27/06/2024 09:43:57

Lo strano caso della palestra nello Stadio Comunale

Scoppia il caso politico della palestra realizzata e utilizzata da otto mesi nella pancia della tribuna dello Stadio Comunale, con accesso di clientela esterna e relativo pagamento di rette. In realtà non è una questione nuova, perché l’inaugurazione della struttura risale ad ottobre dell’anno scorso, ma pare che dalle parti dell’Amministrazione Pitta nessuno ne sapesse niente, né il sindaco e nemmeno il consigliere comunale Antonio Dell’Aquila, il socio di maggioranza del Lucera Calcio che conduce da anni l’impianto di Via Bologna. Non è dato sapere se ne sia informata l'assessora allo Sport, Emanuela Gentile, perchè assente alla seduta di giovedì scorso, mentre quella al Patrimonio, Maria Barbaro, ha fatto sapere di attendere da mesi la risposta dagli uffici comunali a cui ha chiesto approfondimenti. E' certo, invece, che ne sia a conoscenza qualche consigliere associato apparentemente alla minoranza. 
Il dato oggettivo è che non sono emerse risposte contrarie o tanto meno smentite alla precisa domanda posta da Francesco Di Battista durante il momento delle interrogazioni: “Sono venuto a conoscenza di questa cosa nel circolo ‘Fratelli d’Italia’ – ha detto nel suo intervento – e quindi chiedo di sapere se sia vero, perché se così fosse sarebbe una cosa molto grave quella di esercitare un’attività lucrativa all’interno di un luogo pubblico e senza alcuna autorizzazione preventiva da parte dell’ente che risulterebbe ignaro. Chiedo di verificare quanto affermato e di riferire già nel prossimo appuntamento”.

Sindaco e vice (con delega anche al Contenzioso), Giuseppe Pitta e Claudio Venditti, hanno assicurato di effettuare approfondimenti specifici e di rispondere il prima possibile, perchè potrebbe anche essere una boutade da chiarire doverosamente, ma se non altro questa situazione conferma quanto sia lacunosa la gestione degli impianti sportivi in città, asset straordinari per i quali emergono solo problemi e disagi per l’utenza, ammanchi economici e in generale mancata valorizzazione con ripercussioni dirette sulle società sportive, i cui accessi sono preclusi o sempre più difficoltosi per lo stadio e il palasport, ma nel patrimonio figura anche il Centro sportivo San Pio X. Tutto questo ancora di più dopo la fissazione, in relazione alla possibile internazionalizzazione, delle tariffe di accesso che gli addetti ai lavori hanno giudicato fin troppo esose e quindi respingenti per sodalizi che vogliano avvicinarsi per svolgere le rispettive attività. Il mese scorso la Giunta ha stilato un prospetto che va da un minimo di 30 a un massimo di 180 euro all’ora solo per le società locali, mentre per una giornata intera si può arrivare anche a 500 euro.
Di contro, quindi, ci potrebbe essere chi invece si è organizzato autonomamente in termini logistici e finanziari, acquisendo spazi e stabilendo costi di utilizzo delle consulenze e dei macchinari installati.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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