18/03/2024 16:39:02

Dieci arresti nella polizia penitenziaria

I carabinieri del Comando provinciale di Foggia, supportati in fase esecutiva da personale della polizia penitenziaria, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip del tribunale di Foggia su richiesta della locale procura, nei confronti di dieci appartenenti alla polizia penitenziaria in servizio nella casa circondariale del capoluogo. Le ipotesi di reato, a vario titolo e in concorso, sono di tortura, abuso d’ufficio, abuso di autorità contro arrestati o detenuti, omissione d’atti d’ufficio, danneggiamento, concussione, falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione, distruzione e occultamento di atti pubblici.

Sono quasi tutti di Lucera, tra origine e residenza. Si tratta di Nicola Calabrese di 50 anni, Raffaele Coccia di 38, Massimo Folliero di 52 e Vittorio Vitale di 54 anni. Assieme a loro figurano altri residenti a Lucera, come Annalisa Santacroce, 47enne originaria di Volturino, e dirigente nazionale del sindacato Sinappe, Flenisio Casiere di 38 anni e Giuseppe Toziano di 26, entrambi originari di Foggia, e Pasquale D’Errico di 28, di San Giovanni Rotondo. Chiudono la lista Giovanni Di Pasqua di 56 anni di Foggia e Vincenzo Piccirillo, 53 anni di Stornara.

Le indagini avrebbero fatto emergere gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati, indiziati di aver partecipato con ruoli diversi a un pestaggio compiuto l’11 agosto 2023 nei confronti di due detenuti. Contestualmente all’aggressione, altri due sarebbero stati inoltre arbitrariamente sottoposti a misure di rigore non consentite.  
Nel corso delle investigazioni sarebbe stata documentata la predisposizione e la sottoscrizione di atti falsi finalizzati a celare le violenze perpetrate e a impedire che venissero emesse a carico delle persone offese le diagnosi delle lesioni riportate. Sarebbero state, inoltre, accertate minacce e promesse di ritorsioni attraverso le quali due indagati avrebbero costretto le vittime a sottoscrivere falsi verbali di dichiarazioni, in cui era riportata una versione dei fatti smentita dagli esiti delle indagini.

Red. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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