10/02/2024 11:21:30

Un viaggio culinario ‘mondiale’ con Giammarco Angelilli

Un viaggio tra le cucine di tutto il mondo, a bordo di Masseria Celentano che per una serata speciale ha ospitato lo chef Giammarco Angelilli, lucerino di 35 anni che ha già lavorato in quattro continenti. È passato dagli Stati Uniti, e città come Chicago e New York, all’asiatica Mumbai, in India, acquisendo tecniche e conoscenze che oggi propone nei suoi piatti di respiro internazionale, anche grazie alla sua formazione casearia di derivazione francese.
Per qualche giorno è tornato a casa e ha colto l’occasione per presentare la sua proposta culinaria declinata da Napoli a Bangkok, passando per le capitali europee più cool come Lisbona, Parigi e Londra, la città in cui Angelilli opera da quattro anni, mettendo in bacheca diversi premi di guida gastronomiche oltremanica.
Accompagnati da materie prime di terre lontane, maneggiate con grande rispetto delle loro caratteristiche, ha poggiato il suo menù su cinque capisaldi: babà salato, capesante, baccalà, petto d’anatra e dolce di carote con gelato locale realizzato da Alessandro Russo, il tutto accompagnato da tre vini, uno spumante e un passito del padrone di casa Alberto Longo, illustrati dall'enologo della Cantina, Giulio Sebastiani. Proprio Longo, dieci anni fa, aveva scoperto per caso Angelilli in un ristorante della Grande Mela e quindi è stato ben felice di accoglierlo assieme a una settantina di commensali che hanno applaudito entrambi alla fine del percorso eno-gastronomico.
Angelilli ha detto di voler continuare a fare qualcosa di esperienziale e divulgativo nella sua terra di origine e ha già dato appuntamento per un altro evento del 2024, magari pensando a un festival e cominciando a coinvolgere altri colleghi e amici che certamente non mancano sul territorio, specie della sua generazione. 
Venerdì sera c'è stato spazio anche per un momento artistico, con Andrea Petrillo che ha realizzato un dipinto direttamente durante il servizio, poi messo all'asta tra i presenti e aggiudicato per 250 euro.
A concludere il ricevimento ci ha pensato Fabio Riccio, critico gastronomico delle guide de “L’Espresso” e del sito Gastrodelirio: “Ho conosciuto Giammarco quando era giovanissimo – ha detto – e lo ritrovo dopo anni come uno chef ancora giovane ma ormai fatto e finito, dotato di grande maturità e che non avrebbe alcun problema ad emergere anche in Italia”.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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