14/07/2025 17:52:12

La cannabis terapeutica in Puglia

Nel corso del 2025, la Puglia continua a distinguersi come una delle regioni italiane più sensibili e attive sul tema della cannabis terapeutica. Un percorso fatto di convegni scientifici, criticità nell’accesso alle cure e una normativa in continua evoluzione, spesso contraddittoria, che però lascia aperti spiragli di cambiamento.
Un momento centrale di questo dibattito è stato il workshop “Cannabis Medicinale 2025 – Dalla botanica alla clinica”, tenutosi a Lecce il 16 giugno al Cnr Nanotec. L’evento, organizzato da Radice Cubica e Ascla, con il sostegno di AReSS Puglia, ha riunito medici, ricercatori, farmacisti e operatori del settore per discutere le potenzialità terapeutiche della cannabis e le barriere che ancora ostacolano un suo utilizzo diffuso in ambito sanitario. Il messaggio emerso è chiaro: serve una sinergia tra ricerca scientifica, applicazione clinica e politiche pubbliche, per offrire reali benefici ai pazienti.

Nonostante le buone intenzioni, in Puglia – come nel resto d’Italia – l’accesso alla cannabis terapeutica resta difficile. Le prescrizioni sono limitate a specifiche patologie (come dolore cronico, sclerosi multipla, nausea da chemioterapia o Hiv) e devono avvenire tramite specialisti ospedalieri. La distribuzione del farmaco è spesso centralizzata in poche farmacie ospedaliere, e i costi non sempre sono coperti dal Servizio Sanitario Nazionale, lasciando molti pazienti a dover pagare di tasca propria. La conseguenza è un sistema a doppia velocità, dove solo chi ha le risorse o le conoscenze adeguate può davvero accedere alle cure.

Ad aggravare la situazione, è intervenuto nel 2025 il cosiddetto “Decreto Sicurezza” (DL 48/2025), che ha vietato produzione, vendita e trasporto di infiorescenze di cannabis light, anche con contenuto di THC inferiore allo 0,5%. Una misura che ha colpito duramente le piccole imprese agricole e commerciali del settore, e ha sollevato forti proteste da parte di associazioni, professionisti sanitari e giuristi. Il divieto, giustificato dal Governo con il principio di precauzione, è stato contestato anche a livello europeo per il suo potenziale contrasto con la libera circolazione delle merci.
Sul fronte giuridico, però, si registrano segnali incoraggianti. La Cassazione, già da anni, ha costruito una giurisprudenza favorevole in merito alla coltivazione domestica di cannabis per uso personale. Nel 2025, con la sentenza n.?11964, la Suprema Corte ha confermato che la coltivazione di pochi esemplari, in forma rudimentale e senza fini di spaccio, non costituisce reato. Una linea interpretativa già tracciata dalle Sezioni Unite nel 2019 e ribadita più volte negli anni successivi, che rappresenta oggi uno dei principali argini al clima proibizionista del nuovo decreto.

Accanto al fronte giudiziario, si sta consolidando in Puglia anche una rete di ricerca scientifica e sperimentazione clinica. Il progetto RE.CA. – Renew Cannabis, nato per promuovere una filiera regionale della cannabis terapeutica, punta a integrare coltivazione, trasformazione e distribuzione con protocolli rigorosi e trasparenza. Una sfida ambiziosa che richiede il coinvolgimento di agricoltori, università, farmacisti e medici, ma che potrebbe trasformare la Puglia in un modello virtuoso per il resto del Paese.
Allo stesso tempo, è cresciuta negli ultimi anni, interrompendosi poi purtroppo bruscamente dopo il ddl Sicurezza, la diffusione di CBD shop sul territorio pugliese, ossia negozi dediti alla vendita di derivati della canapa quali oli CBD, tisane alla canapa e prodotti CBD per animali.

Il 2025 si presenta quindi come un anno di tensione e transizione: da un lato, il legislatore nazionale ha operato con un irrigidimento della normativa, dall’altro, scienza, giustizia e territorio spingono per un approccio più equilibrato e centrato sul diritto alla salute. Le prossime sfide si giocheranno in tribunale, nei centri di ricerca e nelle aule istituzionali, ma anche nelle scelte quotidiane di medici, pazienti e operatori del settore. La Puglia, ancora una volta, si candida a essere un laboratorio di esperienze concrete e innovative, capace di ispirare il cambiamento.

Red. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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