26/05/2024 21:13:44

I lucerini con il ‘Vabbèismo’ dilagante

Massimo Gramellini qualche giorno fa sul Corriere della Sera ha lanciato e descritto una nuova corrente di pensiero, effettivamente sempre più dilagante: il Vabbèismo. Si tratta in pratica di un modo di concepire, analizzare e poi definire la realtà e l’attualità sempre in funzione di se stessi, e non piuttosto della oggettività degli avvenimenti, lasciando però sempre ad altri la responsabilità e l’onere di intervenire, rigorosamente a piacimento.
Naturalmente lui lo spiega molto meglio, partendo dai fatti della Regione Liguria dove sarebbero girate tangenti: “Possibile che nessuno se ne sia accorto prima e, accortosene, non senta il bisogno di intervenire? La magistratura, quando arriva, arriva comunque dopo. Mentre una società sana, o un po’ meno guasta, dovrebbe avere dentro di sé gli anticorpi per fermare certe infezioni prima che sia troppo tardi. Specie se si tratta di una società finanziata dai contribuenti. Non è moralismo né invito alla delazione, ma l'articolo 54 della Costituzione dice che: «I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore». Se non lo fanno, chi sta loro accanto dovrebbe ricordarsene e magari ricordarglielo. Invece la reazione classica consiste sempre in un «e vabbè...» in cui si mescolano servilismo, menefreghismo e rassegnazione a un andazzo che non scandalizza più nessuno perché nessuno pensa davvero che possa cambiare. Quanti di coloro che spettegolano sulla vita da nababbo di quel manager pubblico ne erano perfettamente al corrente anche l'altro ieri, ma hanno sempre tacitato gli scrupoli di coscienza dicendosi «e vabbè...»?”.

Cosa centra questo atteggiamento con Lucera? E’ facilmente e perfettamente sovrapponibile a tantissime situazioni che, per fortuna, non avrebbero a che fare con mazzette e voto di scambio, ma sono altrettanto indicative di un atteggiamento per il quale si cerca prima di capire chi sia l’autore di un determinato gesto od omissione, e poi eventualmente ci si indigna per qualche secondo, lasciando al massimo la propria traccia sui social (ma magari cancellata dopo qualche minuto), e poi tornando a fare lo stesso (e magari anche peggio) nella propria sfera di competenza, che si tratti di personaggio pubblico o di privato cittadino.
“E’ uno schifo”, “E’ una vergogna”, “Ci vogliono le telecamere”, “Ci vogliono le multe”, “Se ne fregano di tutto”. Questo è il campionario più diffuso di espressioni che lasciano ovviamente il tempo che trovano davanti a fatti e situazioni descritte per la maggior parte da Luceraweb, tra raccolta e gestione rifiuti, rispetto e valorizzazione del patrimonio pubblico, erogazione di servizi, salvaguardia di ambiente e paesaggio, trasparenza degli atti amministrativi, tutti argomenti che poi non trovano riscontro nella realtà delle sollecitazioni da fare a chi si occupa della cosa pubblica. Perché in un contesto completamento abulico e privo di reale partecipazione e coinvolgimento, compensato da diffusa indifferenza, come si può pretendere che un primo cittadino (non per forza quello attualmente in carica, naturalmente) da solo possa riuscire a dare una sterzata all’andazzo generale, se non adeguatamente sollecitato da una cittadinanza (e da una maggioranza) a cui sembrano invece stare bene tantissime situazioni che indignano solo a parole?

Anche in questo caso ci vogliono degli esempi, così forse si capisce meglio, specie quando si tratta di singulti di legalità e rispetto delle regole manifestati da parte dell’ente in tutte le sue componenti.
Il Comune vuole mettere ordine nella conduzione del palasport? “E vabbè, ma poi i bambini dove devono giocare?”, rispondono consiglieri comunali, avvocati, giornalisti e genitori, specie questi ultimi che però non si sono mai posti il problema nei sei mesi precedenti da quando la questione è scoppiata pubblicamente. 
Qualcosa del genere si intravede per l’altro scottante dossier legato allo Stadio? “E vabbè, ma così il calcio a Lucera scompare, non è ammissibile”.
Il Comune vuole mettere ordine nella valorizzazione dei chioschi? “E vabbè, ma così chiude il mio luogo dell’anima”, risponde chi pensa solo a dove passare le sere d’estate, con tanto di mobilitazione generale che non si è vista per questioni che sono centinaia di volte più importanti.
Durante alcune feste o ricorrenze (commerciali) comandate, spuntano da ogni parte venditori abusivi di fiori, piante o regali, danneggiando esercenti storici che pagano tasse e tributi e (giustamente) si arrabbiano per la concorrenza sleale anche in tema di frutta e verdura? “E’ vabbè, ma pure quelli devono lavorare”, risponde chi fa tutt’altro mestiere e non viene colpito dallo sciame di gazebo e bancarelle in libertà.
Succede da anni che un terzo dei lucerini non paga la Tari e magari abbandona i suoi rifiuti per strada perché non ha nemmeno il contenitore dove conferire poiché non ha diritto ad averlo in quanto contribuente “sconosciuto” al Comune: quell’ammanco di circa 2 milioni di euro all’anno tra poco provocherà un nuovo dissesto finanziaro dell’ente? “E vabbè, ma qua la gente non ha nemmeno i soldi per mangiare”, si è sentito dire anche da qualche amministratore comunale in carica che recentemente ha perfino smentito se stesso, ben sapendo che il nuovo crac arriverà quando lui (forse) non ci sarà più a Palazzo Mozzagrugno.
La città è falcidita da furti, rapine e aggressioni? “E vabbè, ma i dati dicono che i delitti sono in calo”, risponde Giuseppe Pitta accusando pubblicamente Luceraweb di allarmismo, facendo finta di non capire che i cosiddetti "dati" si basano sulle denunce che i cittadini (colpevolmente) ormai neanche presentano più, e questo non vuole dire assolutamente che i fenomeni siano in diminuzione.

Ci sarebbe da continuare per giorni a raccontare cosa non va a Lucera, e cosa continuerà a non andare, perché un governo locale (e non solo quello) deve sentire la pressione della cittadinanza per indurre a prendere decisioni e provvedimenti che vadano realmente a beneficio della collettività, sfidando comprensibilmente anche l'impopolarità sempre temuta dai politici. E questo dovrebbero farlo i lucerini? E vabbè, ma quando mai…

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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