03/04/2024 09:32:02

La salute orale dei cittadini di Capitanata

Dal presidente dell’Albo degli Odontoiatri della provincia di Foggia, Pasquale Pracella, arriva un allarme sull’assistenza pubblica del settore, ritenuta aperta ad un numero sempre minore di pazienti, con penalizzazioni per gli indigenti.
“E’ una situazione che mette in forte pericolo la salute orale dei pugliesi – ha detto, riferendosi all’accesso alle prestazioni odontoiatriche nel pubblico – perché queste saranno riservate solo ad una fetta di utenti, con reddito Isee inferiore a 8.263 euro. Ma chi ha un reddito superiore non può avere accesso alla struttura pubblica. Tutto questo senza dare indicazioni precise ai vari uffici amministrativi periferici, tanto è vero che a Lucera, e non solo, hanno chiuso le agende a tutti. La visita, secondo i Lea, va garantita a tutti, anche allo stesso direttore generale. Poi se si devono fare delle prestazioni bisogna avere il reddito Isee inferiore a 8.263 euro. Ovviamente, nel mio ruolo di presidente degli Odontoiatri della Provincia di Foggia, avendo a cuore la salute orale dei cittadini, non posso accettare una situazione del genere. La cosa disarmante è che sembra che questa vicenda non interessi a nessuno. La peggiore applicazione, sul territorio nazionale, di questa normativa è in Puglia, e ancora di più in Capitanata. Tengo a evidenziare che l’80% della popolazione non si reca negli studi privati, compresi i low cost di Albania e Croazia. Quindi una buona fetta della popolazione non può curarsi i denti. E’ evidente che così si ripete una situazione già applicata nel 2018, sospesa nel 2023 e reintrodotta in questi giorni dalla Asl Foggia, che nasce dalla legge Lorenzin sui Lea recepita in piena autonomia dalla Regione Puglia, e nella maniera peggiore in Italia e nella Provincia di Foggia. Quindi chi ha un reddito fino a 8.263 euro può avere solo la visita. C’è poi un aspetto anticostituzionale da tenere presente, riferito agli utenti che pagano la visita: dopo aver versato la quota per il ticket successivamente, dopo che Asl ha incassato la somma per la visita, non si può dare assistenza per ulteriori prestazioni. Una situazione perversa che si ripercuote sulla salute orale dei cittadini che non è solo salute orale ma anche  generale”. 

Red. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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