28/03/2024 13:55:13

Tre cause di affanno per l'ospedale Lastaria

All’ospedale Lastaria di Lucera sono sempre accesi gli allarmi sull’effettiva erogazione di servizi stabiliti per i cittadini, con limitazioni spesso causate dalla carenza di medici specialisti. In questo periodo i fronti aperti sono sostanzialmente tre, a partire da quella purtroppo consolidata del pronto soccorso, per il quale va avanti ormai da tre anni la soluzione (sebbene non continuativa) di ricorrere a una convenzione con i medici del 118 della Asl, chiamati a coprire turni in Viale Lastaria fuori dal proprio orario di lavoro standard. La direzione generale del Policlinico di Foggia dal 1° marzo scorso ha attivato altri sei mesi di accordo, per far fronte alla carenza di personale nella disciplina di emergenza–urgenza che poi riguarda in realtà anche il grande hub del capoluogo. “Allo stato attuale sono ancora presenti le stesse criticità dovute alla carenza dei dirigenti medici nella disciplina – si legge nella delibera – e questa si prefigura come unica soluzione”.
Per l’occasione, è stata confermata pure una retribuzione oraria di 60 euro, oltre oneri previdenziali ma senza ulteriori compensi aggiuntivi, anche se poi è stato previsto il rimborso dell’Irap, del fondo assicurativo in ragione dello specifico trattamento ai quali i compensi aventi natura retributiva sono assoggettati, e la corresponsione alla Asl del 5% per le spese amministrative.
Ma nel frattempo gli affanni riguardano altri due settori che stanno denotando una situazione di allarme per ragioni diverse, tuttavia accomunate dal timore di una sospensione dei servizi, al momento comunque non accertata. 

Anzitutto c’è il caso spinoso dell’Ortopedia, guidato dal dottor Rosario De Mita che ha lamentato spesso una condizione di “solitudine” vissuta negli ultimi dieci anni, e che avrebbe risolto personalmente con le dimissioni già presentate. In effetti, risulta vincitore di concorso nella Asl per la quale prenderà servizio nel giro di un paio di mesi, per cui si tratta degli ultimi giorni del medico foggiano nel reparto che egli stesso aveva fondato nel 2004, assieme al compianto Federico Iuppa. Pure per questa branca si tratta di un impatto importante, perché viene svolta un’intensa attività sia ambulatoriale, con circa 3.500 prestazioni all’anno, che chirurgica, visto che nelle sale operatorie del nosocomio figurano in media 250 interventi in modalità day service, cioè senza degenza notturna, soprattutto nel settore della mano o della rimozione di protesi. Il Policlinico potrebbe e dovrebbe nominare un sostituto attingendo al concorso specifico in via di espletamento a Foggia.

E poi c’è la Medicina del Dolore, presidio sempre più frequentato e apprezzato, centro di riferimento regionale ed extra regionale della specialità. Il 2023 si è chiuso con oltre 2 mila visite e procedure ambulatoriali e circa 800 prestazioni di terapia antalgica interventistica, in costante crescita e gradimento da parte dell’utenza che vede in quella struttura letteralmente sollievo alle proprie sofferenze derivanti da svariate patologie, trattate con procedimenti di elevato livello applicativo secondo le linee guida nazionali ed internazionali specifiche. Il responsabile medico, Leonardo Consoletti, è andato in pensione un paio di mesi fa, e al momento non è stato ancora individuato un sostituto a capo di una struttura che è attiva da soli tre anni, dotata di tre ambulatori, due posti letto specifici e soprattutto una sala operatoria dedicata, attrezzata con le migliori tecnologie, tra cui la possibilità di effettuare esami radiologici durante l’intervento. In questo momento le attività vengono portate avanti da tre anestesisti e rianimatori (oltre a infermieri, ausiliari e tecnici di radiologia ed elettrotecnica) che però devono condividere anche i turni al Policlinico di Foggia, per cui quelli di Lucera vengono assicurati con una certa difficoltà.

Riccardo Zingaro
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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