I dubbi dai Monti dauni per Lucera Capitale
Da quel poco che si è capito dei movimenti organizzativi di Lucera Capitale, specie in materia economica e soprattutto in funzione anche dei Monti dauni, si è avuta la conferma che la Regione Puglia sorveglierà con grande attenzione sui 300 mila euro messi a disposizione, perché per esempio avrà la gestione diretta della cosiddetta “Carovana Culturale” (prevista a settembre, ottobre e novembre) che sembra essere l’unico vero elemento di coinvolgimento dei 29 Comuni circostanti, dei quali non è stato fatto alcun cenno progettuale sulle due importanti minoranze linguistiche nemmeno al momento della presentazione delle attività del 15 marzo scorso.
E quindi qualcuno ha cominciato a dire la sua, come l’ex Sindaco di Pietramontecorvino, Rino Lamarucciola, delegato dal primo cittadino Domenico Zuppa: “Io ho partecipato a un incontro tenutosi due giorni prima della presentazione – ha riferito – ma è servito solo per dirci cosa sarebbe stato fatto per i borghi. In realtà avevo già capito che ci sarebbe stato poco o nulla, così com’era nel dossier che abbiamo avuto parecchie difficoltà a leggere e molte altre a interpretare le reali intenzioni. Ho capito che Lucera vuole fare da sola ma credo non abbia compreso che così non va da nessuna parte. Noi avevamo proposto un progetto di quattro Comuni con una settimana identitaria a maggio legata alla figura di Sant’Alberto, mettendo sul piatto anche un cofinanziamento, ma ci è stato risposto che non c’erano soldi. Io credo che questa sia un’occasione sprecata sul vero coinvolgimento, ho sperato fino alla fine per un recupero, per cui abbiamo deciso volutamente di non essere presenti quel sabato sera”.
Del resto, già in quella riunione informativa avevano presenziato solo in cinque, e per misurare il livello delle richieste c’è stato un sindaco che ha invocato solo l’ingrandimento del carattere della scritta “Monti dauni” sul materiale grafico, istanza accolta dal sindaco Giuseppe Pitta con un significativo: “Pasquale, accontentiamolo”, rivolgendosi al coordinatore Gatta.
Ma di parere opposto c’è il collega di Casalvecchio, Noè Andreano, peraltro uno di quelli che nel suo borgo spinge forte sulla tradizione arbereshe, organizzando in autonomia un paio di grossi appuntamenti all’anno: “Questa è un'ottima opportunità per i nostri Comuni di avere visibilità per tutte le attività che vorranno proporre a valere sulle proprie risorse finanziarie – ha detto – per cui ci auguriamo di poter interagire sui singoli progetti ed eventi, ben consapevoli che la capienza del finanziamento regionale è limitata. Tuttavia il fatto di poter beneficiare del megafono comunicativo di Lucera Capitale è di per sé un valore aggiunto notevole. Difficile immaginare che con quel budget potevano essere sostenute attività nei singoli borghi. Ringrazio il sindaco Pitta e il Comune di Lucera per l'occasione offertaci, senza che nessuno dei nostri centri abbia investito un euro”.
Un altro che ha preso posizione è l’ex primo cittadino di Biccari, Gianfilippo Mignogna, per 15 anni alla guida del paese e punto di riferimento per una lunga serie di attività legate al contrasto allo spopolamento e alla tutela e salvaguardia del paesaggio della zona: “Sarò curioso di vedere cosa resta dopo che il circo viene smontato - ha commentato - perchè finiti gli eventi, si può contare sull'avvio di un percorso generativo sul territorio? O cala nuovamente il sipario? Queste dovrebbero essere occasioni d'oro per abilitare o mobilitare le risorse locali, per avviare progetti duraturi nel tempo (non spettacoli di una stagione), per dotare la città (e il territorio circostante) di infrastrutture materiali e immateriali che possano sviluppare effetti positivi nel tempo: una Destination Management Organization con operatori locali e i Comuni vicini, un portale turistico serio, rifacimento e potenziamento della segnaletica, un ufficio turistico/info point degno di questo nome, il posizionamento in mercati strategici, la sottoscrizione di accordi e partenariati con altre realtà, e cose del genere. Non abbiamo bisogno dell'elemosina di uno spettacolino che solo in autunno farà tappa da noi”.
Riccardo Zingaro
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