03/02/2024 10:49:01

Pitta ‘silenzia’ di nuovo Via Amicarelli

Questa sera sarà il primo vero test su quanto ordinato due giorni fa dal sindaco di Lucera, Giuseppe Pitta, che ha “spento” nuovamente (a distanza di un anno esatto) la musica dei locali del centro storico, questa volta in particolare della sola Via Amicarelli nella quale i problemi di convivenza con i residenti e di oggettivo ordine pubblico sarebbero maggiori. Il provvedimento prevede che fino al 1° marzo non sarà più consentita “la diffusione sonora esterna e/o diffusa dall’interno verso l’esterno”, oltre a disporre la chiusura degli esercizi dall’una alle 6. 
Tutto questo, recita il documento, “nelle more dell’adozione di provvedimenti definitivi”.
Il riferimento è alle gestione generale del dossier che si va ingrossando con il passare del tempo di proteste e segnalazioni di chi abita nella zona e che lamenta rumori molesti serali e notturni, ma a cui si aggiungono almeno un paio di relazioni di servizio dei carabinieri che avrebbero evidenziato delle non meglio specificate “criticità” che avrebbero comunque accelerato le decisioni poi prese a Palazzo Mozzagrugno, anche sulla base di incontri tenuti in prefettura nell’ambito di una riunione del Comitato di Sicurezza di un mese fa.
“Nelle numerose constatazioni fatte dagli organi di controllo – c’è scritto – emerge una causa oggettiva di disturbo, disagio e pericolo nelle aree interessate, particolarmente nelle ore serali e notturne. La giurisprudenza intervenuta in materia ha evidenziato con vigore il dovere delle Amministrazioni comunali di dare seguito alle segnalazioni in materia di inquinamento acustico, intervenendo con gli strumenti più idonei anche per garantire la quiete pubblica. E questi inconvenienti si registrano, prevalentemente, in corrispondenza di zone di rilevanza storico culturale con la presenza di numerose famiglie con persone di età anche anagraficamente avanzata, per cui resta di dovere assicurare alle predette la tutela della tranquillità e del riposo, rimarcando il diritto dei predetti a vivere una vita normale, nel rispetto della quiete, del sonno e della salute fisica e psichica”.
Secondo l’ordinanza, gli assembramenti derivanti dalla frequentazione dei locali di somministrazione di cibi e bevande (anche all’esterno) creerebbero anche “un rallentamento o addirittura un blocco dei mezzi di soccorso, accentuato dalla conformazione morfologica del centro storico cittadino. La situazione diventa concausa del fenomeno dei bivacchi di persone in stato di ebbrezza e dello spaccio di stupefacenti, e che ciò, per ovvietà, lede la sicurezza, il pubblico decoro nonché l’immagine di una Città d’Arte come Lucera. È quindi di dovere espletare l’inderogabile compito di salvaguardia del decoro urbano, della politica di contrasto alla devianza sociale ed è preminente il compito di tutelare il diritto alla salute, al riposo ed alla tranquillità dei residenti, nonché la fruibilità della viabilità soprattutto nei casi di emergenza. Il pregiudizio ai suddetti interessi, nelle zone considerate, è inconfutabilmente determinato ed alimentato dall’apertura al pubblico nelle ore serali e notturne dei pubblici  esercizi, per cui il fenomeno della ‘malamovida’ va contrastato con un intervento urgente in vista della possibilità del reiterarsi del condotte lesive dell’ordine pubblico”. 
Nei confronti dei trasgressori è stata prevista una sanzione amministrativa dai 500 ai 5 mila euro, oltre accessori ed eventuali risvolti penali e, in caso di due violazioni in un anno solare, scatterà la chiusura del locale per giorni di venerdì, sabato e domenica immediatamente successivi alla data di notifica dell’ordinanza di chiusura e ripetuta a ogni successiva violazione.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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