17/09/2025 17:30:42

Vedere l’anfiteatro sì, ma non da turisti

Se qualcuno volesse ammirare l’anfiteatro romano dal punto di vista turistico, si deve travestire da spettatore, e prendere parte a uno degli eventi serali allestiti (gratis o a pagamento) in questo periodo. Negli altri giorni invece si trasforma di nuovo in un cantiere, cosa che effettivamente è da sei mesi. Solo che magicamente diventa location per spettacoli o manifestazioni didattiche all’occorrenza della situazione, una delle tante cose possibili solo a Lucera in occasione di questo anno che resterà nella storia e nella memoria come la saga delle occasioni perdute e delle cose impossibili agli altri ma possibili solo a pochi e selezionati soggetti. Tutto legale e autorizzato dalla direzione dei lavori che si stanno occupando della riqualificazione del luogo e dell’ampliamento della capienza dei posti a sedere, ed era accaduto pure in primavera addirittura per centinaia di alunni che hanno potuto accedere di sabato mattina per la conclusione di un progetto didattico gestito dell’Associazione 5 Porte Storiche.
La foto riportata sopra è quella di due turisti che domenica 7 settembre avrebbero voluto entrare, ma sarebbe stato possibile solo la sera prima in occasione del cosiddetto “Gala della Cultura” che il sindaco Giuseppe Pitta ha esaltato come un “appuntamento imperdibile per scoprire talenti e storie che rendono la nostra regione un vero laboratorio di cultura e innovazione, celebrati per il loro contributo alla valorizzazione del patrimonio culturale e creativo della Puglia”.

Forse nemmeno lui si è accorto di aver fatto una dichiarazione con cui ha certificato il fallimento della programmazione di “Lucera Capitale”, plastificata da narrazioni e rappresentazioni di facciata, avventurandosi nella esaltazione della coincidenza con la Sagra delle Sagre, uno degli eventi più partecipati degli ultimi anni. La circostanza si sarebbe dovuta assolutamente evitare, e invece era riportata fin dall’inizio del planning delle date delle manifestazioni previste. Siccome lo spettacolo è durato quasi tre ore, alla presenza di centinaia di persone che hanno assistito a performance, premiazioni e salamelecchi vari, è stato quindi praticamente impossibile per la gente arrivata in Viale Augusteo immergersi poi nel centro storico con la sua quindicina di postazioni eno-gastronomiche allestite dalla Pro Loco. 
Non c’era proprio modo di evitare la sovrapposizione di date in un calendario già piuttosto striminzito al di fuori delle feste patronali? E non è stata nemmeno la prima volta, perché era già accaduto in una delle rappresentazioni di Estate Muse Stelle (anche se di minore impatto numerico), per le quali l’Amministrazione Pitta ha “girato” al promotore Puglia Culture 50 dei 300 mila euro ricevuti dalla Regione Puglia.
Il 2 settembre, nello stesso momento, c’era il concerto di Elio sempre all’anfiteatro, mentre al Teatro dell’Opera è andato in scena un altro dal titolo  “La Musica per la Pace”, diretto dal maestro Andrea Gargiulo con l’Orchestra di MusicaInGioco, finalizzato a celebrare il potere della musica come linguaggio universale di pace e inclusione. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’Università di Bari ed è stata sostenuta con 500 euro di fondi comunali.

Il Gala della Cultura, invece, è costato poco meno di 30 mila euro, con spese suddivise tra “Supporto organizzativo” (Siae, supporto alla presentatrice Stefania Benincaso, rimborsi spese di viaggio, vitto e alloggio per artisti ed ospiti, presenti per ospiti) garantito dall’Associazione “Strumenti e Figure” a cui sono stati assegnati direttamente 4.500 euro, altri 1.200 alla Cdb di Roma (partner storico già visto per il concerto di Danilo Rea) per “Organizzazione logistica ed accoglienza conviviale ospiti”, mentre l’Orchestra Suoni del sud ha ricevuto 8.800 e infine la Fanfara srl di Bari gli ultimi 15 mila per il cosiddetto “Intrattenimento artistico” che presumibilmente prevede anche i cachet. 
Le ultime spese in ordine di tempo emerse dal conteggio infinito delle determine redatte dal segretario generale dell’ente, Pierluigi Caso, su indicazioni dirette del coordinatore Pasquale Gatta, parlano di 1.500 euro alla tipografia Scepi per la stampa del volume "Lucera tra 700 e 800", ossia gli atti del convegno di gennaio 2024 organizzato dalla Società di Storia Patria per la Puglia e coordinato da Giuseppe Trincucci e Saverio Russo, altri 2.500 al Lions Club per la commemorazione di Umberto Onorato e 20 mila al Festival della Letteratura Mediterranea, per il quale il sodalizio proponente riferisce di doverne spendere oltre 50 mila per i quattro giorni in programma da domani.

L’ubriacatura mediatica, social e soprattutto finanziaria dell’agosto lucerino ha quasi terminato i suoi effetti, e quindi i cittadini stanno tornando alla sostanziale normalità delle situazioni quotidiane, con un elenco di elargizioni di denaro pubblico su cui è persino difficile tenere il conteggio numerico. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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