12/03/2024 07:44:56

Test delle feci, perché si cerca il sangue

Talvolta può capitare a chiunque di avvertire sintomi fastidiosi all’intestino dopo un periodo prolungato di sregolatezze alimentari, in seguito al consumo di determinati alimenti o a causa di virus intestinali. Nella maggior parte dei casi, non vi è alcun motivo di preoccuparsi poiché il problema tende a risolversi spontaneamente nell’arco di poco tempo. 
Tuttavia, se i dolori sono forti e persistenti o in presenza di alcuni fattori specifici, potrebbe essere utile approfondire la questione attraverso test diagnostici, e in particolare l’esame del sangue occulto nelle feci.
Quest’ultimo consiste in un test in grado di individuare la presenza di tracce di sangue, non visibili ad occhio nudo, nelle feci. Questo tipo di esame è particolarmente importante perché può rivelare la presenza di sanguinamenti interni all'apparato digerente, che potrebbero essere indicativi di problemi gastrointestinali, tra cui polipi, tumori, ma anche altre di condizioni mediche come emorroidi, ragadi, ulcere, diverticoli e patologie infiammatorie intestinali.
Si tratta, dunque, di uno strumento diagnostico molto utile e dal costo contenuto, che possono richiedere tutti senza obbligo di impegnativa del medico curante. È possibile prenotare l’esame del sangue occulto nelle feci attraverso i centri sanitari pubblici nazionali oppure attraverso le piattaforme di prenotazione private come CupSolidale, il portale che compara i prezzi delle strutture private sul territorio e consente di prenotare direttamente online l’esame nella propria città o in quella più congeniale in base alle proprie esigenze.

Quando è opportuno effettuare l'esame del sangue occulto nelle feci?
L’esame del sangue occulto nelle feci si rivela utile in diverse circostanze, come in presenza di sintomi quali dolori addominali, gonfiore addominale persistente e alternanza di diarrea e stipsi. Inoltre, viene utilizzato anche come primo step per lo screening per il cancro al colon.
In quest’ultimo caso, le linee guida suggeriscono di sottoporsi all’esame ogni due anni a partire dai 50 anni di età. Tuttavia, per chi ha un rischio maggiore di sviluppare questa neoplasia, come coloro con una storia familiare di cancro colorettale o che soffrono di alcune condizioni predisponenti, come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa, il test potrebbe essere consigliato a partire da un'età più giovane.

Sangue occulto nelle feci: preparazione all’esame
L’esame del sangue occulto nelle feci prevede la raccolta di uno o più campioni di feci, tramite un apposito contenitore dotato di piccolo cucchiaio raccoglitore. Il campione va poi portato in un laboratorio di analisi e, nel frattempo, deve essere conservato in frigorifero per un massimo di 3 giorni.
La preparazione che bisogna seguire prima di effettuare l’esame dipende dalla tipologia di test al quale ci si sottopone. Esistono, infatti, due metodi per eseguire il test del sangue occulto nelle feci: il test al guaiaco e il test immunochimico.
Il test al guaiaco rileva la porzione non proteica dell'emoglobina, ovvero il gruppo eme presente nelle feci. Questa può avere, però, anche origine animale ed essere assunta tramite l’ingestione di carne. Inoltre, il gruppo eme resiste alla degradazione da parte dell’intestino, pertanto questa tipologia di test è in grado di rilevare anche un sanguinamento che riguarda lo stomaco o le gengive. Al fine di evitare falsi positivi con il test al guaiaco, quindi, è importante astenersi dal consumo di carne nei tre giorni precedenti all’esame, evitare di assumere alcuni farmaci come i FANS ed assicurarsi di non soffrire di sanguinamento gengivale.
Il test immunochimico, invece, rileva la presenza dell'emoglobina umana integra nelle feci. Il suo risultato non viene influenzato né da eventuali sanguinamenti del tratto digestivo superiore, né dall’assunzione di carne. Tuttavia, anche in questo caso è sconsigliata l’assunzione di FANS nei giorni precedenti all’esame ed è opportuno non effettuarlo durante il ciclo mestruale.

Test del sangue occulto positivo: cosa fare?
Un risultato positivo al test del sangue occulto nelle feci non indica necessariamente la presenza di cancro o di una patologia preoccupante. Come accennato, infatti, la presenza di sangue nelle feci può essere dovuta a cause meno gravi, come le emorroidi e le ragadi anali.
Tuttavia, l’esito positivo dell’esame richiede sempre ulteriori valutazioni da parte di un medico, che potrebbero includere una visita colonproctologica o ulteriori esami come la colonscopia, per escludere o confermare la presenza di patologie intestinali.
Sarà compito dello specialista decidere quale iter diagnostico intraprendere, a seconda dell’eventuale sintomatologia presente, e stabilire le cure per risolvere il problema che ha scatenato il sanguinamento occulto. 

Red. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0322s.