Il calendario della Guardia di finanza
Dopo i carabinieri, anche la Guardia di finanza ha presentato il suo calendario, intitolato “Tre colori, un mondo”, direttamente dal comandante, il generale di Corpo d’Armata Andrea De Gennaro.
L’opera, giunta alla 89esima edizione e concepita come strumento di comunicazione, identità e memoria, vuole offrire una prospettiva inedita sulle attività delle fiamme gialle, in particolare su quelle meno visibili e spesso più complesse della polizia economico-finanziaria. L’arte vuole diventa un decodificatore, capace di tradurre tematiche tecniche, ai più poco comprensibili, in immagini evocative e accessibili a tutti.
L’edizione 2026 assume un valore maggiore perché si inserisce proprio nell’anno del 25esimo anniversario dell’istituzione dello speciale reparto, espressione dell’evoluzione del Corpo nato nel 1774.
Il calendario è frutto della collaborazione con l’agenzia Armando Testa e il fotoreporter Massimo Sestini, vincitore del World Press Photo. L’opera rappresenta lo sviluppo di un’idea creativa che fa leva sull’unione tra la forza narrativa della fotografia e la sintesi visiva della grafica, in un equilibrio di stili che si potrebbe definire foto-grafico. Con i tre colori iconici giallo, verde e grigio, è stato costruito un linguaggio capace di rendere immediati concetti complessi e attività spesso invisibili al cittadino.
Le fotografie in bianco e nero, scattate sul campo da Sestini, sono diventate la base su cui i creativi hanno innestato geometrie, campiture di colore e parole chiave, trasformandole in un doppio livello narrativo: rigore documentale e interpretazione artistica. Il risultato è un percorso visivo composto da 13 tavole, ognuna delle quali è al tempo stesso opera d’arte e racconto di “vita operativa”, capace di restituire l’impegno quotidiano del personale, con dedizione e spirito di servizio.
In definitiva, il calendario vuole celebrare la storia, i valori e l’impegno profuso a tutela della sicurezza economica e finanziaria, dello sviluppo e della giustizia sociale; puntare a rafforzare il legame con i cittadini, avvalendosi di immagini e narrazioni evocative; coniugare tradizione militare e ricerca artistica contemporanea.
Red.
(Luceraweb – Riproduzione riservata)


