07/02/2024 09:15:27

La Soprintendenza irrompe sul Sant'Anna

Nella ultra ventennale querelle che riguarda Palazzo Sant’Anna, in Piazza Duomo a Lucera deturpata da un rudere per il quale non si trova una soluzione né estetica né tanto meno edilizia, c’è una importante novità che per certi aspetti rappresenta l’uovo di Colombo. La Soprintendenza di Foggia e Bat ha avviato la procedura di apposizione di un vincolo diretto sul fabbricato diroccato, ritenendo che l’ex convento sia un esempio storico da tutelare. Nella pratica, questo significa che su ogni operazione non sarà più sufficiente un parere, bensì una vera e propria autorizzazione da chiedere a Foggia, che si tratti di interventi strutturali o anche della eventuale nuova vendita del fabbricato.

Meglio tardi che mai, si potrebbe dire, ma resta il fatto che l’iniziativa ministeriale (non ancora conclusa perché esiste una tempistica tecnica e burocratica da rispettare) inserisce un nuovo importante interlocutore sul tavolo da ping pong su cui finora avevano giocato il Comune da una parte e le tre proprietà succedutesi dall’altra, senza che in realtà sia mai partito un dialogo efficace e costruttivo sulle sorti di un manufatto trecentesco, poi destinato a orfanotrofio tre secoli dopo e sede delle suore Figlie di Sant’Anna dalla fine del 1800, infine alienato a un primo soggetto privato solo nel 2002, da parte dell’Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza che ne aveva la gestione.

Attualmente è nella disponibilità della ditta Gng di Pierluigi Ciccarelli che non ha ancora incontrato l’Amministrazione comunale per illustrare le proprie intenzioni su un patrimonio di storia civile e religiosa che domina il centro cittadino di quella che l’anno prossimo sarà Capitale regionale della Cultura, ma su cui non si trova il modo di riqualificare nemmeno la facciata, proprio per salvaguardare almeno la vista per i turisti. 

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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