Le Feste patronali più ricche di sempre
Sì, lo sappiamo, le Feste patronali finiscono solo con il nostro bilancio che spesso non piace a molti, perché riporta una narrazione alternativa rispetto a quella di Comune e Comitato che peraltro in questa estate si sono letteralmente scatenati nel finanziare, promuovere e allestire eventi di ogni genere.
A questo si è aggiunta la particolare esaltazione di San Rocco, compatrono della città ancora troppo poco considerato e conosciuto. Un documentario realizzato da Luceraweb che ha ripercorso storia, devozione e culto del pellegrino di Montpellier, e la presentazione di un’opera pittorica di Andrea Petrillo (e una terza potrebbe arrivare in seguito con San Francesco Antonio Fasani a completare il suo trittico con Santa Maria) sono stati i due elementi più visibili a sostegno di una figura spirituale a cui Lucera deve molto in termini di protezione documentata nel corso dei secoli.
Le Feste patronali 2025 saranno ricordate anche per la bella trovata delle magliette con l’immagine della Madonna, introdotte dal felpatissimo equilibrista (di rapporti) Francesco Finizio, a capo di una struttura che si è chiaramente allargata anche di numero oltre che di capacità gestionali.
Durante il primo giorno, c’è stata anche l’occasione per il vescovo Giuseppe Giuliano di cominciare il suo lungo saluto che porta fino a giugno dell’anno prossimo, quando compirà 75 anni e dovrà presentare le proprie dimissioni.
Ma ancora più lunga e articolata è la scia in cui si sono svolte le attività, inserite a tutti gli effetti nel programma di Lucera Capitale. Per questa storia ci sarà però tempo e modo per raccontare e riferire più di quanto non sia già stato fatto, mentre al momento si può fare un focus solo sulla settimana centrale di agosto che è partita con gli appuntamenti medievali ed è terminata la sera di domenica scorsa.
Anzitutto bisogna dire che è stata l’edizione più mediatica e social di sempre. Luceraweb ha fatto il pieno di contatti sul sito e di like, cuoricini e follower sulle piattaforme che mette a disposizione di cittadini vicini e lontani, ma è stata anche quella che ha mostrato una necessità solo apparentemente esagerata: sarà il caso di installare una torre di controllo per regolare in futuro il traffico aereo di diversi droni che negli ultimi giorni hanno sorvolato la città in lungo e in largo, mostrando suggestive immagini dall’alto, favorite anche dalla bellezza delle location lucerine.
A terra, comunque, tutto è filato liscio, tranne il pessimo episodio di un litigio in Piazza Duomo tra sbandieratori lucerini di gruppi diversi (anche se sarebbe meglio dire avversi) durante gli spettacoli di conclusione del corteo storico. L’episodio ha però solo mostrato pubblicamente che tra alcuni sodalizi ci sono rivalità, queste sì, storiche e finora rimaste silenziose, così come silenziosi e soffocati sono rimasti i lamenti per i compensi offerti alle ben quattro compagnie locali per partecipare ed esibirsi.
Al di là di questo, la gente è rimasta visibilmente contenta, gli esercenti pure, alimentando un clima di tale soddisfazione da lasciar passare non solo il ritardo ma anche le perplessità sulla qualità e la durata dei fuochi pirotecnici della sera del 16 agosto, per fortuna compensati da quelli del 17 davanti alla fortezza. Non era un “incendio al castello” come è stato presentato, perché quella è un’altra cosa, e comunque a Lucera non sarebbe stato possibile, per non correre il rischio di dare fuoco agli alberi che crescono ancora sulle sue mura.
A ogni modo, tante persone hanno partecipato, si sono interessate alle proposte distribuite tra i due monumenti cittadini principali e il resto del centro storico, compresa Piazza Matteotti, le affluenze sono state spesso da record sebbene non ci siano cifre ufficiali, ma ci sono le foto che bastano e avanzano, così come i resoconti dei registratori di cassa.
Tuttavia da record sono anche le cifre, e queste sono certe, del budget a disposizione per mettere in piedi le manifestazioni: quella medievale (villaggio, corteo e torneo vinto per la terza volta consecutiva da Porta Foggia) ha superato ampiamente i 50 mila euro, anche grazie a una dotazione di 40 mila da parte dell’Amministrazione Pitta, cioè oltre il triplo rispetto agli ultimi anni. I quattro giorni in onore di Santa Maria Assunta, invece, hanno sfiorato i 330 mila euro, con 195 mila forniti direttamente dal Comune, tra soldi di bilancio proprio (110) o contributo regionale (85). Per conoscere le singole voci di spesa bisognerà attendere qualche mese, ma di sicuro il resto è arrivato dalla raccolta presso i privati, specie aziende, con alcune di queste che quest’anno si sono rivelate particolarmente generose.
Beate loro, beati i cittadini che hanno potuto godere di fasti economicamente irripetibili in futuro, e beato il sindaco Giuseppe Pitta che ha cercato di incassare il massimo risultato possibile in termini di visibilità personale, mettendosi addirittura la statua della Madonna sulle spalle e soprattutto infrangendo un tabù che a Lucera esisteva ancora: salire direttamente sui palchi dei cantanti e degli spettacoli musicali, con tanto di fascia tricolore, avventurandosi anche in un breve comizio.
Non si è perso un'opportunità, neanche i giri della bande nelle periferie, facendosi vedere da chi si affacciava ai balconi, nemmeno il dj set notturno di Piazza Duomo, distribuendo gadget, sorrisi e compiacimento per tutto quello che stava accadendo. Di fronte aveva il pubblico e sullo sfondo c’era l’orizzonte elettorale della primavera 2026. Non è mai stato così presente sui social, lanciando dirette da posizioni di privilegio e quindi mostrando momenti altrimenti impossibili per tanti altri che assistevano da molto più lontano.
Purtroppo per lui, non si può vantare del suo unico vero capolavoro di questa estate: nel lungo periodo clou non c’è stato un solo giorno con la puzza. Il merito sarà sicuramente suo, ma come abbia fatto non potrà mai rivelarlo. Sarà stata la "magia" delle Feste.
Riccardo Zingaro
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