09/07/2024 07:39:51

Tabula rasa al sito Alghisa

Una delle notizie più belle che la città potesse salutare negli ultimi anni è stata sporcata da una polemica politica che ha naturalmente distratto dalla sostanza di un evento a suo modo storico: al sito Alghisa sono stati completamente rimossi tutti quei rifiuti che giacevano da anni sui piazzali dell’ex stabilimento siderurgico. Le collinette di scorie saline di alluminio di seconda fusione non ci sono più; le decine di big bag di materiale magari neanche meglio specificato hanno preso la strada della discarica autorizzata; le strutture fatiscenti sono state quasi del tutto smontate e portate a smaltimento.

Insomma, un vero e proprio sospiro di sollievo per la comunità che vedeva da decenni quel sinistro spettacolo sulla Statale 17, a poche centinaia di metri dal centro abitato, anche stavolta finito nella bufera mediatica, anzi direttamente social, in una corsa all’autoattribuzione di meriti partita direttamente dal sindaco Giuseppe Pitta che qualche giorno fa si è precipitato sul posto per inquadrare con il suo smartphone l’ultimo rimorchio che stava per lasciare la struttura, commentando le immagini con un annuncio urbi et orbi: “Finalmente i lavori sono terminati – ha detto – e questo è un lavoro frutto dell'impegno di una intera comunità. Questo è veramente un grazie sincero alla città per la pazienza e la fiducia dimostrata negli anni. Un grazie va alla precedente amministrazione che ci ha creduto ed ha gettato le basi per la risoluzione di questo annoso problema. Un grazie va alla attuale amministrazione, a tutti i mei collaboratori, che con dedizione e spirito di servizio hanno portato a termine un lavoro essenziale per il futuro, come se fosse esclusivamente figlio loro. Perché il futuro della città non ha colori, ha solo risultati. Un grazie sincero va agli uffici comunali, a tutti i dipendenti, al valente dipendente ormai pensionato Sandro Villani che si è dedicato anima e corpo anche dopo pensionato, a tutto l'ufficio Opere Pubbliche, e ai dirigenti”.

Stava ancora parlando nella sua diretta pomeridiana con mascherina sul volto, e già qualcuno gli ha fatto notare che questa vicenda ha sostanzialmente un solo padrino, riconosciuto anche da alcuni suoi feroci detrattori, per cui quella letterale fuga in avanti sembrava improvvida e poco rispettosa di chi aveva inciso profondamente su un dossier aperto nel 2019, quando l’allora sindaco Antonio Tutolo era riuscito a sbloccare con i soldi e la collaborazione della  Regione Puglia una questione che sembrava più immobile degli stessi cumuli sottoposti per decenni alla dispersione di pulviscolo, prima inquadrando la procedura come un intervento in danno alla curatela fallimentare (e quindi con successiva acquisizione dei suoli da parte del Comune) e poi ottenendo un primo finanziamento di 9 milioni di euro che peraltro si sono rivelati insufficienti. Nel 2021, infatti, da consigliere regionale ha dovuto spendersi per far aggiungere altri 3 milioni che si erano resi necessari a causa dell’imprevisto spuntato dal fondo delle cataste, vale a dire enormi blocchi per i quali era necessaria una preventiva frantumazione sul posto, prima del conferimento in discarica.  
Questa è storia difficilmente contestabile, e infatti il diretto interessato ha mostrato di non gradire affatto l’uscita del suo successore, cogliendo pure l’occasione per rilanciare il tema e sostanzialmente sfidarlo a fare meglio.

“Quella appena terminata è solo la messa in sicurezza – ha detto Tutolo in una sua immancabile diretta Facebook – ma non è certo finito il lavoro, perché ora si tratta di fare la caratterizzazione del sito, cioè capire quanto sia eventualmente inquinato il sottosuolo e da cosa. Il terzo stadio sarà poi quello di stabilire cosa fare di quel luogo, possibilmente creando qualcosa da mettere a disposizione dei cittadini con una bella operazione di riqualificazione. Nel frattempo, devo rilevare che l’attuale sindaco (non si citano mai per nome, reciprocamente, ndr) non ha fatto niente nè adesso né quando era delegato provinciale all’ambiente. Capisco la frustrazione, ma la gente non è fessa, sa come stanno le cose ma si cerca di far passare un messaggio diverso come se i cittadini fossero dei cretini. Del resto, non si capisce quali atti siano stati prodotti negli ultimi anni, se non forse i mandati di pagamento all’impresa appaltatrice, perciò questa vicenda è veramente incredibile. Io mi vergognerei, perché le medaglie bisogna mettersele dopo aver fatto qualcosa di proprio, e allora vediamo cosa riesce a fare l’attuale amministrazione sulla verifica delle falde acquifere, per la quale sono già pronti alla Provincia 150 mila euro che feci mettere io da parte. Bisogna andare a prendere quei soldi e continuare l’opera, prima della sua conclusione magari realizzando una struttura pubblica. Io avevo ipotizzato una pista da cross e skate, ma ci possono essere altre mille idee a beneficio magari dei più giovani”. 

Riccardo Zingaro
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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