30/05/2024 09:22:47

Un mese di cronaca a Lucera

Riepilogando brevemente e per sommi capi (perché questo report non è chiaramente allineato a quanto riferito ufficialmente dai cittadini alle forze dell’ordine), si può già elencare quanto accaduto a Lucera nel mese di maggio che peraltro deve ancora terminare. 
Anzitutto c’è un preambolo del 30 aprile scorso, quando a San Giusto c’è stata una rissa poi tacitata con una fucilata sparata al volto di un rumeno, per la quale è accusato un lucerino che si trova ancora detenuto in carcere. Chissà che il periodo non si sia già chiuso con l’altra verificatasi l'altro ieri in Via Napoleone Battaglia, per la quale i contorni sono ancora tutti da chiarire, mentre è sicuro che in mezzo ai passanti e alle automobili in transito sono venuti a contatto due nuclei familiari che avevano già dei pregressi, poi esplosi nell’episodio dal quale sono usciti due feriti, altrettanti fermi, e una serie di elementi da approfondire sulle cause che hanno generato il litigio, gli effetti collaterali (c’è anche una gomma di auto bucata), gli oggetti utilizzati (sicuramente un coltello, alcuni attrezzi agricoli o edili, mentre si è solo parlato di una pistola, qualcuno l’avrebbe pure vista, ma colpi di arma da fuoco non se sono stati sparati) e i risvolti di carattere penale.
Nel periodo intercorso tra queste due vicende, è successo un po’ di tutto: due rapine, entrambe portate a termine, una (di cui si è saputo solo a distanza di giorni) di 9 mila euro la mattina dell’8 maggio ai danni di una sala giochi, e un’altra la sera successiva con 4 mila euro portati via da una tabaccheria in pieno centro storico; a queste si aggiungono un violento pestaggio di un giovane, avvenuto la notte del 4 maggio scorso quando è stato colpito con un oggetto metallico (forse un martello) direttamente sul volto, tanto da indurre i sanitari del pronto soccorso di Lucera a disporre il suo immediato trasferimento al Policlinico di Foggia; la lista poi si allunga con almeno tre furti clamorosi, perché avvenuti in altrettanti luoghi pubblici, come la cattedrale (dove due ragazze la mattina dell’8 maggio sono entrate con un monopattino elettrico con cui hanno caricato un contenitore per le offerte per poi uscire indisturbate dal tempio angioino), l’Ufficio del Giudice di Pace (dove nella notte tra il 14 e il 15 maggio è stata forzata la macchinetta delle bevande e sono stati rubati solo piccoli oggetti di proprietà del personale dipendente della struttura), lo Stadio Comunale (dove due giorni prima i danni della rottura di due porte sono stati sicuramente maggiori del bottino di un solo borsone da calcio); solo a maggio sono state rese note due truffe ai danni di anziani, e almeno un altro paio risalgono al solo 2024; non è mancato l’arresto di un pregiudicato di 50 anni che è finito in carcere per un cumulo di pene da scontare per reati risalenti anche a dieci anni fa. Tutto questo, condito da un numero ormai incalcolabile di furti in appartamenti e box soprattutto nelle periferie, effettivamente incalcolabile perché solo una minima parte di questi colpi poi finisce sulle scrivanie dei presidi locali di pubblica sicurezza, spesso per la pochezza delle merci rubate ma anche per la scarsa voglia di dover perdere tempo a denunciare la mancanza di qualcosa che statisticamente non tornerà indietro, così come statisticamente nessuno di questi malviventi è stato finora assicurato alla giustizia. Più o meno la stessa cosa che succede con le sparizioni di automobili, altro capitolo sanguinoso sempre in continuo aggiornamento, anche in questo caso poco quantificabile, perché bisognerebbe totalizzare le auto recuperate con (l’altrettanto) reato del “cavallo di ritorno”, senza contare che sempre più spesso le azioni legali nei confronti dei presunti autori vengono poi misteriosamente rimesse anche a processo in corso, dando seguito ai dettami della contestata Riforma Cartabia che prevede il perseguimento di questo tipo di reati solo con querela di parte. 
Questi sono i fatti, reali e incontrovertibili. E siccome l’approccio istituzionale su questo argomento si basa esclusivamente sui dati, già così quegli stessi dati dicono che a Lucera più di qualcosa è successo nel giro degli ultimi 30 giorni, destando evidente preoccupazione nella popolazione che percepisce il concetto di sicurezza urbana in maniera sempre più precaria. 
Ma tutti questi tipi di reati non solo si sommano, ma si ingrossano nella mente della gente che sopporta sempre meno le minimizzazioni istituzionali con un mantra ormai ricorrente, del tipo: “E vabbè, ma i delitti sono in calo…”, frasi a cui evidentemente non crede più nessuno, forse nemmeno chi le pronuncia.

r.z.
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0469s.