02/12/2025 14:51:19

Il museo monco e il doppio viaggio dei turisti

Il museo "Fiorelli" di Lucera sarebbe dovuto essere uno dei pilastri della proposta culturale di “Lucera Capitale” in tutto il 2025 che sta per terminare. Al 31 dicembre poi si conteranno gli ingressi effettivi in Via de Nicastri e al castello, ossia l’altro unico monumento comunale rimasto realmente fruibile assieme ai mosaici di San Giusto. Sarà importante misurare il valore complessivo della diffusione e valorizzazione del patrimonio locale, assieme ai flussi turistici generati, a fronte di un esborso di denaro pubblico che si avvicinerà ai due milioni di euro.

Ma sebbene sia presto per i bilanci, si può dire già da ora che il variegato contenitore civico di reperti sta continuando a mostrare una capacità espositiva ben al di sotto del suo enorme potenziale. E le carenze non sono legate solo al mancato rientro dalla Cina del busto di Proserpina, della testa di Ercole e della lastra in pietra con figura bucolica, vale a dire tre dei pezzi più importanti e famosi dell’intera collezione lucerina, perché che non è stato ancora materialmente acceso l’ologramma interattivo incentrato sulla figura di Federico II. 
L’installazione è stata consegnata e collocata in una sala del palazzo, ma non è visibile ai visitatori perché “in attesa della sua inaugurazione”, ha riferito il personale all’ingresso. Evidentemente si tratta di un impedimento così preminente da impedire la sua fruizione prima del taglio di un nastro con foto in posa.
Nel frattempo l’anno è agli sgoccioli, e se è pur vero che l’opera da 50 mila euro, realizzata dalla Mobile Idea di Pisa, diventerà “residente”, è altrettanto vero che chiunque sia entrato al museo nell’anno più importante dal punto di vista culturale, non ha potuto godere di un elemento previsto e creato proprio per questa occasione. Come dire: sei venuto (forse) per Lucera Capitale ma dovrai tornare almeno un’altra volta per vedere il resto, cioè anfiteatro romano, teatro Garibaldi e ologramma stesso che si annuncia comunque come una bella novità del territorio, visto che è basato su una tecnologia che fa ricorso all’intelligenza artificiale per ascoltare e vedere storie tematiche attraverso il volto riprodotto dell’imperatore svevo. 

Eppure le intenzioni erano buone, perché le dichiarazioni solenni di marzo scorso, da parte del coordinatore del progetto Pasquale Gatta, parlavano del ruolo che avrebbe svolto la città nel 2025: “Raccontare e condividere l'identità di Lucera con un pubblico sempre più ampio, valorizzare il suo patrimonio culturale attraverso una strategia innovativa e coinvolgente. Sarà un racconto corale, capace di ispirare e lasciare un segno”.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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