05/11/2025 18:30:58

Proserpina non è più tornata a casa

Era stato il primo provvedimento della Giunta Pitta dell’anno 2025, ma gli effetti di quella delibera numero 1 non si sono ancora conclusi, anzi rappresentano tutt'oggi una grande attualità dal punto di vista del patrimonio storico artistico locale. 
Nell’occasione era stato preso atto della decisione del prestito, gestito dalla Soprintendenza, di tre importanti reperti archeologici custoditi nel museo Fiorelli, con la condivisibile richiesta di restituirli entro il mese di maggio, motivata con la necessità di disporne in vista del periodo di maggiore (ipotetico) afflusso turistico in città.
A novembre invece si può dire con certezza che Lucera trascorrerà tutto l’anno di Capitale regionale della Cultura senza la possibilità di mostrare alcuni dei suoi pezzi più pregiati (assicurati per un valore di 700 mila euro), perché non sono ancora rientrati dalla Cina il famosissimo Busto di Proserpina, la testa di Ercole e la lastra di pietra a rilievo rappresentante una figura bucolica

È bene però ricostruire la vicenda: la Soprintendenza ha la competenza diretta e in effetti ha coordinato le operazioni e tenuto materialmente i rapporti con le istituzioni asiatiche, in vista della spedizione di un totale di 114 opere verso la grande mostra dal titolo "The Gifts of the Gods. Apulia felix among Greeks, Indigenous and Romans" organizzata direttamente dal Governo cinese. Gli allestimenti previsti erano due: il primo al Chengdu Jinsha Site Museum della provincia di Sichuan, in programma dal 20 gennaio al 18 maggio, e l’altro al China Shenzhen Museum nella provincia di Guangdong, fissato dal 15 giugno al 7 ottobre, per il quale l’esecutivo lucerino aveva espresso il diniego, di fatto però completamente ignorato, perché nel frattempo non solo è arrivata la comunicazione ministeriale di una prima proroga, ma recentemente se n’è aggiunta una seconda che allunga la permanenza asiatica almeno fino a marzo 2026.

Una beffa, insomma, che l’Amministrazione Pitta ha cercato di mitigare dal punto di vista mediatico, non mettendo mai al corrente la popolazione di quanto stesse accadendo, senza peraltro nemmeno un qualche sussulto o richiesta di spiegazioni pubbliche da parte delle sedicenti associazioni culturali cittadine o cultori di storia locale.

L’organizzazione dell’evento è stata del China Culture Relics Exchange Center di Pechino, organismo governativo che si esprime sui progetti internazionali, in questo caso con l’intento di valorizzare le ricchezze delle Puglia antica e contemporanea in due luoghi di grandissimo livello culturale, visto che il primo museo è situato nella più importante zona di interesse archeologico della Repubblica cinese e il secondo è il più grande del Paese e tra i maggiori al mondo, completamente ristrutturato su 37.000 metri quadri di aree aperte al pubblico. La proposta era stata quella di rappresentare le peculiarità della Puglia antica soprattutto tra il VII secolo a.C. (corrispondente alla Dinastia Zhou orientale) e l'età romana (dinastie Qin, Han, Tre Regni, Jin), e i rapporti delle civiltà indigene dei Dauni, Peucezi e Messapi con la colonia greca di Taranto e con la Grecia. Un apposito ampliamento del percorso espositivo ha poi riguardato proprio una sezione dedicata alla vita quotidiana in Apulia, fino all'arrivo della nuova potenza mediterranea di Roma. 
Non è comunque il primo esempio del genere con la Regione spesso coinvolta in primo piano, visto che negli ultimi anni c’erano state altre operazioni del genere sempre con la Cina, in particolare al Metropolitan Nanjing Musem (Nanchino) e al Maritime National Museum of Guangzhou (Canton). 
E non è nemmeno la prima volta che antiche testimonianze del passato di Lucera siano finite in esposizioni di valore nazionale e internazionale, specie e soprattutto proprio con Proserpina che è stata a Parma nel 2015 e a Bologna nel 2016, oltre a essere stata il soggetto di un francobollo dedicato alla città in una serie speciale del 2002 dedicata alle donne nell’arte, ma mai si era verificata una situazione del genere e tanto più in un anno così storicamente e culturalmente importante.

Riccardo Zingaro

Vedi anche: Anfiteatro ancora off limits
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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