11/02/2024 19:59:39

Il bestiario (con stradario) della settimana

Il 9 gennaio scorso il sindaco Giuseppe Pitta ha convocato una conferenza stampa con il chiaro intento di dirle o mandarle a dire a più di qualcuno che ha osato mettere in discussione l’operato della sua Amministrazione. 
Per quanto ci riguarda, c’è stato un passaggio in cui (tra gli altri) si è lamentato del fatto che le pagine di Luceraweb avevano ospitato nel giro di pochi giorni due diffuse lamentele sulla sovrapposizione di bitume in luoghi del centro storico di Lucera in cui c’era già, cioè tra Via D’Auria, Piazzetta Vigilante e dintorni.
“Quelli prima di noi non sono stati attaccati per queste cose – ha detto – ora invece pare che niente vada bene, anche quando facciamo un’operazione del genere”.
Un’altra puntata di atteggiamento vittimistico, insomma, nell’ambito di una narrazione che Pitta auto-presenta spesso come quello che ha tutti i media contro, dimenticando che proprio in quella occasione arrivavano più assist che domande. 

Rampa Cassitto
Tuttavia è accaduto che nelle giornate di venerdì e sabato scorso la stessa posa di asfalto è stata realizzata in Rampa Cassitto, una zona del centro storico poco frequentata e altrettanto difficile da raggiungere con i mezzi che sono entrati da Via IV Novembre, provocando pure l’interruzione prolungata della circolazione. A lavori ancora in corso, ha voluto subito rivendicare sui social l’intervento, mettendo però le mani avanti alle contestazioni che sono puntualmente arrivate dai cittadini con la parola “scempio” tra quelle più ricorrenti. 
“Quei vicoli erano asfaltati da oltre 50 anni – ha precisato – per cui abbiamo solo ripristinato il bitume ormai ridotto ad un colabrodo, il tutto in attesa di finanziamenti destinati al rifacimento delle vie del centro storico con acciottolato o basolato. A mio modesto parere non sarebbe stato giusto continuare a fare finta che quelle strade non esistono e con esse i residenti per il solo fatto che non ci sono risorse sufficienti a rifarle con altro materiale”.
Quando però l’onda negativa ha cominciato a essere importante, naturalmente è subito corso in aiuto il consueto “guardiano”, specializzato nel cercare di sviare la conversazione verso altri temi, in questo caso invitando una cittadina a segnalare i vicini che abbandonano i rifiuti per strada. Chissà se l’avrà fatto lui stesso per quanto accade negli immediati pressi della sua abitazione e soprattutto se avrà invitato anche lo stesso Pitta a fare lo stesso, visto che pure il sindaco ha una residente che (purtroppo) gli va a lasciare la spazzatura praticamente davanti alla porta della sua abitazione. 

"Tu quoque, Vite…"
A ogni modo, in questa occasione il sindaco è stato pure censurato aspramente e sarcasticamente da un attore e presentatore che è tutt’altro che lontano od ostile all’Amministrazione in carica, effettivamente chiamato spesso per condurre eventi e manifestazioni su cui c’è almeno il patrocinio comunale. 
“Lucera, il meraviglioso centro storico… (Lì c'era già l'asfalto, ma anziché recuperare ad uno scempio lo si perpetra, perché più economico!)”. Questo il post pubblicato, con annessa foto come quella in alto, provocando uno straziante lamento provenuto da Palazzo Mozzagrugno: “Tu quoque, Vite, fili mi…!”. 
La presa di posizione di Vito De Girolamo è stata pure ripresa e rilanciata dalla sorella Carla ("Eh qui c'è da fare per recuperare la bellezza... Ma si può, volendo..."), altra artista che presto si occuperà su Telenorba (dietro compenso destinato dalla Giunta al network di Conversano) della candidatura a Capitale Italiana della Cultura. Ma soprattutto quella del fratello ha provocato un’altra processione di commenti quasi tutti negativi e che peraltro hanno rievocato una questione sollevata proprio da Luceraweb qualche giorno fa, a proposito della sostituzione di buona parte delle basole di Piazza San Giovanni che sono state destinate mestamente “a deposito”, in attesa di un non meglio specificato utilizzo.

L’insetto
Nel frattempo, è rimasta ancora viva la discussione sull’insetto morto nella vetrina del museo Fiorelli, accanto a un vaso musulmano medievale. Dopo aver già appurato la grande quantità di etologi, zoologi ed entomologi in città, questa settimana è servita per confermare che invece i giornalisti sono la maggioranza. Lo strascico della discussione si è concentrato sul ricorso al verbo “allertare” (la Soprintendenza) nel titolo di un quotidiano provinciale, ritenuto troppo allarmistico rispetto alla realtà della situazione. E in effetti è subito partito il simposio sull’analisi etimologica della parola, sull’opportunità di utilizzarla e sull’eventuale retropensiero che l’avrebbe generata, tutto argomentato dal basso di una manovalanza politica ed edilizia. E comunque l’insetto conviene tenerlo ancora lì per qualche tempo, perché pure in tema di tumulazioni non c’è da stare tanto rilassati, specie dopo quella piuttosto turbolenta avvenuta venerdì mattina al cimitero, con urla e strepiti talmente alti che sono arrivati fino a Corso Garibaldi dove proprio in quel momento c'era la sfilata di politici regionali a passeggio. Ma nessuno ha sentito niente, i macchinari stradali nelle vicinanze facevano troppo rumore.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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