16/02/2024 15:36:14

Lucera Capitale ‘senza’ il Padre Maestro

La Borsa Internazionale del Turismo di Milano si è conclusa la scorsa settimana e in questa edizione è stata presente anche Lucera, sia perché figura come una delle dieci finaliste a Capitale Italiana della Cultura 2026, ma anche per il suo titolo già acquisito di Capitale regionale 2025. 

La missione
La delegazione lucerina è stata guidata dal sindaco Giuseppe Pitta che si è fatto accompagnare, in un viaggio in treno, dal consigliere di maggioranza Antonio Dell’Aquila, esponente del Pd che ha pure la carica di presidente della Commissione Cultura. Nell’auto comunale, invece, hanno raggiunto il capoluogo lombardo il capo di gabinetto di Pitta, Antonio Bernardi, e il funzionario Giancarlo Flaminio, responsabile della governance della procedura di “Lucera Capitale”. A Milano hanno portato un bagagliaio di brochure, cartoline e cartelline, insomma materiale cartaceo che è stato l’unico messo a disposizione dei tour operator che invece si sono avvicinati per cercare di stabilire contatti operativi e magari valutare già un pacchetto turistico concordato con le strutture ricettive di un territorio in gara che comprende 30 Comuni. Niente di tutto questo, al contrario di altre realtà pugliesi che, pur non avendo un ruolo di primo piano come Lucera che qualche giorno fa è finita pure sul Financial Times in un reportage sulla presenza musulmana in Puglia, hanno mostrato una programmazione promozionale di tutto rispetto, a partire da Alberobello, Castellana Grotte, Polignano e Noci che stanno confezionando una corposa e convincente candidatura per il 2027, competizione a cui hanno già annunciato la partecipazione anche centri come Gravina e Galatina.
Ma ancora peggio è andata quando si è trattato di presentare le attività svolte finora, perché nella proiezione di un video di 60 secondi che doveva indicare a volo d’angelo le bellezze della città e le sua caratteristiche peculiari, qualche lucerino presente è saltato dalla sedia quando ha visto una ripresa in primo piano della statua di Padre Pio che domina Piazza del Carmine, e nessuno passaggio su San Francesco Antonio Fasani (il primo della Capitanata rispetto anche allo stesso frate con le stimmate), tanto meno al santuario trecentesco che ne custodisce le spoglie. L’imbarazzo è stato dissimulato al meglio, ma pare non sia stata ancora fatta una vera e propria ricerca di responsabilità su questa gaffe che comunque a Lucera è nota ancora a pochi ma della quale bisognerà pur chiedere conto.
“Il nostro obiettivo è quello di promuovere le bellezze della Puglia e in questo lavoro Lucera non poteva mancare – ha detto Pitta sotto lo stand della Regione – e ora la sfida è quella di vincere il titolo nazionale. Lucera e i Monti dauni provano a emanciparsi attraverso la cultura, facendo scoprire una Puglia che non ti aspetti. Conquistare il titolo italiano 2026 potrebbe essere uno straordinario volano per far scoprire a un numero importante di turisti e di viaggiatori le bellezze del nostro territorio”. 

La politica
Ma l’unica efficienza vista per davvero è stata quella grande concordia manifestata tra i due esponenti politici lucerini e tutti i colonnelli della Giunta di Michele Emiliano, a cominciare dal suo vice, Raffaele Piemontese, passando per l’assessore regionale al Turismo Gianfranco Lopane e finendo a Rosario Cusmai, “consigliere” del presidente che è costante punto di riferimento elettorale per un’intera area politica di centro-sinistra. 
E che l’operazione “Lucera Capitale” avesse una connotazione elettorale lo si era intuito fin dal primo giorno (la manifestazione di interesse è del 4 luglio 2023) ed è stato ampiamente dimostrato nei mesi successivi, tutti caratterizzati da incarichi e affidamenti diretti con una frequente marchiatura “Partito Democratico”. Lo racconta la storia e lo confermano gli atti pubblici dell’Amministrazione Pitta che finora ha investito oltre 100 mila euro, versati soprattutto (80 mila) alla Links di Torino, il soggetto che ha diretto le operazioni e curato il dossier, ma anche alla cooperativa Scopro di Monte Sant’Angelo (altri 20 mila), il vero e proprio motore organizzativo di tutta la macchina con attività di comunicazione, il tutto coordinato da Pasquale Gatta, marito della presidente di Scopro, Rossella Ciuffreda, e lui stesso portavoce dal sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo D’Arienzo, a sua volta segretario provinciale Pd del quale Gatta cura la comunicazione. 
Dentro al conteggio bisogna metterci anche qualche altro migliaio di euro per le spese di preparazione di un paio di eventi pubblici come il maxi tavolo progettuale del 1° settembre e il Clic day del 27 dello stesso mese, quando il dossier è stato inviato simbolicamente da Piazza Duomo, il pagamento (2.500 euro) al Gruppo Norba per la realizzazione di uno speciale sulla città da mandare in onda in un’apposita trasmissione, o accessori come le spese di viaggio per la missione di Milano che non hanno superato il migliaio di euro per le quattro persone impegnate per tre giorni.

Il dossier
Comunque sia, a meno di tre settimane dalle audizioni al ministero delle dieci candidate, per quanto riguarda Lucera è sicuro che il dossier presentato a Roma a settembre scorso non sarà diffuso prima del 4-5 marzo, le date in cui tutti le concorrenti (Agnone, Alba, Gaeta, L’Aquila, Latina, Maratea, Rimini, Treviso e Unione dei Comuni Valdichiana Senese) avranno un’ora di tempo per illustrarlo e promuoverlo davanti alla commissione. 
Lo ha ribadito lo stesso Gatta durante la conferenza stampa tenuta alla Bit, anche se una piccolissima (e piuttosto anonima) anticipazione è uscita oggi pomeriggio sui canali social del dicastero che sta presentando le dieci concorrenti, ma per il resto non se ne saprà nulla, se non un quadro generale delineato da Roberta De Bonis Patrignani, rappresentante di Links che ha ricordato l’arrivo e relativa gestione di ben 194 progetti da dover considerare e assemblare, anticipando solo la suddivisione dell’elaborato in sei “patrimoni”: culturale, immateriale, architettonico, naturale, relazionale e popolare.
“Durante il lavoro abbiamo capito che Lucera e i Monti dauni erano molto di più di quello che ci aspettavamo dal punto di vista puramente estetico e strutturale – ha detto - perché dietro a tutto questo c’erano persone che si sono attivate con le loro idee e le loro proposte”. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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