci?”). Ed io non potevo che concordare “Eh si, Murphy!”
Ma chi era Murphy…?
Edward Aloysius Murphy era un ingegnere militare aerospaziale americano che studiava gli effetti delle accelerazioni violente sugli astronauti. In questi esperimenti, venivano applicati in varie parti del corpo, di un soggetto alloggiato su un razzo su rotaie, una serie di 16 strumenti di misura delle accelerazioni (accelerometri). Capitava però sempre che almeno un accelerometro fosse montato in modo sbagliato, mandando a monte tutto l’esperimento e facendo perdere tempo prezioso e carburante. Neanche il poverino che veniva sparato ripetutamente nel veicolo a reazione doveva essere particolarmente contento, tanto che alla fine sembra che, spazientito, Murphy abbia esclamato: “Anche se è quasi impossibile che una cosa vada storta, prima o poi quella cosa andrà storta!”, che equivale a dire: “Se è quasi impossibile che un evento accada, prima o poi quell’evento accadrà”. Questa frase divenne poi celebre in chiave scherzosa perché nel 1978 un umorista, Arthur Bloch, la riprese, elaborando la legge di Murphy in un suo vendutissimo libro, Murphy's Law - and other reasons why things go wrong.  

La teoria di Murphy non può però essere considerata solo una facezia: nel 2004 la compagnia British Gas commissionò a tre studiosi (David Lewis, psicologo, Keylan Leyser, economista, e Philip Obadya, matematico), di elaborare la formula che applicasse i principi della Legge di Murphy. Il compito fu portato a termine e la formula, nota in Gran Bretagna come Sod's Law, è: [(U+C+I) (10-S)/20] [A/(1-sin(F/10)].
Nella formula, la frequenza dell’evento è dato da “F”, mentre gli altri parametri, riferiti al lavoro che si deve fare (o al compito assegnatoci) sono l’urgenza (U), la complessità (C), l’importanza (I), e l’abilità richiesta (S), l’aggravamento (A), che in genere è considerato una costante pari a 0,7. Per chi volesse approfondire può consultare gli articoli nelle note, c’è anche una pagina con il calcolatore; più è alto il punteggio ottenuto, maggiore è la possibilità di fallire nell’attività perché “il destino” ci mette il bastone fra le ruote...
La British Gas ha poi verificato su base statistica la veridicità della formula con un sondaggio nazionale che coinvolse 1023 persone, condotto da Taylor Nelson Sofres. 
Appurato che la legge di Murphy non è solo un modo di scherzare sulle cose strane e inaspettate che ci capitano, qualcuno potrà obiettare che però questi eventi non capitano quasi mai, quindi, perché dovremmo preoccuparcene? Occorre considerare che se un evento non capita “quasi mai”, come dice Murphy prima o poi accadrà. Ciò significa che quell’evento può accadere adesso, domani o fra mille anni. Per chi come me si occupa di sicurezza sul lavoro, non ha rilevanza se l’evento pericoloso accada domani o fra mille anni, ciò che conta è che è possibile che accada, quindi occorrerà prendere delle precauzioni: nel caso dovesse accadere domani nessuno dovrà farsi male.
Beninteso, Murphy è responsabile solo di una parte degli infortuni che accadono e non può essere responsabile se un carpentiere decide di andare a spasso sul cantiere senza indossare l’elmetto e sbatte la testa contro il tubo Innocenti di un ponteggio. In questo caso si tratta di una vera negligenza.
A riprova della serietà della questione e della veridicità della Legge di Murphy, tutti sappiamo che in questi giorni è iniziato lo sversamento in oceano dell’acqua radioattiva di Fukushima, in Giappone. Quell’evento (la distruzione di tre reattori nucleari) avvenne perché lo tsunami scavalcò le protezioni antitsunami e l’acqua marina allagò gli impianti danneggiando i generatori di emergenza che alimentavano i sistemi di raffreddamento dei reattori.
Tutto ciò avvenne perché si riteneva estremamente improbabile che l’onda di uno tsunami potesse essere più alta di 10 metri, tanto che le barriere realizzate avevano all’incirca quell’altezza rispetto all'oceano. L’evento che era quasi impossibile si realizzasse, avvenne l’11 marzo 2011, e l’onda, alta 14 metri scavalcò le barriere. Per soli quattro metri accadde il disastro che tutti conosciamo.

Come affrontare la legge di Murphy
Tenere presente che potrebbe accadere un evento imprevisto o poco probabile non significa essere pessimisti, ma essere preparati al peggio, se accade. Ad esempio, ad una squadra di perforatori che lavoravano su un molo in Calabria, ho prescritto fra i vari dispositivi di protezione individuale (elmetti, guanti ecc.) anche i giubbetti salvagente da tenere a portata di mano, perché c’era il rischio, anche se basso, di cadere dal molo e finire in mare. 
Analogamente, se prevediamo che per fare un lavoro occorreranno ad esempio dieci giorni, sarà utile programmarlo per un paio di giorni in più, in modo da poter superare eventuali imprevisti.

Che utilità ha la legge di Murphy?
In materia di sicurezza sul lavoro, e più in genere nella vita, ricordare che la legge di Murphy esiste ha una sua utilità perché focalizza la nostra attenzione nel cercare di prevedere ed eliminare (o ridurre al minimo) tutti i rischi, facendo attenzione anche a quelle situazioni che secondo la ratio comune è molto difficile che si verifichino, ma come dice Murphy prima o poi accadranno.
Per questi motivi, guardo sempre con preoccupazione quelli che sul lavoro mi dicono “ho fatto sempre così e non mi è mai successo niente”. Si tratta a mio avviso di un atteggiamento di eccessiva sicurezza che può far trovare impreparati in caso di imprevisti, con spiacevoli conseguenze. 

P.S: La legge di Murphy è stata poi ampliata con vari corrollari, il cui più noto è il seguente: “Gli stupidi sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedir loro di farsi male”. Anche questa considerazione ha avuto una applicazione concreta in materia di sicurezza sul lavoro, sono “le protezioni a prova di stupido” sulle macchine ed attrezzature di lavoro.

Buon lavoro in sicurezza
Dott. Michele D’Apote

Per sottoporre domande per la rubrica “Lavoro & Sicurezza” scrivere a: dapote@luceraweb.it
Per consulenze private si può contattare il dottor D’Apote al seguente indirizzo e-mail: info@dapote.it

 

 

 

Bibliografia:
Murphy's Law - and other reasons why things go wrong!  (La legge di Murphy, e altre ragioni perché tutto va male!), Arthur Bloch, 1978 
https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Murphy#cite
• SOD’S Law in: https://www.thefreelibrary.com/SOD%27S+LAW+%3D+((U%2BC%2BI)+x+(10-S))%2F20+x+A+x+1%2F(1-sin(F%2F10)).-a0122900650
• Calcolatore: https://www.vcalc.com/wiki/MichaelBartmess/Sod%27s+Law 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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