24/01/2024 13:37:37

La protesta 'stradale' degli agricoltori

Come annunciato ieri sera da Luceraweb, la manifestazione di protesta degli agricoltori di Lucera e Monti dauni è uscita dal presidio della Statale 17 per raggiungere i confini dell’abitato, direttamente a bordo dei trattori che hanno fatto la spola tra le contrade Vaccarella e Casanova per poi rientrare alla base. E per ora non andranno via da lì, intenzionati a proseguire nella rivendicazione di considerazione per la categoria da parte delle istituzioni di ogni livello. Una cinquantina di mezzi, con cartelli esplicativi, hanno attirato l’attenzione di tanti automobilisti che li hanno sfilato procedendo lentamente, con la supervisione di diversi equipaggi della polizia stradale e del commissariato di Via Po. 
Al rientro, al presidio hanno portato la propria adesione sia il sindaco di Lucera, Giuseppe Pitta, che il consigliere regionale, Antonio Tutolo (presente ieri), oltre a una decina di primi cittadini dei Monti dauni che erano arrivati in città per l’altra grande questione dell’ospedale Lastaria sempre più ridotto ai minimi termini.
“E’ stato straordinario vedere un intero mondo come quello agricolo che si riunisce spontaneamente a difesa dei propri legittimi diritti e non è assolutamente un fatto scontato ma anzi è il segnale evidente dell’esasperazione raggiunta - ha riferito Francesco Di Battista, imprenditore agricolo ma anche consigliere comunale di minoranza – perciò facciamo sentire con ancora più convinzione la nostra voce ma non maniera pacifica, pacata e soprattutto rispettosa delle leggi. La manifestazione è stata veramente bella e ho partecipato con grande piacere, rendendomi ancora più orgoglioso di far parte di questo settore. Noi siamo lavoratori e primi difensori dell’ambiente, cercando non solo di protestare ma anche di elaborare proposte oltre a protestare, perciò i canali del dialogo restano aperti con i sindacati e soprattutto con la politica che deve svolgere al meglio il suo ruolo in un asset fondamentale dell’economica del Paese”.
“Il settore agricolo rappresenta in Italia, e in particolar modo in Capitanata, un volano imprescindibile per l'economia e l'occupazione - ha confermato Giulio Capobianco, uno dei più attivi animatori dell’iniziativa – ma purtroppo l'entrata in vigore della nuova Politica Agricola Comunitaria valida dall’anno scorso e fino al 2027, sommata ai vincoli legislativi nazionali in materia di assunzioni, pagamento dei salari, sicurezza sui luoghi di lavoro e altro ancora, ha appesantito, sul piano burocratico, l'attività imprenditoriale gravandola di ulteriori costi che a questo punto non si possono più sostenere, senza contare che noi puntiamo a garantire il lavoro e non a favorire il caporalato”. 

r.z.

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(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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