24/03/2024 20:41:37

Il tribunale dei matrimoni non è solo civile

Per mettere fine a un matrimonio non esiste solo il tribunale civile, ma pure quello ecclesiastico che in Puglia è unico ed ha competenza su tutte le diocesi da cui tutto parte per le richieste di annullamento. Nei giorni scorsi l’organismo ha inaugurato un nuovo anno giudiziario, presentando il bilancio delle attività svolte in evidente aumento. 
Per accedere a questo speciale tipo di giudizio ci sono ovviamente delle spese da pagare, ma sono previste anche agevolazioni per sostenerle con esoneri parziali o totali in funzione del reddito prodotto, senza contare la concessione del gratuito patrocinio. Attorno a questo sistema giudiziario gravitano 113 avvocati ammessi con vari livelli di specializzazione, tra rotali, patroni stabili, laureati in diritto canonico, licenziati ed “esperti” in diritto canonico, di cui solo 10 operanti in Capitanata.
Dalle diocesi della provincia di Foggia sono state introdotte 43 nuove cause, così suddivise: 15 da Foggia-Bovino, 9 da Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, 7 da Cerignola-Ascoli Satriano, 8 da San Severo e 4 da Lucera-Troia. 
Il numero è praticamente lo stesso dell’anno scorso, mentre il totale pugliese arriva a 230, in aumento rispetto al 2022, ma figurano pendenti ancora 240 procedimenti, sebbene la maggior parte si concluda nel giro di dodici mesi, anche grazie al “sensibile snellimento delle procedure stabilito dalla riforma pontificia”, ha riferito il vicario giudiziale, con Pasquale Larocca. 
Nell’ambito della Capitanata ne sono state decise 42, la quasi totalità in accoglimento della richiesta presentata, vale a dire con la dichiarazione di nullità del matrimonio. Le principali motivazioni sono state associate anzitutto alla esclusione della indissolubilità, ma anche l’incapacità consensuale, l'incapacità ad assumere gli obblighi coniugali, la simulazione del consenso, l'esclusione della prole o della fedeltà e infine addirittura il timore.
“Continuiamo ad impegnarci anche nel cercare di avvicinare di più i fedeli alla nostra istituzione – ha detto Larocca nel suo intervento introduttivo – riducendo diffidenze e incomprensioni che per anni hanno accompagnato la vita dei tribunali ecclesiastici, a causa dell’eccessiva lunghezza dei processi o la corresponsione di oneri economici esagerati. Del resto, i dati parlano chiaro, provenienti dai distretti delle Corti di Appello di Bari e di Lecce. In Puglia, presso i Tribunali civili, al 30 giugno 2023 sono state introdotte 9.993 cause di separazione e divorzio (tra consensuali e giudiziali): 5.763 per il distretto di Bari e 4.230 per quello di Lecce. La evidente sproporzione numerica rispetto ai procedimenti pendenti presso il nostro Tribunale Ecclesiastico appare impressionante. Dovremmo interrogarci sul motivo per cui solo una piccola percentuale di coniugi si rivolge al discernimento giudiziale della Chiesa, pur avendo celebrato un matrimonio religioso. Anche se, va sottolineato, non tutti i matrimoni falliti sono di per sé nulli”.
Il moderatore del tribunale è l’arcivescovo di Bari, monsignor Giuseppe Satriano, presente alla cerimonia celebrata a Largo San Sabino in cui sono intervenuti anche l’arcivescovo di Foggia-Bovino, Giorgio Ferretti, e il vescovo di San Severo, Giuseppe Mengoli, con la partecipazione del vice ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto.
La competenza territoriale per la metropolia di Foggia come istruttore è di monsignor Mario Cota, vicario giudiziale aggiunto incardinato nella diocesi di San Severo, ma nell’organico figurano anche sacerdoti giudici come Massimo Gagliardi (San Severo), Agostino Divittorio e Ilario Iwaka Kitambala (Cerignola-Ascoli Satriano).

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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