28/01/2024 20:39:42

Troppa distanza sulla questione ‘sicurezza’

Dopo la conferenza stampa della scorsa settimana del sindaco Giuseppe Pitta, a proposito di numerose situazioni riguardanti la città, sembra sempre più evidente la differenza di valutazione che si registra con la popolazione residente sul tema della sicurezza e dell’ordine pubblico.
I cittadini di Lucera negli ultimi mesi hanno assistito a un po' di tutto: furti di auto e negli spazi privati, un paio di ordigni esplosi in estate davanti a un’abitazione privata e uno studio tecnico, comportamenti pericolosi e indisciplinati al volante, fuochi d’artificio sparati nel centro urbano a qualunque ora del giorno e della notte, vandalismo dilagante, abbandoni di rifiuti, abusivismo commerciale, tentate estorsioni e luoghi caratterizzati da schiamazzi. Tuttavia le analisi e le risultanze sembrano essere diametralmente opposte, almeno a giudicare da quanto riferito da Pitta che, dopo essere stato più volte sollecitato a invocare maggiore “presenza e intervento” delle forze dell’ordine schierate in città, qualche ammissione ha cominciato a farla.
“Dopo la chiusura del tribunale, c’è stato un evidente peggioramento della sicurezza in città, ma posso affermare che i dati sui reati sono in calo, quindi la situazione non è preoccupante. Comunque sia, le forze dell'ordine devono essere messe nelle condizioni di operare e non essere messi alla berlina”.
Il riferimento è al profluvio di cittadini che sui social lamentano scarso attivismo, tanto da farlo arrivare ad esprimere una irrituale solidarietà ai comandanti locali, con qualcuno che si sentirebbero sotto attacco mediatico, e successivamente lo stesso Pitta ha scritto la gravissima affermazione che a Lucera ci sarebbe “una squadra che va contro le forze dell’ordine”, senza poi voler esplicitare meglio questa circostanza, così come non ha voluto citare le testate giornalistiche che secondo lui fanno allarmismo sul tema.
Perlomeno ha detto che esistono delle criticità, come le ore serali di Via Amicarelli dove i locali del posto soprattutto nel fine settimane restano aperti fino a tarda ora, generando proteste e malcontento dei residenti della strada che sorge a due passi da Piazza Duomo, in pieno centro cittadino. Una paio di settimane fa, un blitz interforze sarebbe stato vanificato dalla caduta della pioggia nelle stesse ore, rendendo vano l’intervento alla presenza di poche persone della zona. 
“Stiamo valutando un nuovo provvedimento restrittivo”, ha detto, dopo essersi rimangiato una sua precedente ordinanza in materia di emissioni sonore, per la quale i gestori degli esercizi avevano preannunciato un ricorso al Tar. 

E poi c’è lo spinoso capitolo del commercio selvaggio, specie in alcuni giorni dell’anno, in materia di botti, fiori e ortofrutta, per la quale ci sono esercenti che chiedono tutela per la proprie attività. C'è un caso attuale in Via Di Pierno che è clamoroso eppure apparentemente invisibile. La questione è stata sollevata pure in Consiglio comunale dall’esponente della minoranza Francesco Aquilano, il quale ha messo insieme una carrellata di situazioni.
“Periodicamente sorgono molte lamentele – ha detto in una interrogazione – perché ci sono giorni nei quali spuntano venditori di ogni tipo lungo le strade principali che penalizzano fortemente gli esercenti abituali che pagano le tasse, le utenze e i tributi, rispettano le leggi e giustamente si aspettano maggiori introiti, soprattutto a Natale, Pasqua, per la commemorazione dei defunti o altre ricorrenze più commerciali, generando quindi una chiara concorrenza sleale grazie a prezzi più bassi. L’Amministrazione comunale come intende affrontare questo problema che incide direttamente sull’economia sana della città? È possibile che nessuno veda queste cose? Io penso che la classe politica debba dare un segnale, magari un atto di indirizzo per invitare a intervenire di più, altrimenti si dà la sensazione che nessuno vede niente e nessuno sa nulla”. 
“Il problema dell'abusivismo va circostanziato – ha risposto Pitta, pronunciando per la prima volta certe parole - perché poi se si tratta di botti c'è una normativa, se si tratta di fiori ce n'è un'altra. La questione non può essere risolta con atti amministrativi ma con azioni di polizia giudiziaria da parte dei vari presidi locali, e quindi io spero ed esorto ad attivarsi, anche ricorrendo con i sequestri, le sanzioni e i riconoscimenti, naturalmente con la nostra polizia locale in prima linea. Il Consiglio comunale non può fare atti se non di ‘esortazione’, compresi quelli all’intensificazione dei controlli in certi periodi dell’anno. Ma sono attività illecite che vanno contrastate con quelle che sono le normative nazionali”.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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