20/07/2025 21:00:51

Lo strano caso degli uffici stampa ‘Doc’

Si può dire che nella giostra di Lucera Capitale, il settore riguardante gli uffici stampa sia una questione a marchio “Doc”. Tuttavia non è l’acronimo che tutti conoscono a proposito del vino, ma il nome di una rete di aziende di Verona, a configurazione cooperativistica, che compare in maniera singolare nelle assegnazioni di ambedue i servizi. 
Anche questa storia va sempre inquadrata nel modus operandi istituito dall’Amministrazione comunale in generale e dal sindaco Giuseppe Pitta in particolare, il quale ha consegnato l’intera e totale conduzione delle attività al coordinatore Pasquale Gatta, autorizzato perfino a scegliere i partner tecnici da farsi affiancare, pressoché tutti con affidamenti diretti poi eseguiti materialmente dal segretario generale dell’ente, Gianluigi Caso, il quale per iscritto in ogni sua determina la prerogativa del front man dell’agenzia Scopro di Monte Sant’Angelo.

E allora, nel caso del previsto incarico dell’ufficio stampa “nazionale”, il collaboratore individuato è la Doc Servizi Soc. Coop., con sede legale in Via Pirandello, 31/B, a Verona. L’azienda ha inviato, evidentemente a fronte di una richiesta specifica che non ha raggiunto alcun altro concorrente, un’indicazione del valore di 30 mila con cui organizzare azioni entro il 31 dicembre prossimo, finalizzate a “rafforzare la visibilità del territorio di Lucera e dei Monti Dauni sui media nazionali, assieme all'organizzazione di due press tour, rivolti a giornalisti e professionisti della comunicazione”. La proposta è stata accettata, sebbene con una riduzione del compenso a 18 mila.
Una ragione sociale molto simile, in realtà, era già comparsa il mese scorso in un altro affidamento, stavolta però nell’unico “aperto” a tre concorrenti, e poi assegnato alla Smart Lab di Manfredonia che si sta occupando dell’ufficio stampa “locale”, ricorrendo alle prestazioni di quel Gianni di Bari che aveva già lavorato nella prima fase del progetto, fino all’audizione ministeriale delle dieci finaliste italiane per il titolo 2026 poi aggiudicato a L’Aquila. 
In questo caso, gli altri due competitor erano l’agenzia Officineventi di Foggia (esperta in comunicazione e allestimento proprio di press tour) e la Doc Creativity Soc. Coop., ubicata allo stesso indirizzo veronese, con diversa partita Iva ma facente parte della stesso gruppo di imprese che operano nel settore dello spettacolo e di tutto quello che ruota intorno, oltre a interventi su turismo, formazione, educazione e innovazione digitale. Entrambi non hanno presentato offerte economiche pur interpellate appositamente, e quindi il lavoro è stato assegnato al soggetto sipontino per 34.965 euro, dopo aver presentato un ribasso dello 0,1%.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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