21/03/2024 07:27:03

Buoni pasto, ora la querelle è con l’Osl

Due diversi giudici hanno riconosciuto che una quindicina di dipendenti (o ex) del Comune di Lucera avevano diritto ai buoni pasto, ma tutti sono ancora a digiuno, perché non stanno vedendo materialmente soddisfatte le loro doglianze a seguito di altrettanti contenzioso terminati favorevolmente.
La storia è nota, e risale al 2015 quando la Giunta Tutolo decise di abolire quel benefit per i lavoratori di Palazzo Mozzagrugno, con motivazioni legate alle necessità di risparmio per le casse dell’ente. Sono stati effettivamente ripristinati solo nel 2020 con l’arrivo del sindaco Giuseppe Pitta, ma siccome nel mezzo si è verificato il dissesto finanziario, tutta la debitoria fino al 31 dicembre 2019 è materia di gestione dell’Organismo Straordinario di Liquidazione che sta proponendo a tutti i creditori una transazione del 60% dell’importo invocato.
E quindi pure questa vicenda è finita nella trattativa, ma con una procedura tutt’altro che condivisa dalla controparte che in effetti ha dovuto incaricare ancora una volta il proprio avvocato per far notare ai commissari che c’è qualcosa che non va.
“I miei assistiti accettano la proposta transattiva – ha scritto il legale, Angela Catenazzo - ma solo relativamente alle somme equivalenti ai buoni pasto maturati nel periodo giugno 2015-maggio 2017, riconosciuti con la sentenza 3070 del 10 settembre 2021. Detta precisazione è d'obbligo in quanto è stato loro pure riconosciuto, con sentenza 213 del 17 gennaio 2024, sempre del tribunale di Foggia, il diritto a vedersi corrisposti i buoni pasto anche per i periodi successivi, ovvero dal giugno 2017 al dicembre 2020, che non sono contemplati nelle somme riconosciute in via transattiva. Gli stessi, pertanto, ferma restando l'accettazione della proposta ad ognuno inoltrata, non possono sottoscrivere il modulo di dichiarazione trasmesso, contenente la dicitura a saldo ed a tacitazione di ogni diritto e pretesa nei confronti del proponente Organo e del Comune di Lucera, nonché la dicitura ‘di non avere null'altro a pretendere a nessun titolo, a meno che lo stesso non venga modificato con le precisazioni innanzi indicate”.

La soluzione si intravede però negli atti emersi negli ultimissimi giorni da Corso Garibaldi, visto che l’Amministrazione comunale ha avviato una nuova procedura di acquisto di buoni pasto suddivisa sostanzialmente in due destinazioni. Per i prossimi 24 mesi è stata individuata una necessita di oltre 14 mila tagliandi elettronici (del valore nominale di 7 euro ma rilevati al costo di 6,09) a beneficio del personale in servizio, ma risulta anche un ordine di altri 20 mila da girare sostanzialmente all’Osl per l’erogazione ai dipendenti ammessi proprio alla messa passiva, con la specifica che il riferimento è “alle annualità comprese nella gestione del dissesto finanziario”, per cui è possibile che ci sia stata una correzione in corso della procedura di liquidazione. 

r.z.


 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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