07/07/2024 19:59:10

Conguagli 167, tutto da rifare (e conteggiare)

La controversia tra il Comune di Lucera e circa 1.400 cittadini proprietari di abitazioni nella zona 167 sta andando avanti ormai da molti anni, e neanche con l’approdo della causa davanti alla Cassazione è possibile registrare la definizione della contesa, perché i giudici hanno rinviato la decisione a una diversa sezione della Corte di Appello, chiamata a indicare materialmente le somme di competenza dei privati nei confronti dell’ente, e anche a quantificare le spese legali fin qui sostenute, anche nel giudizio di legittimità precedentemente affrontato.
Se non altro, però, si palesa un esito un po’ più chiaro, e per certi aspetti clamoroso dopo i primi due gradi di giudizio favorevoli ai ricorrenti che avevano creduto, specie sulla base della sentenza di appello, di poter riavere indietro quegli oltre 3 milioni di euro in totale che hanno dovuto versare nel recente passato: delle somme dovranno invece essere comunque riconosciute, sul quantum bisognerà vedere quale calcolo dovranno e potranno fare a Bari.

“La Corte di Appello ha errato nel ritenere il conguaglio non determinabile – si legge nell’ordinanza arrivata da Roma, a seguito di udienza tenutasi a fine maggio scorso - poiché il relativo procedimento di calcolo è disciplinato dalla legge e dalle convenzioni stipulate dalla legge 865/ 1971. In effetti, il criterio di determinazione dell’oggetto della clausola esiste ed è quello del costo sopportato dal Comune per l’acquisizione delle aree soggette al Piano di Edilizia Economica e Popolare, e la norma impone il criterio del pareggio economico - è scritto citando un precedente pronunciamento della Cassazione del 2020 – non lasciando spazio ad alcuna discrezionalità e non si vede quali altri e diversi criteri potrebbe stabilire il Comune se non contravvenendo ad espressa disposizione di legge. E’ poi evidente che il quantum che si può pretendere dal singolo può variare in base al calcolo matematico, posti i dati di base (i costi ed i criteri di ripartizione) e che sulla esatta applicazione dei suddetti criteri si può ricorrere al giudice, ma non può negarsi che la clausola ‘salvo conguaglio’ in quanto legata ad una norma di legge che stabilisce criteri di quantificazione e modalità di riscossione, debba considerarsi a contenuto sufficientemente determinato. Oltretutto deve tenersi conto che il ‘salvo conguaglio’ in questo caso si riferisce, in concreto, al fatto che all’epoca della convenzione il Comune non aveva ancora terminato la procedura di acquisizione delle aree”.

Comunque sia, i tempi saranno realisticamente ancora lunghi, perché bisognerebbe fare i conteggi caso per caso, edificio per edificio, quelli costruiti sui suoli espropriati negli anni 80 da Palazzo Mozzagrugno su cui poi sono stati realizzati i lotti residenziali, con relativa apposizione del diritto di superficie e di proprietà. A meno che non si concretizzi quella ipotesi di transazione che finora è rimasta solo nei discorsi verbali e molto meno nelle carte ufficiali, fermo restando che per il suo perfezionamento dovranno incrociarsi svariate volontà, partendo da quella del Comitato dei cittadini (il quale ha annunciato l'indizione di una nuova assemblea per spiegare lo stato della situazione) che sono tutti legati tra di loro nel contenzioso, e finendo alla politica, passando ovviamente per i settori comunali che si occupano di contabilità e contenzioso, senza contare che questa vicenda è entrata nel calderone della gestione dell’Organismo Straordinario di Liquidazione che opera a Corso Garibaldi per tutti i debiti precedenti al 2020.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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