30/06/2024 21:02:01

Pitta 'assume', Di Battista attacca

Stavolta i mugugni trapelano quasi più dalla maggioranza rispetto all’opposizione, solo che i secondi sono già noti e individuabili anche se pochi, mentre i primi sono rigorosamente anonimi. Ma questa situazione descrive meglio l’audacia dell’operazione messa a segno in settimana dal sindaco Giuseppe Pitta, il quale ha impiegato pochissimi giorni per portare a termine un intendimento che aveva dichiarato esattamente un anno fa, quando era stato approvato il Piano delle assunzioni dell’ente proprio fino al 30 giugno 2024.
Negli ultimi mesi si è registrato effettivamente l’arrivo di alcuni vigili urbani, sia attingendo ad altre graduatorie che attraverso un concorso autonomo che però ha riservato errori di gestione, critiche politiche e querele non ancora definite, assieme all’innesto di diversi funzionari con competenze tecniche e contabili, rinforzando uffici e settori che erano ridotti ai minimi termini. Tuttavia nuovi problemi si prospettano a breve termine, dopo l’addio dello storico funzionario Lucio Barbaro, il quale sabato mattina è approdato al Comune di Manfredonia come dirigente tecnico, dopo 23 anni trascorsi a Palazzo Mozzagrugno dove ha gestito fino all’ultimo importanti e delicati dossier, sia progettuali che gestionali. 

Insomma, situazioni fluide e fisiologiche in tema di nuovi arrivi, comprese un paio di evidenti “inclinazioni” da Partito Democratico nella scelta di altrettanti elementi letteralmente portati a Corso Garibaldi, ma è l’ultima che sta facendo salire la tensione in tema di opportunità politica e amministrativa, ferma restando la legittimità della procedura di istituzione dell'Ufficio di Staff e relativa assunzione, con la formula dell’intuitu personae (cioè scelta personale e discrezionale) di una figura professionale che su base strettamente fiduciaria si occupi di ricercare finanziamenti del Pnrr, monitori il loro andamento progettuale e poi ne dia conto all’opinione pubblica con apposita comunicazione esclusivamente sull’argomento. Per lo scopo, a metà giugno è stato indetto un avviso pubblico nel quale sono stati indicati come requisiti una generica laurea in materie economiche e non meglio specificate competenze in comunicazione istituzionale. 

“A me sembra un vestito cucito addosso a qualcuno di preciso – aveva subito avvertito il consigliere comunale di minoranza, Francesco Di Battista, la scorsa settimana in aula con la procedura ancora aperta – ma se il sindaco ha già scelto, perché ricorrere a questo sistema dispendioso e falsamente trasparente? Comunque sia, poi vedremo gli esiti”.
E gli esiti sono apparsi in maniera fulminea, perché lunedì scadeva il termine per la presentazione delle candidature, martedì è stato effettuato il colloquio definito “conoscitivo e motivazionale” tra i due soli partecipanti ammessi, e mercoledì è stata promulgata la determina che prevede l’assunzione a tempo determinato con la qualifica di funzionario categoria D, fino alla fine del mandato amministrativo, della dottoressa Mafalda De Nicola. 
Si tratta della moglie di Michele Schiavitto, uno degli amici più stretti del primo cittadino e peraltro animatore, promotore politico e presentatore formale della lista “Pitta Sindaco”, la formazione civica più suffragata a settembre 2020, quando ha portato in Consiglio ben quattro elementi, esprimendo un assessore e anche il presidente dell’assemblea Pietro Di Carlo. 

A suggellare l’operazione è stato il segretario generale Gianluigi Caso che ha prodotto ad horas tutta la documentazione necessaria per perfezionare il decreto della stesso Pitta che recita così a proposito della prescelta a ricoprire l’incarico, “tenuto conto delle risultanze curriculari unitamente all’esito del colloquio, in ragione delle competenze contabili maturate anche grazie all’esperienza pluriennale in attività contabili attinenti a progetti europei nonché delle competenze in tema di comunicazione acquisite per mezzo di attività di collaborazione con varie testate giornalistiche e corroborata anche dalla redazione di articoli di giornale”.
Nel frattempo, l’altro candidato Giacomo Capobianco, ex assessore al Turismo per due anni centrali (2010-2012) del governo di Pasquale Dotoli, ha fatto sapere di volerne capire di più, e ha preannunciato “accesso agli atti” per confrontare curricula e titoli presentati nell’occasione. 

“Avevamo capito subito che ci fosse qualcosa di forzato – ha affondato Di Battista dopo la diffusione del nome preferito da Pitta – e questo conferma che si è trattato di una farsa, peggio ancora di una sorta di cambiale elettorale che evidentemente doveva essere ancora pagata, a prescindere dalle capacità professionali della persona incaricata su cui non ho elementi di valutazione. Fa specie che per fare questa operazione sarebbe stato sufficiente nominarla direttamente, invece si è voluto costruire intorno una procedura che ha comportato esborso economico e impiego di tempo per arrivare allo stesso risultato. Questo è solo l’ultimo esempio di una politica clientelare che il sindaco ha già mostrato in precedenza, assieme ad assoluta incapacità di amministrare, per cui prima va a casa e meglio è, sebbene debba rilevare che c’è qualche elemento della minoranza che spesso non si capisce da che parte stia, facendo quasi il doppio gioco politico”.

Riccardo Zingaro 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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